Per alcuni settori energivori, la neutralità climatica resta oggi tecnicamente ed economicamente
irraggiungibile, trasformando l’Ets (la tassazione Ue delle emissioni, n.d.r.) in una forma di tassazione aggiuntiva. Il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 rappresenterebbe quindi uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi delle imprese già impegnate nella decarbonizzazione, in attesa
che ulteriori vettori energetici siano pienamente maturi ed economicamente accessibili”.
Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l tavolo di confronto al Mimit con le principali associazioni delle industrie energivore dei settori chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica.
Al centro del tavolo, i principali dossier europei di rilevanza per le industrie energivore – con particolare riferimento a CBAM, ETS, misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe e ai Piani d’azione europei per acciaio, metalli e chimica – sono stati al centro del tavolo di confronto al Mimit presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. All’incontro hanno partecipato i delegati dei Ministeri interessati e le principali associazioni delle industrie energivore dei settori chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica.
Nel corso dell’incontro, il ministro ha riferito sui colloqui avuti a Bruxelles con cinque Commissari europei, tra cui Stéphane Séjourné e Teresa Ribera, e con la delegazione italiana al Parlamento Ue sulle riforme di politica industriale del Continente. Temi che saranno al centro anche dell’incontro informale dei leader europei sulla competitività del 12 febbraio e del Consiglio Competitività del 26 febbraio.
Sull’estensione del Cbam (il sistema dei dazi europei sulle emissioni legate ai prodotti importati) ai prodotti a valle, Urso ha sottolineato “la richiesta italiana di maggiore ambizione e tempi più rapidi”, evidenziando che “la data del 1° gennaio 2028 è troppo lontana”. È inoltre necessario per il
ministro “definire con attenzione il perimetro dei prodotti inclusi per tutelare le filiere industriali ed evitare distorsioni, valutando con cautela l’eventuale estensione ai rottami ferrosi pre-consumo. Occorre infine maggiore chiarezza sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sui meccanismi antielusione del Cbam”.
Per quanto riguarda la revisione del sistema ETS, è stato ribadito che essa deve tener conto delle prime evidenze del CBAM e correggere le distorsioni di mercato, a partire dall’eccessiva volatilità dei prezzi legata a fenomeni speculativi. Il Ministro ha spiegato che, per alcuni settori energivori, la neutralità climatica resta oggi tecnicamente ed economicamente irraggiungibile, trasformando l’ETS in una forma di tassazione aggiuntiva. Il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 rappresenterebbe quindi uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi delle imprese già impegnate nella decarbonizzazione, in attesa che ulteriori vettori energetici siano pienamente maturi ed economicamente accessibili.
Infine, sul piano nazionale, il Ministro ha ricordato che il Mimit è al lavoro con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con gli altri Dicasteri competenti per la definizione del decreto energia.
