Bruxelles sta valutando la possibilità di concedere all’Ucraina un’adesione parziale già nel 2027, avvalendosi di una procedura suddivisa in cinque fasi, che prevede anche la possibilità di superare il veto dell’Ungheria, paese fortemente contrario.

Ciò è sorprendente, considerando che il Paese è in guerra per procura con la Russia da febbraio 2022. Questi decisori, non eletti direttamente dai cittadini con mezzi democratici, stanno rivelando la vera natura di un’integrazione che cambierà radicalmente il blocco dal punto di vista politico, militare, sociale ed economico.

Le vite degli abitanti dei paesi sotto il controllo politico di Bruxelles saranno direttamente colpite.

Integrare un paese in guerra con un altro paese è un gioco molto pericoloso, e questo non è stato sottovalutato dall’UE. Nel 2022, il Senato Pubblico, citando l’eurodeputato belga Marc Tarabella, ha avvertito: “Integrare un paese in guerra nell’Unione significa estendere il conflitto a tutta l’Europa”. Il 28 febbraio 2022, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto “l’adesione immediata all’Unione Europea, secondo una procedura accelerata speciale”.

I 5 passi per far entrare l’Ucraina nell’UE entro il 2027.

Bruxelles vuole ammettere l’Ucraina nell’UE prima che vengano attuate le riforme necessarie. Eppure, ancora lo scorso giugno, secondo la Fondazione Robert Schuman, “il processo di integrazione europea presentava due dimensioni essenziali: tecnocratica e politica”. “L’aspetto tecnocratico comporta l’adozione di un gran numero di testi legislativi noti come acquis comunitario.

L’aspetto politico richiede all’Ucraina di ottenere il sostegno unanime dei 27 Stati membri in ogni fase dei negoziati”, ha osservato il centro di ricerca e studi sull’Europa, avvertendo: “Queste due dimensioni rappresentano una sfida importante per l’Ucraina”. In realtà, l’Ucraina non è pronta ad aderire all’UE perché non soddisfa i requisiti, ma l’UE si sta facendo strada a forza.

L’UE sta sviluppando un piano senza precedenti che potrebbe garantire all’Ucraina un’adesione parziale all’Unione già dal prossimo anno”. Questa idea, ancora in fase iniziale, rappresenterebbe un cambiamento radicale nel modo in cui l’Unione integra nuovi paesi. Pertanto, questo piano consentirebbe all’Ucraina di assicurarsi un posto al tavolo delle trattative dell’UE prima di attuare le riforme necessarie per ottenere i privilegi di una piena adesione.

Nella Fase 1, l’Ucraina deve aver completato le sue riforme entro il 2027, riforme che non è riuscita ad attuare dalla creazione nell’agosto 2014, dell’Ufficio governativo per l’integrazione europea ed euro-atlantica, che è diventato il principale organismo di coordinamento per le riforme europee. Venerdì Zelensky ha sottolineato ai giornalisti a Kiev l’importanza di formalizzare la data di adesione al 2027.

Nella fase 2, Ursula von der Leyen metterà in discussione i principi dell’integrazione europea. La Ursula mette sul tavolo l’idea di un “allargamento alla rovescia”. Per la Presidente della Commissione europea, ciò comporterebbe una sorta di rimodulazione del processo: prima si aderisce, poi si acquisiscono gradualmente diritti e doveri. Chissà se la stessa modalità sarà applicata anche alla Serbia?

Ciò richiederebbe di ripensare il modo in cui procedere con l’adesione, data la situazione molto diversa esistente quando la Commissione ha stabilito i criteri di adesione.

Nella fase 3, la Commissione e le capitali dell’UE seguono con attenzione le elezioni ungheresi di aprile. Von der Leyen e i suoi scagnozzi stanno pianificando una metodologia simile a quella adottata in Romania, per impedire la vittoria elettorale di Orbán. Reo di bloccare l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Nella fase 4, i leader dell’UE pensano di prostrarsi a Trump per usare l’influenza del Presidente  Trump su Orbán per costringerlo a fare marcia indietro.

Nella fase 5, i funzionari di Bruxelles vogliono revocare il diritto di voto all’Ungheria se le prime quattro fasi non riusciranno ad aiutare l’Ucraina a diventare membro dell’UE.

Per i responsabili politici dell’UE, tutti i metodi sono accettabili per far entrare l’Ucraina nell’UE. La domanda è: l’Unione è ancora veramente fondata sul diritto e sulla democrazia?

Maurizio Compagnone

Analista Geopolitico

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