Proprio alla vigilia della ricorrenza con la giornata nazionale contro il bullismo e il cyber bullismo 2026 che rappresenta un’occasione qualificante di attenzione e sensibilizzazione particolarmente da parte delle comunità scolastiche, Massimo Romeo Piparo ha presentato in anteprima alla stampa ed ad alcuni alunni ed insegnanti della scuola Bramante di Roma ( la quale istituzionalmente si ispira al ruolo costituzionale di rinnovare e rafforzare il proprio ruolo formativo attraverso la promozione di iniziative volte a porre la dignità della persona al centro dei percorsi formativi ), il suo nuovo spettacolo dal titolo “ Il ragazzo dai pantaloni rosa “.
Il lavoro di Piparo è ispirato all’omonimo film del 2024 il cui protagonista, Andrea Spezzacatena, interpretato da Samuele Carrino; che a soli quindi anni si tolse la vita per una umiliazione subita da parte di alcuni compagni di scuola che lo tacciarono di omosessualità e che non potè attuare reazione causa un indebolimento caratteriale causato dalla notizia che i genitori si sarebbero separati, viene presentato al pubblico sotto forma di juke box musical cioè sotto forma di uno spettacolo teatrale basato su canzoni famose preesistenti, spesso di un artista specifico o di un’epoca, anziché su brani originali scritti appositamente per il lavoro in scena.
Nello specifico l’autore e registra messinese ha scelto come brano guida quello che Arisa esegue nel film, “ Canta ancora “, a sua volta affiancato da altri celebri brani che il Maestro Emanuele Friello, da anni braccio destro dell’ormai supercelebre regista e che dirige dal vivo l’orchestra del Teatro Sistina, ha adattato per lo spettacolo che andrà in scena a partire dal prossimo 20 febbraio: uno spettacolo incentrato tutto sulle emozioni che è in grado di destare e che, di per se, alimenta un servizio di alto valore sociale destinato a raggiungere il cuore degli spettatori al fine di stimolarli, attraverso i mezzi dell’arte e della musica all’esame di un fenomeno purtroppo dilagante ma non senza sperare nel futuro.
Samuele Carrino, l’interprete principale della storia, realmente accaduta, di Andrea Spezzacatena e che si concluse tragicamente il 20 novembre 2012 all’età di 15 anni, è anche – nello spettacolo di Piparo – l’interprete di Andrea ed è affiancato in palcoscenico da Rossella Brescia che veste i panni della mamma del protagonista, Teresa Manes, intervenuta alla presentazione dello spettacolo in collegamento televisivo destando motivi di profondo interesse per l’argomento e per la sua capacità di reagire alla tremenda tragedia; Teresa ancora oggi viaggia per l’Italia trattando il tema che portò suo figlio a togliersi la vita: una vera eroina alla quale la società dovrebbe riconoscere il merito del coraggio e della perseveranza ed alla quale lo spettacolo che Massimo Romeo Piparo porta in scena rende meritatissimo e valido omaggio.
Al riguardo dello spettacolo Piparo ha dichiarato: “ “Spesso il lavoro di noi creativi e comunicatori si scontra con l’aderenza alla realtà che ci circonda. Ma il valore più grande che ha il Teatro è quello di fare da specchio alla società per far riflettere le spettatrici e gli spettatori nelle loro virtù e debolezze. Ecco che ogni tanto, nel grande mare dell’intrattenimento dal vivo – a volte tempestoso ma spesso piatto e schifosamente calmo – puntare la barra del timone su un’isola felice diventa vitale.
“ Il ragazzo dai pantaloni rosa “ diventa per me una pietra miliare, non solo una tappa di un percorso bensì l’approdo a una forma di creatività tout court che mi ha spinto a immaginare un intero spettacolo partendo da una forma di racconto totalmente diversa e lontana dal musical (il film cinematografico) per approdare ad un esempio di vero e proprio juke-box musical grazie alle “lezioni” che ho potuto ricevere sul campo cimentandomi in passato con capolavori come Mamma Mia!, We will rock you o il recentissimo Moulin Rouge! Il Musical.
Ho apprezzato moltissimo la forza dirompente con cui Teresa Manes, la mamma del ragazzo a cui il nostro racconto si ispira, ha voluto fortemente regalarci la sua dolorosissima esperienza: da genitore, credo che non esista un dolore più dilaniante di questo. E ho altresì ammirato la chiave di racconto che ha scelto Roberto Proia nella sua sceneggiatura affinché di questa tragedia emergesse l’aspetto più luminoso- se mai si potesse ipotizzarne uno- che è la voglia di guardare avanti saltando il mero tragico episodio per evidenziarne le cause che lo hanno preceduto. Nel contribuire umilmente al racconto attraverso un’opera ancora più evoluta – perché comprensiva anche della musica, linguaggio universale che coinvolge e unisce – ho addirittura voluto riportare idealmente Andrea “tra noi” nella veste di narratore, una sorta di “voce del pensiero” tipo “se oggi fossi ancora qui…”, rendendo più leggero il racconto nella speranza che arrivi il messaggio che il sacrificio di Andrea possa non essere vano ma riesca a far fermare gli adolescenti per un paio d’ore a pensare quanto sarebbe bello se tutti rispettassimo l’individualità degli altri senza affrettati giudizi e senza quella maledetta, tremenda, aberrante ricerca delle pecorelle contro cui farsi leoni.”
Lo spettacolo ha già sostenuto un capillare tour che ha toccato diverse scuole italiane ed è anche stato trasmesso su Netflix ottenendo successi di grande interesse al tema del bullismo; è anche in programma un remake americano sotto la direzione di Nick Cassavetex.
Tra gli altri interpreti dello spettacolo si segnalano Sara Ciocca nel ruolo di Sara, la compagna di scuola della quale Andrea si innamora, Christian Roberto che interpreta la reincarnazione di Andrea quando avrebbe potuto avere 27 anni, Matteo Volpotti che interpreta il ruolo del prof. Gioli l’insegnate di musica di Andrea che lo stimola a reagire, Tommaso Pieropan il compagno di scuola che ispira la classe a deridere Andrea, e Michele Mula un altro compagno di scuola tra quelli che indurranno Andrea a compiere il tragico gesto.
I solisti e l’intero ensemble, eccezionalmente bravi e molto ben coordinati dalla perfetta regia di Piparo, provengono pressoché tutti dalla scuola di danza e di recitazione dell’Accademia del Teatro Sistina.
