Su Radio Rai GR Parlamento le testimonianze dei sindaci Pierluigi Biondi (L’Aquila), Laura Cappelli (Buggerru), Arianna Florio (Arco), Lorenzo Fiordelmondo (Jesi), Marco Togni (Montichiari) e dell’assessore allo Sport di Colorno Mirka Grassi
ROMA – Lo sport come motore di benessere, inclusione e identità, ma anche come occasione delle singole amministrazioni locali di aiutare i cittadini a sentirsi parte delle loro comunità. E’ stato questo il tema che ha fatto da filo conduttore alla quattordicesima puntata di “Fuori dal Comune”, la trasmissione di Rai GR Parlamento realizzata in collaborazione con Anci, in onda sulle frequenze di Radio Rai Gr Parlamento e in streaming su RaiPlay Sound. La puntata, condotta come di consueto dal condirettore di Radio Uno Rai Stefano Mensurati, ha visto la partecipazione di Gioacchino Lavanco, psicologo di comunità e ordinario di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione all’Università degli studi di Palermo.
In apertura è stata Sabrina Gastaldi, responsabile dell’Area Istruzione, Sport e Impiantistica sportiva di Anci, ad illustrare il punto di vista dell’Associazione e le azioni di supporto ai Comuni per la promozione dello sport. “I Comuni sono i primi attori dell’attività sportiva: sono i proprietari del 98% delle strutture sportive presenti sul nostro territorio e impegnano risorse importanti. Noi diamo supporto ai Comuni rispetto a questa attività interloquendo con le amministrazioni centrali, intercettando e collaborando con loro per l’individuazione delle risorse da mettere in campo e poi aiutando i Comuni a spenderli”. Gastaldi ha ricordato i numerosissimi protocolli d’intesa e i diversi progetti gestiti da Anci proprio per favorire oltre la pratica sportiva. Come l’iniziativa ‘Sport nei Parchi’ che “dopo la pandemia ha avuto una risposta formidabile da parte dei comuni interessati a promuovere azioni concrete per l’attività sportiva”. “Di certo le risorse sono sempre insufficienti: l’avviso del 2025 che avevamo messo in campo, con 110 milioni di euro distinguendo tra i comuni fino a 5000 superiori e poi fino ai 15.000 abitanti nelle prime due ore di apertura dell’avviso per la prima misura ha avuto una risposta superiore oltre il doppio alle risorse messe a disposizione”
Sono seguite poi le testimonianze di sindaci ed amministratori che hanno raccontato esperienze significative realizzate sui territori. Come Laura Cappelli, sindaco di Buggerru (Sud Sardegna), dove il surf, in un ex paese minerario di mille abitanti, è divenuto nel tempo asset pubblico e sostenibile per lo sviluppo locale. “Grazie alla presenza naturale del vento da circa 30 anni portiamo avanti iniziative e riusciamo ad attrarre veramente il turismo sportivo. Ogni anno con le finali nazionali di surf – ha ricordato – per una settimana il nostro piccolo paese si popola di tanti giovani che praticano questa attività. Grazie al surf abbiamo la possibilità di fare conoscere il nostro territorio che può offrire tanto ai turisti”.
Da parte sua Mirka Grassi, assessore allo Sport del Comune di Colorno nel parmense si è soffermata sull’esperienza del mini rugby comunale che rappresenta la base educativa e sportiva del movimento locale. “I bambini iniziano a praticare questa attività già da 4 anni, organizziamo tornei a livello provinciale e anche uscendo dalla provincia e siamo riusciti a coinvolgere quasi un centinaio di bambini. Scendendo in campo questi bambini e queste bambine riescono a confrontarsi già fin da piccoli con i coetanei iniziando a fare l’esperienza di cosa voglia dire anche fare parte di un gruppo e capire come appunto cos’è la vittoria cos’è la sconfitta”, ha detto Grassi.
Pierluigi Biondi, sindaco de L’Aquila si è soffermato sull’esperienza della gestione pubblica degli impianti sciistici di Campo Imperatore, uno dei pochi comprensori italiani gestiti da una società interamente partecipata dal Comune, dove si scia esclusivamente con neve naturale. “Riusciamo a mantenere il controllo di questa partecipata che può contare su operatori professionalizzati e specializzati avendo un buon ritorno”, ha spiegato Biondi. “Credo che alcuni servizi essenziali, come la fruizione della montagna e la gestione dei flussi turistici, anche della sicurezza, stia bene in mano pubblica.
Poi naturalmente i privati fanno la loro parte dal punto di vista delle attività commerciali e della ricettività. Ma l’esperienza del centro turistico del Gran Sasso, nonostante le pregresse problematiche oggi è un modello che funziona molto bene”.
Arianna Florio, sindaco di Arco (TN), ha parlato invece del centro comunale di arrampicata sportiva, riferimento nazionale per l’arrampicata pubblica, integrata con scuole, giovani, federazioni e turismo. “Ospitiamo ormai da anni eventi di carattere internazionale, dall’anno scorso abbiamo qui un centro federale con un vero e proprio climbing Stadium, strutture dove vengono fatte competizioni e non soltanto più una singola parete. Grazie a questo – ha aggiunto – c’è anche veramente tanta affluenza che arriva da altre regioni d’Italia e poi ospiti di caratura internazionale, ci sono persone che si sono addirittura trasferite a vivere qui per poter tenersi allenati”.
Invece Jesi deve moltissimo come comunità alla scherma introdotta nel secondo dopoguerra dal mitico maestro Enzo Triccoli che ha allevato generazioni di campioni olimpionici, come Vezzali, Trillini e Di Francisca. “Credo che tra i miei concittadini ci siano almeno 28 medaglie olimpiche nella scherma”, ha sottolineato il sindaco jesino Lorenzo Fiordelmondo. “La cosa assolutamente peculiare delle medaglie è che questi successi sono stati tutti di casa nostra, perché il maestro e gli atleti erano e sono della nostra città. C’è un tema identitario molto forte e il Comune è impegnato a coltivare questa tradizione che dura da decenni. Da poco abbiamo allestito il nuovo impianto sportivo e lo abbiamo chiamato la casa della scherma appunto per evidenziare questo rapporto simbiotico tra lo sport e la nostra comunità”.
Infine Marco Togni, sindaco di Montichiari (BS), ha raccontato del caso del Velodromo comunale “Fassa Bortolo”, cuore del ciclismo su pista italiano e sede di allenamento della Nazionale e di grandi competizioni internazionali. “Dopo qualche problema di gestione, da pochissimo tempo siamo riusciti a riattivare l’impianto che è il fiore all’occhiello del territorio. Il velodromo è riconosciuto da tutti perché abbiamo qua non solamente la nostra nazionale, ma nei tempi passati venivano anche nazionali come l’Australia veniva ad allenarsi perché tra l’altro è una delle piste più veloci.
Ora grazie ai fondi del Pnnr stiamo realizzando una palazzina servizi a fianco del velodromo, ed anche un ciclodromo dove i ragazzi potranno andare in un circuito all’aperto anziché utilizzare come avviene praticamente dappertutto i piazzali aperti per praticare ciclismo”.
