#EMPACTITALIA – Cooperazione internazionale in materia di contrasto all’immigrazione clandestina: la Polizia di Stato italiana ha presentato presso la sede di EUROPOL una progettualità per prevenire il digital smuggling.

Dal 4 al 5 febbraio, all’Aia, in Olanda, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato ha presentato un progetto che mira a prevenire e reprimere l’utilizzo dei social network da parte dei trafficanti di uomini per pubblicizzare i pericolosi viaggi illegali, nel deserto e nel mediterraneo centrale (c.d. digital smuggling).

Il progetto è stato presentato durante il meeting di avvio del nuovo ciclo 2026-2027 della priorità EMPACT dedicata al traffico di migranti.

EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats) è una piattaforma di cooperazione internazionale in materia di sicurezza, nel cui ambito gli Stati membri dell’UE, gli Stati terzi, organizzazioni internazionali e partner privati, hanno l’opportunità di collaborare per identificare ed affrontare le minacce poste dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità internazionale. L’Italia e ‘inserita in 152 delle 285 azioni previste dal programma e partecipa, sotto il coordinamento dello SCIP -Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

L’iniziativa della Polizia di Stato mira a condividere la propria esperienza in tema di contrasto al digital smuggling, con gli altri Paesi europei e non solo. Grazie ad una partnership con META e sotto l’egida della Procure della Repubblica interessate dal fenomeno, lo SCO ha individuato e chiesto l’oscuramento di oltre 1200 profili Facebook che offrivano servizi di trasporto ai potenziali migranti, minimizzando i seri rischi e le condizioni di viaggio, a volte disumane, nonché il pericolo di subire torture e sequestri di persona a scopo di estorsione.

Oltre a quanto sopra, l’Azione operativa 2.4. “Central Med” mira a metter a fattor comune gli sforzi e le conoscenze acquisite nel settore, anche coinvolgendo i Paesi di origine del fenomeno, al fine di favorire lo scambio delle informazioni e delle competenze.

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