Martano, 11 febbraio 2026 – Una sala consiliare gremita, interventi appassionati e un messaggio chiaro: le comunità della Grecìa Salentina vogliono essere ascoltate. Il 10 febbraio 2026, nell’aula del Consiglio comunale di Martano, si è svolta un’assemblea pubblica congiunta dei Consigli comunali di Calimera, Carpignano Salentino e Martano, dedicata al progetto del Parco eolico denominato “Lecce”. Presenti cittadini, imprenditori, amministratori e rappresentanti dei territori coinvolti.
Undici torri da 200 metri e un cavidotto di 41 km
Il progetto prevede l’installazione di 11 torri eoliche alte fino a 200 metri, per una potenza complessiva di 72,6 MW, nei comuni di Calimera, Martano e Carpignano Salentino. A queste si aggiunge un cavidotto di circa 41 chilometri per il collegamento alla rete elettrica nazionale, che attraverserà anche i comuni di Melendugno, Martignano e Sternatia.Per molti cittadini e amministratori, l’infrastruttura rappresenta un impatto “profondo e irreversibile” sul paesaggio, sull’agricoltura e sulle aree di pregio ambientale e archeologico.
Transizione energetica sì, ma partecipata
Durante l’assemblea è emersa una posizione condivisa: la transizione energetica è fondamentale e non più rinviabile. I Consigli comunali hanno ribadito il sostegno alle energie rinnovabili e alla progressiva uscita dagli idrocarburi, anche in considerazione delle complesse dinamiche internazionali.
Tuttavia, critiche forti sono state sollevate sulle modalità di attuazione: il progetto appare “calato dall’alto”, con tempi estremamente ristretti per le osservazioni (appena 15 giorni) e senza un reale coinvolgimento preventivo delle comunità locali.Molti cittadini si sono interrogati sul reale beneficio per il territorio: chi guadagnerà dall’energia prodotta? Le ricadute economiche resteranno locali o andranno a grandi investitori esterni?
Impatto paesaggistico e socio-economico
Il tracciato delle torri e del cavidotto attraverserebbe zone agricole, contesti naturali di pregio e aree vicine a siti archeologici. In un territorio che punta al rilancio dell’artigianato locale e a un turismo sostenibile, l’impatto delle torri eoliche è percepito come uno “stravolgimento” del paesaggio e del modello di sviluppo locale.L’assemblea ha manifestato una netta contrarietà al progetto nella sua attuale configurazione, annunciando l’intenzione di opporsi nelle sedi istituzionali per impedire quella che più voci hanno definito “uno scempio del territorio”.
Idee per una transizione green partecipata
Tra le proposte emerse, la creazione di comunità energetiche locali e percorsi di
transizione green costruiti dal basso, in cui cittadini e amministrazioni possano essere protagonisti, invece di subire decisioni imposte dall’alto.Il messaggio è chiaro: la sfida climatica non può prescindere dal rispetto dei territori e dal coinvolgimento attivo delle comunità.
Il ruolo della Regione Puglia
A chiarire ulteriormente il quadro istituzionale, è intervenuto il consigliere comunale di Calimera e consigliere provinciale di Lecce, Brizio Maggiore, con una nota ufficiale sul ruolo della Regione Puglia nell’iter autorizzativo del Parco eolico.Maggiore ha precisato che, sebbene la competenza finale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e per l’Autorizzazione Unica spetti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il procedimento coinvolge formalmente anche la Regione, che partecipa alle conferenze di servizi, esprime pareri tecnici e contribuisce alla formazione dell’istruttoria finale.
“I pareri regionali – ha sottolineato Maggiore – pur non vincolanti, non sono meri atti simbolici: devono essere considerati con attenzione e motivati dall’amministrazione statale. In caso di ricorsi al TAR, questi pareri assumono un ruolo centrale nel giudizio”.
Il consigliere ha anche richiamato la responsabilità politica della Regione Puglia, oggi governata da una maggioranza a trazione Partito Democratico: “Non può essere considerata neutrale o marginale. Su scelte che incidono sul paesaggio, sull’ambiente e sull’economia turistica, la Regione deve assumere posizioni chiare, motivate e politicamente responsabili”.
Le comunità della Grecìa Salentina chiedono quindi trasparenza, coerenza e piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, auspicando una transizione ecologica partecipata che tuteli l’identità paesaggistica ed economica del territorio.
