LECCE – In una fredda mattina di inizio febbraio, la sala stampa del Lecce è piena di giornalisti e taccuini pronti. Al centro, Pantaleo Corvino prende la parola con la sicurezza di chi conosce ogni angolo del club e ogni decisione presa negli anni. Il mercato invernale è alle spalle, insieme a voci e giudizi frettolosi: ora è il momento di spiegare, raccontare e fare chiarezza.

Un percorso costruito con pazienza

Il Lecce non è solo la prima squadra: è un progetto che parte dai giovani e cresce con metodo e programmazione. Corvino racconta come il club, dal ritorno in Serie A, abbia scelto scelte coraggiose, a volte impopolari, ma sempre necessarie.

“Siamo partiti dalla Serie B e oggi siamo al quarto anno consecutivo in massima serie. Ogni decisione è stata ponderata: cambiare non è mai un capriccio, ma una necessità per restare competitivi.”

Dietro le quinte, il settore giovanile è il cuore pulsante del progetto: un vivaio curato e valorizzato, che offre sia talento tecnico sia sostenibilità economica. Ogni allenamento, ogni scelta, mira a ridurre al minimo gli errori e a rendere orgogliosa la città.

Il mercato invernale

Sul mercato di gennaio, Corvino diventa concreto e quasi didattico: ogni acquisto è ponderato, senza stravolgere l’ossatura della squadra.

“La difesa funzionava già bene, ma i numeri indicavano difficoltà in attacco. Siamo intervenuti con giudizio, rispettando l’equilibrio dello spogliatoio e la sostenibilità economica.”

Arrivano nomi come Gandelman, centrocampista dinamico per creare superiorità negli ultimi metri; Cheddira, attaccante studiato sulle esigenze tattiche; Fofana e Ngom, rinforzi per la mediana e per il futuro. Operazioni coerenti con lo spirito del Lecce.

La questione della punta

Non manca un passaggio sulla punta centrale, spesso al centro di polemiche:

“A Lecce il problema della punta è storico. Chi arriva viene giudicato subito: troppo giovane, troppo esperto, poco pronto. Ma il calcio non è questione di colpe individuali: la squadra è un organismo collettivo e va valutata così.”

Il gruppo prima di tutto

Corvino è chiaro sulla gestione dello spogliatoio:

“Tenere un giocatore controvoglia significa mettere a rischio l’equilibrio della squadra. La coesione viene prima di tutto: il gruppo è la vera forza del club.”

Meno rumore, più lavoro

Il filo conduttore della conferenza è chiaro: il Lecce vuole restare fedele a sé stesso. Meno social, meno giudizi istantanei, più concretezza e lavoro quotidiano.

“La nostra strada è chiara – conclude Corvino – conosciamo i nostri limiti, ma sappiamo anche chi siamo. Il Lecce continuerà a crescere senza snaturarsi, con pazienza, programmazione e coerenza.”

Quando la conferenza si chiude, resta una sensazione di lucidità e ordine: in un calcio sempre più condizionato dalle pressioni esterne, il Lecce sceglie di fare le cose a modo suo, passo dopo passo, con la convinzione che la sostanza valga più del rumore.

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