Antonio, dalla Calabria al Belgio: una vita cercata altrove per poter essere sé stesso

Crescere gay in un piccolo paese del Sud, innamorarsi all’estero e scoprire cosa significa avere diritti

Antonio da Crotone al Belgio: un’infanzia che non lascia spazio

Crotone, costa ionica calabrese. Una famiglia patriarcale, un padre autoritario, una comunità piccola dove tutto si sa e poco si accetta.
È qui che cresce Antonio, classe 1996.

Fin da adolescente capisce qualcosa che non può dire ad alta voce: è gay.
In casa non c’è spazio per il dialogo, fuori non c’è comprensione. Vivere significa nascondersi. Resistere. Essere sempre fuori posto.

L’incontro che cambia tutto

Nell’agosto del 2019, contro il volere del padre e con molta difficoltà, Antonio riesce a concedersi una breve vacanza in Toscana, in Versilia.
Una sera, in discoteca, conosce Eddy. È belga, vive a Namur.

All’inizio sembra una storia destinata a finire in poche ore. Una di quelle nate tra musica, euforia e leggerezza estiva.
Non è così.

Il legame cresce, si rafforza. Tornano entrambi alle loro vite: Antonio a Crotone, Eddy in Belgio. Ma la distanza non interrompe il rapporto.

Provare a vivere, anche solo per un mese

Dopo alcuni mesi di relazione a distanza ad ottobre Eddy decide di tornare in Italia per rivedere Antonio. Questo incontro segna un momento importante perché permette ai due di rafforzare il loro legame, che fino a quel momento era stato vissuto solo tramite messaggi e telefonate.
In quell’occasione Eddy invita Antonio a raggiungerlo per le festività natalizie nella città belga in cui vive. Antonio accetta, ma per farlo deve affrontare nuovamente l’opposizione del padre, che non approva questa scelta. Nonostante le difficoltà familiari, Antonio parte e raggiunge Eddy in Belgio.

Antonio si trova immerso in una realtà completamente diversa da quella a cui era abituato in Calabria, Namur è una città di circa centomila abitanti, capitale della Vallonia, che offre un clima sociale più aperto e tollerante. Qui, per la prima volta, sperimenta cosa significa vivere in un luogo dove essere gay non rappresenta un problema, non è fonte di giudizio o discriminazione. Questo apre per lui nuove prospettive di vita e di serenità.

Durante questa permanenza natalizia, Eddy gli suggerisce di provare a trasferirsi in Belgio per un breve periodo, anche solo per un mese, così da capire se potesse sentirsi davvero a casa in quella nuova realtà.

In modo del tutto casuale gli viene data un’opportunità di lavoro come cameriere in un ristorante italiano chiamato “Sapori d’Italia”. Questo impiego potrebbe rappresentare per lui un’importante occasione di autonomia e integrazione.

Terminata la vacanza Antonio torna in Italia, fortificato da ciò che ha visto e vissuto a Namur, prende una decisione coraggiosa: decide di fare coming out, ovvero di dichiarare apertamente la propria omosessualità. Per la prima volta, si espone senza più nascondersi, trovando in questo gesto una profonda sensazione di libertà e sollievo. Questo passaggio segna una svolta nella sua vita, perché da quel momento inizia davvero il suo percorso verso l’accettazione di sé e la costruzione di un futuro diverso.

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Quando l’emigrazione diventa necessaria

Nel febbraio 2020, Antonio decide di effettuare un periodo di prova: lascia l’Italia con l’idea di trasferirsi al massimo per un mese in Belgio. Tuttavia, poco dopo il suo arrivo, scoppia la pandemia. Le restrizioni imposte limitano ogni possibilità di movimento, trasformando quella che inizialmente doveva essere soltanto una prova temporanea in una scelta di vita vera e propria.

Antonio decide di restare a Namur, accetta la proposta di lavoro del ristorante “Sapori d’Italia” e inizia a convivere con Eddy.
Insieme, danno forma a una quotidianità fatta di lavoro, affetto e gesti semplici che, per la prima volta, assumono il sapore della normalità. La loro relazione cresce e si rafforza, trovando una base solida nella condivisione e nel sostegno reciproco.

Nel maggio 2022, Antonio ed Eddy coronano il loro percorso unendosi in matrimonio.
Oggi, a febbraio 2026, la loro storia continua e si apre a nuovi orizzonti: stanno valutando la possibilità di adottare un bambino, pronti ad affrontare insieme questa nuova avventura.

Antonio da Crotone al Belgio due uomini in giacca e cravatta
Foto di Maico Pereira su Unsplash

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Diritti gay: perché il Belgio è diverso dall’Italia

In Belgio, le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle altre: il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale dal 2003, l’adozione è permessa dal 2006 e, dal 2015, entrambi i partner vengono automaticamente riconosciuti come genitori. In Italia, invece, la situazione è diversa. Mentre le unioni civili sono consentite, il matrimonio non lo è e la normativa sull’adozione da parte di coppie gay rimane poco chiara. Il riconoscimento dei figli spesso richiede l’intervento del tribunale e, nelle comunità più piccole, la tolleranza sociale è ancora debole. Per Antonio queste differenze si traducono in sfide tangibili che incidono sulla sua vita di ogni giorno.

Non una fuga, ma una possibilità

Antonio non parla di fuga.
Parla di dignità. Di futuro. Di possibilità.

Il Belgio non è solo il luogo dove ha trovato l’amore. È il Paese che gli ha permesso di immaginare una vita piena: come marito, forse come padre.

La sua storia è quella di molti giovani italiani LGBT che, per vivere davvero, devono andare via.
E pone una domanda semplice all’Italia: quante vite continueranno a cercare altrove ciò che in Italia resta ancora negato?

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