Riflessioni e iniziative nella comunità L’accessibilità: fondamento di una società civile
L’accessibilità rappresenta un vero e proprio patto di civiltà, un principio imprescindibile per costruire comunità inclusive e responsabili. Guardando al futuro delle nostre città e superando il solo concetto di “smart city”, i pensatori più autorevoli sottolineano l’importanza di una società che si sviluppi dal basso, rendendo i cittadini realmente protagonisti e responsabili del proprio ambiente urbano.
L’incontro dell’OCAM e le criticità emerse
Questa riflessione trova concretezza nell’incontro tenutosi ieri sera presso il salone del Centro di igiene mentale, in occasione della riunione mensile dell’OCAM, Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità. Tra i punti centrali discussi, è emersa la segnalazione di una cittadina di Lama che ha denunciato l’assenza di scivoli sui marciapiedi nei cantieri della BRT e la presenza di ostacoli, come pali che obbligano a percorsi difficili e tortuosi. La mancanza di azioni preventive in fase di progettazione e costruzione giustifica pienamente tale osservazione, che viene richiamata anche nelle premesse del protocollo dell’osservatorio.
PEBA: uno strumento per una comunità accessibile
Ad oggi, diversi comuni della provincia jonica, tra cui Taranto, Pulsano, Grottaglie, Palagiano, Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Sava e altri, hanno adottato i PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Questi strumenti non solo migliorano la qualità della vita dell’intera comunità, ma sono rivolti in particolare a tutte le persone con ridotte capacità motorie e sensoriali, nonché a molte altre categorie considerate vulnerabili rispetto a mobilità, accessibilità e sicurezza in spazi pubblici e privati, come anziani e bambini.
Domande e proposte: quale impegno per il futuro?
Nonostante questi passi avanti, resta aperta la domanda dei cittadini: se già in fase di costruzione la BRT presenta tali criticità, quale sarà l’impegno concreto del Comune per garantire un’effettiva accessibilità?
Nuove iniziative: verso una comunità più consapevole
Particolarmente interessante, durante l’incontro, è stato l’intervento del rappresentante dell’associazione Padre Pio. A nome di numerose associazioni, ha presentato un progetto volto a mappare i punti accessibili della città, sul modello di una sorta di “TripAdvisor” dedicato. Questo strumento, che avrà anche una forma applicativa, permetterà di dare visibilità e reputazione ai luoghi accessibili; al contrario, chi non si adeguerà rischierà di essere segnalato pubblicamente alla comunità. Il valore aggiunto di questa iniziativa risiede anche nel fatto che nasce da un’associazione impegnata sul fronte dell’autismo, dimostrando come la sensibilità verso l’accessibilità possa generare strumenti innovativi e utili per tutti.
Sabato prossimo 14 febbraio sit-in sotto Palazzo di Città, tanto per essere visibili.
L’’Ocam, promosso dall’associazione Dis-Educazione di Marco D’Andria di Leporano con l’adesione al CSV (Centro servizi volontariato – era presente la presidente pro-tempore Maria Antonia Brigida) rappresenta un punto importante per la promozione di eventi che abbatta insieme alle barriere anche il muro dell’indifferenza, di chi dice che sono pochi i disabili, per sminuire il problema.
Idiozia latente, in primis i disabili sono persone e come dice Marco D’Andria nel suo profilo FB: “La parola che boicotterò nel 2026 sarà, DISABILI!” E poi come si fa a dire che sono pochi? Forse, come anche i malati di Alzheimer, i diversamente abili in una città impraticabile restano a casa e diventano invisibili.
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