L’Empatismo non è fondamentalmente un movimento artistico-letterario-filosofico-culturale legato a un luogo geografico: è un percorso di vita ampio e complesso, un’esperienza emotiva e intellettuale che si sviluppa attraverso persone, città, studi e momenti storici.
Il Cilento, con le sue colline, il mare e il silenzio dei borghi, rappresenta la radice emotiva e poetica di questo cammino. Qui abbiamo realizzato decine di eventi artistici e culturali con un afflato nazionale e a volte internazionale, costruendo le fondamenta del movimento e affinando la sensibilità che anima l’Empatismo.
Firenze ha segnato il lancio (2019, Giubbe Rosse) e la maturità piena del percorso (Giubbe Rosse, 2025 in avanti): l’intuizione emotiva e i gesti artistici si sono trasformati in progetto culturale definito, con teoria e azione condivisa.
Milano ha incarnato la concretezza, grazie alla fondazione del Centro Contemporaneo delle Arti – con una sede anche nel Cilento – e alla stesura del Nuovo Manifesto sulle Arti, creando un ponte tra artisti, intellettuali e cittadini. Roma ha offerto visibilità e riconoscimento, inserendo ancor più l’Empatismo nel dibattito culturale nazionale.
Edimburgo (Central Library, 2019) ha aperto il dialogo internazionale, favorendo lo scambio culturale e la crescita delle nuove generazioni di artisti.
Vorrei sottolineare che l’Empatismo non nasce, dunque, esclusivamente nel Cilento, sebbene qui sia stato volutamente creato il suo epicentro con il Triangolo (con “Paese della Poesia”, “Paese degli Aforismi” e “Sede del Centro Contemporaneo delle Arti”) e la Piramide (con 25 borghi e città mutati da rurali a culturali) innovativi. Le sue radici si trovano soprattutto nel mio percorso di scrittura, riflessione e di studi universitari a Salerno e in altre dieci università tra cui quattro del Regno Unito. Il ritorno al Cilento durante la pandemia e i lockdown (2020) è stato un atto di restituzione, trasformando un’esperienza personale internazionale in un progetto concreto per il territorio natio.
Va ricordato che già prima del movimento avevo dato vita al “Premio Cilento Poesia” (2017) e al “Paese della Poesia” (2018), seguendo un percorso tracciato ineludibilmente dal mio sentire poetico.
