di Michele Grillo, Consigliere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Oggi, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo, istituita nel 2017 su iniziativa dell’Italia durante la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, tutti noi dobbiamo riflettere sui comportamenti giusti da promuovere.
La Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo non è soltanto un appuntamento simbolico: è un richiamo alla responsabilità collettiva, un invito a riflettere su un fenomeno che continua a incidere profondamente sulla vita dei nostri ragazzi.
Il Presidente Michele Grillo, unitamente a tutti i componenti del Consiglio direttivo e ai membri dell’Associazione di solidarietà sociale “ASTIFOSIROMA”, da alcuni anni è impegnato in azioni contro fenomeni come bullismo, cyberbullismo, violenza di genere, inclusione e disabilità, utilizzando lo sport come strumento di educazione e cambiamento sociale.
Il bullismo non è un episodio isolato, né un semplice conflitto tra pari: è una dinamica di prevaricazione che si alimenta nel silenzio e nella solitudine delle vittime.
La mia esperienza nell’ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza mi ha insegnato che dietro ogni gesto di sopraffazione c’è un contesto che lo rende possibile. Oggi, nella mia nuova veste istituzionale, vedo con ancora maggiore chiarezza quanto sia necessario intervenire prima che quel contesto diventi terreno fertile per sofferenza, devianza o esclusione.
Il bullismo si manifesta in forme diverse: fisiche, verbali, relazionali, psicologiche. Il digitale ha ampliato ulteriormente questo spettro, rendendo il cyberbullismo un fenomeno continuo, pervasivo, spesso anonimo. Non possiamo affrontarlo con strumenti del passato: servono competenze aggiornate, educazione alla cittadinanza digitale e una rete educativa capace di agire in modo coordinato.
La Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica rappresenta oggi un presidio fondamentale. Oltre a gestire le indagini tecnico-scientifiche, unisce le competenze della Polizia Scientifica e della Polizia Postale. Tra i compiti più rilevanti, gli specialisti assicurano le attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di cyberbullismo.
Un lavoro enorme e ormai consolidato, divenuto negli anni sempre più prezioso attraverso formazione, prevenzione, supporto alle scuole, ascolto delle famiglie e costruzione di strumenti operativi.
La prevenzione non è un atto episodico: è un processo continuo che richiede monitoraggio, collaborazione e capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e tecnologici.
Un passo decisivo è stato compiuto con l’entrata in vigore della Legge 70/2024, che ha rafforzato in modo significativo il sistema di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Tra gli elementi più rilevanti introdotti dalla legge:
-Aggiornamento delle normative esistenti.
-Procedure specifiche per i dirigenti scolastici.
-Istituzione della “Giornata del Rispetto”, il 20 gennaio.
-Introduzione del referente scolastico per bullismo e cyberbullismo.
-Possibilità di oscuramento o rimozione dei contenuti diffamatori online per le vittime minorenni.
-Tavoli permanenti nelle scuole con docenti, genitori, studenti e psicologi.
-Rafforzamento del ruolo del Tribunale per i Minorenni con attività rieducative.
-Potenziamento del servizio “Emergenza Infanzia 114”.
Questa legge rappresenta un segnale chiaro: lo Stato c’è e intende proteggere i giovani con strumenti moderni, concreti e coordinati.
Contrastare il bullismo significa educare alla responsabilità individuale e collettiva, insegnare il valore dell’empatia, della parola e del rispetto.
Significa sostenere le vittime, ma anche accompagnare chi agisce comportamenti aggressivi verso percorsi di consapevolezza e riparazione.
Gli spettatori non sono figure marginali: spesso rappresentano il punto di svolta. Quando un gruppo sceglie di non legittimare la prepotenza, la prepotenza perde forza.
Il bullismo non è un problema dei giovani, ma degli adulti che li accompagnano.
È una sfida culturale, educativa e sociale che richiede competenze e coraggio: il coraggio di ascoltare, intervenire e non minimizzare.
In questa Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo rinnoviamo un impegno che non può limitarsi a un solo giorno.
Dobbiamo garantire ai nostri ragazzi ambienti sicuri, inclusivi e capaci di valorizzare le differenze, prevenendo il disagio. Solo una comunità consapevole e unita può davvero proteggere i più giovani e costruire un futuro migliore.
L’educazione civica deve essere posta al primo posto nelle scuole. Un segnale importante, già dall’inizio di questo anno scolastico, è la decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito di trasmettere fin dai primi anni il significato del rispetto delle regole e dei valori fondamentali.
Sarà sempre più necessario organizzare tavoli tecnici tra scuola e famiglie.
Se vuoi, posso anche ridurlo per un comunicato stampa, adattarlo per giornale online o preparare la versione istituzionale con intestazione ufficiale.

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