“Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha deliberato di dare 20mila euro all’Associazione
Articolo 21 per le iniziative annuali previste per il 2026. L’Art.21, come si puo’ leggere sul sito, e’ impegnata quotidianamente in attivita’ sociale a sostegno della campagna referendaria per il no e fa parte del Comitato della societa’ civile per il No”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della
Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “La decisione e’ stata presa a maggioranza e a poco sono valse le legittime osservazioni di chi ha espresso voto contrario.
L’Ordine dei giornalisti come ente di diritto pubblico non puo’ finanziare associazioni impegnate direttamente in iniziative elettorali di parte e non solo per ragioni di par condicio ma perche’ l’odg da statuto ha ‘soltanto’ il compito di formare i giorinalisti e regolamentare l’accesso alla professione”,
aggiunge Rampelli. “Il paradosso e’ che l’odg ha annullato i corsi di formazione sulla riforma della giustizia perche’ non avrebbero garantito la par condicio per poi decidere, di fatto, di finanziare le campagne per il no. Le opzioni sono due: o si ritirano i finanziamenti o si stanziano altrettanti 20 mila euro ad associazioni giornalisti, che impegnate per il si’. In ogni caso, faro’ un’interrogazione al ministro della Giustizia, la cui amministrazione sovraintende agli ordini professionali. Un
ente pubblico deve avere una condotta quanto piu’ terza nei confronti della politica, a maggior ragione se si e’ l’ente che riunisce tutti i giornalisti italiani di qualunque sia l’orientamento culturale.

Sulla cosa ha voluto dire la sua anche la ministra per le pari opportunità,  Eugenia Roccella che sui social ha scritto “Apprendiamo che ieri il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha deliberato un finanziamento di 20mila euro ad ‘Articolo 21’, associazione impegnata ufficialmente nella campagna referendaria. Ovviamente a sostegno del No, ma non è questo il punto. Il punto è che l’Ordine dei giornalisti non è un sodalizio privato ma un ente di diritto pubblico, che amministra l’esercizio di una professione importantissima in un sistema democratico”.

Mentre sui sondaggi che darebbero il no in recupero rispetto ai si, è intervenuto il sondaggista Livio Gigliuto, che a Fanpage.it ha dichiarato: “L’elettorato del centrodestra è saldamente e nettamente per il Sì, con dati superiori al 90%. È granitica la posizione della maggioranza di governo, mentre nel mondo del centrosinistra la posizione non è altrettanto granitica”.

Tra l’altro anche nell’elettorato del Movimento Cinque Stelle, non abbiamo un nettissimo vantaggio dell’orientamento verso il No. Nelle settimane precedenti, anche perché ancora la campagna elettorale stenta a partire, addirittura la maggioranza degli elettori del M5s era orientata sul Sì. Ora questo non sta succedendo più: una leggerissima maggioranza dei pentastalleti dice che voterà No. Però se la maggioranza sta tutta dalla parte del Sì e le opposizioni sono tendenzialmente spaccate, con un leggero vantaggio dei No, alla fine abbiamo una situazione di vantaggio per i sostenitori della riforma”.

 

 

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