Life in Rosè di Casa Paladin
Impresa, sostenibilità e prevenzione: una storia di famiglia che guarda lontano
Ci sono aziende che crescono.
E poi ci sono aziende che mettono radici, profonde, solide, capaci di attraversare il tempo senza perdere identità. Casa Paladin appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
La storia inizia nel 1962, quando Valentino Paladin, capostipite della famiglia, decide di dare forma a una visione che unisce lavoro, terra e rispetto. Dai primi vigneti ad Annone Veneto fino alla vinificazione e all’imbottigliamento, quello che nasce non è solo un progetto imprenditoriale, ma una cultura aziendale che ancora oggi guida ogni scelta del gruppo.
Oggi Paladin è una delle realtà più interessanti del panorama enologico italiano, gestita dalla seconda e terza generazione della famiglia: Carlo, Roberto, Martina, Francesca e Valentino Paladin (omonimo nipote del fondatore). Un gruppo che ha saputo crescere senza snaturarsi, mantenendo come bussola un principio chiaro e dichiarato:
“Fondiamo il nostro futuro su solide radici: quelle della nostra famiglia, della nostra terra e della nostra cultura.”
Cinque territori, un’unica visione
Il gruppo Paladin è oggi presente in alcune delle aree vitivinicole più vocate d’Italia, attraverso cinque marchi distinti ma uniti da un’identità comune.
In Veneto nasce Paladin, dove prendono forma prosecco, vini bianchi e rossi.
Nel 1977 arriva Bosco del Merlo, nel Friuli Occidentale: un territorio straordinario, incastonato tra il mare Adriatico e le Dolomiti, capace di regalare vini dalla grande freschezza e mineralità.
Nel 2004 il gruppo approda in Toscana con Castelvecchi, a Radda in Chianti, uno degli otto comuni storici del Chianti Classico, simbolo di un’eredità enologica senza compromessi.
Dal 2008 è la volta della Franciacorta, con Castello Bonomi, sul Monte Orfano, dove nasce una linea di Franciacorta fortemente identitaria.
Infine, dal 2013, la Valpolicella entra a far parte del progetto con Casa Lupo, ultima realtà in ordine cronologico ma non per importanza strategica.
Cinque storie di vigne e di vini che dialogano tra loro, accomunate da una ricerca costante dell’eccellenza e da una scelta chiara: mettere la naturalità del territorio al centro di ogni decisione produttiva.

4V Project: la Viticoltura Ragionata
Il cuore pulsante dell’identità di Casa Paladin è il 4V Project, acronimo di Vite, Vino, Verde, Vita.
Non uno slogan, ma un sistema strutturato di scelte e azioni che concepisce la vigna come un ecosistema complesso, da preservare e valorizzare.
Bosco del Merlo è stata la prima azienda in Europa a dotarsi di strumenti per misurare l’anidride carbonica assorbita dal vigneto, anticipando di anni il dibattito attuale sulla sostenibilità. Il progetto 4V si articola in dieci principi concreti: dal bilancio carbonico controllato alla viticoltura di precisione, dall’uso mirato dei concimi organici alla tutela della biodiversità, fino alla riduzione dei solfiti e ai residui fitosanitari prossimi allo zero.
Un esempio emblematico è il progetto Biopass, realizzato con lo studio agronomico SATA, che misura flora e fauna presenti nel vigneto. Perché un vigneto vivo è sinonimo di qualità, salute del suolo e valore nel tempo.
Anche in cantina la sostenibilità è centrale: ambienti inerti per limitare il contatto con l’ossigeno, uso di energie rinnovabili e un impianto fotovoltaico che copre circa il 70% del fabbisogno energetico aziendale.

Equalitas: una certificazione che racconta un percorso
Il lavoro svolto ha trovato una conferma importante con la certificazione EQUALITAS, conferita da Valoritalia ai vini Paladin e Bosco del Merlo.
Una certificazione riconosciuta a livello internazionale che valuta tre ambiti fondamentali: ambientale, sociale ed economico.
Il marchio Equalitas è oggi presente su tutte le etichette Paladin e Bosco del Merlo, a testimonianza di un impegno misurabile, verificato e trasparente.
Life in Rosé: quando il vino incontra la vita
Accanto al 4V Project nasce nel 2018 Life in Rosè, un progetto che amplia il concetto di sostenibilità spostando l’attenzione sul sociale, attraverso il brand Bosco del Merlo.
Gli Ambassador dell’attività sono due vini: Pinot Grigio Rosé DOC delle Venezie e Prosecco DOC Rosé, ma il vero protagonista è il messaggio.
Life in Rosènasce nel 2018 sostenendo la campagna Nastro Rosa attraverso donazioni annuali a LILT Treviso (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), e promuovendo la prevenzione e uno stile di vita sanocon diverse attività sul territorio. L’obiettivo è supportare il benessere delle donne e fornire un aiuto concreto in vari ambiti che possano riguardarle: dallo sport, alla nutrizione all’affermazione personale ed empowerment.Finora, i fondi dedicati al progetto sono arrivati a 43.700 euro.
Martina e Francesca Paladin: la terza generazione
Martina e Francesca Paladin rappresentano la terza generazione della famiglia e incarnano perfettamente l’equilibrio tra tradizione e visione internazionale.
Martina entra ufficialmente in azienda nel 2021 e oggi segue l’export per l’Asia, il Sud America e l’Oceania, lavorando su mercati complessi e strategici come Cina, Sud-Est asiatico, Australia e Nuova Zelanda.
Francesca, segue invece in particolare gli Stati Uniti e Gran Bretagna.
Oltre all’export, le due giovani donne di Casa Paladin affiancano alla dimensione commerciale quella strategica, coordinando marketing ed enoturismo. Il fratello Valentino è invece concentrato sul lavoro in vigna, curando direttamente i vigneti in Friuli.
Una gestione corale, familiare, ma estremamente strutturata.
Missione e sguardo al 2026
Guardando al futuro, Casa Paladin conferma la volontà di continuare a investire nel progetto Life in Rosè, a partire dalla prossima edizione della Treviso in Rosa, mantenendo alta l’attenzione sui temi della prevenzione e del valore delle donne.
A livello produttivo, l’obiettivo per il primo semestre 2026 è valorizzare in modo ancora più deciso il Sauvignon di Bosco del Merlo, puntando anche su vecchie annate per raccontarne la straordinaria qualità e longevità.
Una storia che non parla solo di vino
Quella di Casa Paladin non è semplicemente una storia di bottiglie, etichette o territori.
È una storia di responsabilità, di scelte consapevoli, di famiglia.
Una storia che dimostra come fare impresa oggi significhi creare valore non solo economico, ma anche sociale, ambientale e umano.
E forse è proprio questo il segreto: produrre vino che non si limita a essere bevuto, ma che racconta qualcosa.
