Progetto Biscotti è un Laboratorio Artigianale di Biscotti che Punta all’inserimento di Giovani con Disabilità in Percorsi di Formazione e Lavoro.
Il termine “biscotto” deriva dal latino bis-coctus, cioè cotto due volte. Questa tecnica permetteva al risultato dell’impasto di avere una conservazione più duratura poiché la prima qualità dei biscotti è la cura del futuro: preparare qualcosa che possa durare nel tempo.
Quando i biscotti vengono messi a cuocere in forno il loro profumo invade l’intera casa e avvolge tutto come in una specie di abbraccio, la seconda qualità dei biscotti, infatti, è l’amore plasmato con le proprie mani per essere poi donato.
I biscotti rientrano nella tradizione culinaria di quasi tutto il mondo e spesso li troviamo come preparazione gastronomica specifica per feste religiose e ricorrenze particolari, terza loro qualità risulta, quindi, essere la capacità di saper scandire e valorizzare i tempi. Nel linguaggio popolare “Fare biscotto” è l’opposto di “spartirsi la torta”.
Ha un senso di inclusione, significa accontentare le due parti perché regni la pace piuttosto che dividersi il bottino secondo i propri interessi fregandosene della guerra che questo potrebbe produrre, quarta qualità dei biscotti è, infine, il saper mettere tutti d’accordo.
Cura del futuro, amore plasmato e donato, capacità di scandire e valorizzare i tempi e mettere tutti d’accordo sono anche le caratteristiche del “progetto Biscotti” di cui voglio parlarvi oggi.
Qualcosa sul progetto Biscotti
Il progetto, cofinanziato dal bando la Scuola dei Quartieri del Comune di Milano 2024-2025, è finalizzato alla creazione di un laboratorio artigianale di biscotti con l’obiettivo è realizzare un contesto lavorativo inclusivo e stimolante, in cui ogni partecipante possa crescere e contribuire attivamente.
Punta all’inserimento di giovani con disabilità in percorsi di formazione e lavoro e all’utilizzo di materie prime di qualità, provenienti da produttori attenti alla sostenibilità e coinvolgendo attivamente una rete di associazioni, servizi e partner locali a supporto del progetto stesso.
Biscotti è già attivo con laboratori itineranti in zona 9, ospitati dai partner del progetto. In ogni laboratorio, i partecipanti realizzano una ricetta proposta da una maestro/a, imparando tecniche artigianali e lavorando insieme.
I gruppi, composti da un massimo di otto persone, sono sempre accompagnati da un’educatrice che supporta l’apprendimento e favorisce l’inclusione.
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Monica ed Elena le anime del progetto
Ho conosciuto Monica Cialfa ed Elena Marconi una sera prima di Natale ad un mercatino tornando dal lavoro, mi aggiravo per i banchetti pieni oggetti stupendi e sono stata colpita dal loro, pieno di biscotti e calendari.
Prendo un bigliettino e scopro l’associazione WOP – Women Open Project ETS che non poteva non attirare la mia attenzione data la mia affezione al mondo femminile e alla meraviglia che lo caratterizza.
WOP è un’associazione non profit fondata da professioniste con esperienza nei settori educativo, culturale, sociale ed economico che opera a Milano per promuovere inclusione, equità di genere, giustizia sociale e accesso democratico alla cultura e alla formazione e sviluppa progetti per giovani con disabilità, NEET, donne e famiglie, con un focus particolare su partecipazione, empowerment, innovazione sociale e sostenibilità.
Adotta un approccio cooperativo e collabora con enti del terzo settore, istituzioni, formazione e imprese locali per far sì che questa società possa crescere e migliorare attraverso la sinergia di più universi diversi ma uniti dall’amore per l’altro.
Chi dà riceve molto di più in cambio
In quell’occasione a fronte di un’offerta per il progetto, ho ricevuto in cambio da Elena e Monica un calendario stupendo realizzato in unione con BRUT Outsider Lab, un atelier dove la neuroatipicità diventa arte.
Un calendario, un’opera d’arte di 12 mesi, 12 biscotti dai nomi pazzamente fantasiosi e 12 ricette super golose. Non ho ricevuto solo questo, ho ricevuto un’esperienza: un corso di biscotti assieme ai ragazzi seguiti dal progetto con una pasticcera professionista.
Una ricetta e un ingrediente segreto
Sabato 7 febbraio ho messo le mani in pasta assieme a questi ragazzi. Un bellissimo pomeriggio quasi primaverile, il primo dopo mesi di freddo intenso, ci siamo ritrovati io, Paola, Monica, Martina, Maddalena, Carlo, Mattia e Matteo a pendere dalle labbra della graziosa Cristina, pasticcera appassionata e molto paziente! Monica era lì per supervisionare e aiutare i ragazzi come educatrice-amica.
Ricetta: baci di dama, deliziosi e non così laboriosi da realizzare come ho sempre pensato. Pesate le tre farine e unito il burro abbiamo usato le nostre mani per plasmare un impasto che inizialmente ci ha messo alla prova. Sembrava, infatti, che gli ingredienti non volessero legarsi insieme ma Cristina ci ha detto l’ingrediente segreto che ha messo tutti noi d’accordo col contenuto delle nostre ciotole: la pazienza.
È proprio nel momento in cui l’impasto sembra essere impazzito l’istante in cui non bisogna mollare. Se si ha pazienza e caparbietà il calore delle mani scioglierà il burro al punto giusto da inglobare tutte le farine e lo zucchero, che prima faticavano a stare insieme.
Così anche tutti noi a poco a poco, come i singoli ingredienti del composto che avevamo tra le mani, siamo riusciti a conoscerci, incoraggiarci e supportarci l’un l’altro tanto da non vedere più nell’altro disabilità o abilità ma solo un compagno con cui condividere la strada. Eravamo tutti insieme, tutti ad imparare, tutti con i nostri limiti.

Ad ognuno il suo ruolo
Mattia felicissimo non poteva far altro che applaudire e sorridere, le sue palline di impasto erano tutte perfettamente uguali e nel momento della farcitura era un pochino dispiaciuto che non tutti i suoi baci di dama fossero perfetti, poi ha soprasseduto.
Martina non riusciva molto a sopportare le mani sporche, quindi andava di continuo dal tavolo da lavoro al lavandino ma alla fine ce l’ha fatta. Ha detto che i suoi biscotti erano deliziosi.
Monica, golosissima, avrebbe infilato tutta la mano nella cioccolata per poi leccarla ma, dati i suoi problemi di glicemia, ha dovuto resistere. Nonostante avesse cioccolata dovunque, anche all’angolo del muso, a detta sua in maniera inspiegabile, ha finalmente assaggiato una delle sue creazioni: l’ha tenuto in bocca per almeno cinque minuti buoni perché non finisse troppo presto quel momento.
Maddalena si è calata perfettamente nel ruolo di pasticcera seria e attenta, con il suo camice era la più professionale e precisa di tutti. Matteo ha sopportato i miei continui furti di impasto perché il mio era finito.
Carlo, essendo celiaco, aveva le sue farine e dopo aver sminuzzato il cioccolato per tutti noi, ha avuto l’opportunità di portare a casa tutti i suoi dolcetti per intero, anche se, a detta sua, il loro aspetto non lo convinceva granché.
Sia io che Paola, che inizialmente avevamo dovuto abbattere il muro della “normalità”, ci siamo sentite parte di quel gruppo e ci siamo accorte che in realtà il mondo fuori era molto meno normale che lì dentro.
Cristina ha abbandonato l’idea del rispettare i tempi e la ricetta perfetta, come la pasticceria insegna, cedendo al piacere di fare piuttosto che al far piacere. Monica da perfetta direttrice d’orchestra ha tenuto tutti insieme e ha reso possibile la magia.
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Un appello accorato
Il progetto finanziato dal bando ha però una data di scadenza e per renderlo una realtà stabile un luogo dove poter realizzare un vero e proprio laboratorio che diventi casa per questi ragazzi ma anche scuola per imparare un mestiere che consenta loro l’ingresso nel mondo del lavoro, c‘è bisogno di pasticceri che decidano di affiancare i ragazzi per poter trasformare il progetto in una vera e propria impresa Sociale che possa portare avanti una propria produzione.
I ragazzi, Monica e Elena stanno gai pensando alla ricetta del biscotto perfetto o meglio del loro biscotto che, più che perfetto è vero, genuino e sicuramente buono come gli occhi e il cuore di ognuno di questi ragazzi.
Ora sta a voi e alla vostra buona volontà aiutare Carlo, Maddalena, Matteo, Mattia, Martina e Monica realizzarli e avviare la produzione.
Chi può offrire, tanto o poco che sia, anche solo un aiuto concreto contatti pure le responsabili del progetto al seguente indirizzo mail wopdonne@gmail.com o su Instagram https://www.instagram.com/biscotti_wop. Se puoi sognarlo puoi farlo, diceva Walt Disney, ma se puoi anche mangiarlo allora il piacere è assicurato!
