Nelle emissioni globali di CO2 ha un peso notevole la produzione del cemento. Un nuovo materiale, l’Enzymatic Construction Material (ESM), le ridurrebbe.
Nelle emissioni globali di CO2 ha un peso notevole la produzione del cemento, il materiale da costruzione diffuso a livello globale da circa due secoli. Le stime più diffuse indicano che la produzione annuale di conglomerati cementizi comporti un contributo di circa il 7-8% nelle emissioni globali, paragonabili all’incirca alle emissioni dell’India. Un nuovo materiale l’Enzymatic Construction Material (ESM), le ridurrebbe.
Osserviamo che secondo il rapporto per il 2025 sulle emissioni di anidride carbonica dai combustibili fossili e dai processi produttivi, il Global Carbon Budget del Global Carbon Project, per l’anno appena terminato si raggiungerà il valore record, di circa 38, 1 GtCO₂ (miliardi di tonnellate di CO₂) emesse a livello mondiale, con incremento di circa +1,1% rispetto al 2024.
Un ampio gruppo internazionale di ricercatori (oltre 130) calcolano ogni anno le emissioni di anidride carbonica causate dalle attività umane e le quantità di gas serra assorbite dalla natura, specialmente da piante e plancton marino. Quindi il Global Carbon Budget calcola annualmente il bilancio della CO₂ quantificando le principali fonti di emissione (combustibili fossili, produzione di cemento e cambiamenti d’uso del suolo) e la loro ripartizione tra accumulo in atmosfera e assorbimenti naturali da parte di oceani e biosfera terrestre..
Emissioni CO2 – Fonte Repubblica
I principali “emettitori” sono quelli noti, comunque la Cina, che conserva il primato nella produzione mondiale di emissioni, ha quasi azzerato l’incremento nel 2025, con una variazione molto contenuta e soggetta a incertezza (+0,4%). Un andamento analogo si osserva per l’Unione Europea (+0,4%), per la quale non è ancora possibile parlare di una inversione di tendenza. Tra i Paesi più virtuosi si segnala il Giappone, con un decremento stimato del −2,2%, mentre gli Stati Uniti registrano un incremento di circa +1,9%.
Per raggiungere l’obiettivo ambizioso dell’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a +1,5 °C rispetto all’era pre-industriale, in base alle valutazioni scientifiche dell’IPCC*, le emissioni globali di anidride carbonica dovrebbero diminuire rapidamente entro il 2030.
Il settore del cemento è ritenuto difficile da decarbonizzare, tuttavia dai laboratori degli Usa è arrivata di recente la notizia della realizzazione di un nuovo materiale per l’edilizia in grado di sostituire il cemento. Il professore Nima Rahbar, con il suo team del Worcester Polytechinic Institute (Massachusetts), ha presentato un cemento carbon negative, un materiale in grado di catturare CO₂ dall’atmosfera, senza alcun processo di combustione.
Per il cemento tradizionale il calcare viene frantumato e cotto in forni anche a 1.450 gradi celsius, utilizzando combustibili fossili e rilasciando in atmosfera 330 kg di CO₂, per ogni metro cubo di prodotto.
Nella documentazione associata allo studio si riporta che il processo produttivo del nuovo materiale avviene con gli enzimi, come accade talvolta in natura. È stato utilizzato un enzima carbon anhyidrase, in grado di far reagire la CO₂ nell’aria con il calcio, creando cristalli di carbonato di calcio, il calcare, a cui sono aggiunte sabbia e hydrocar, un materiale robusto ottenuto dai rifiuti organici e contenente carbonio, che può essere paragonato all’acciaio nel cemento armato. Assemblando il tutto si ha l’Enzymatic Construction Material (ESM), un cemento biologico ottenuto in poche ore, 24 circa, in luogo dei giorni richiesti dal cemento armato, con il vantaggio di intrappolare carbonio: 6,1 kg per ogni metro cubo.
I test hanno dato ottimi risultati con un’alta resistenza anche alle esposizioni all’acqua.
I decrementi richiesti entro il 2030 richiedono di intervenire sui settori dove è notevole la quota di CO₂ nei processi; altrimenti lo sforzo richiesto agli altri settori diventa sproporzionato. Inoltre considerando che la domanda di cemento cresce continuamente per l’urbanizzazione, quindi per case, strade, ponti, non serve solo il ‘cemento più pulito’, serve sicuramente anche ‘meno cemento” per raggiungere gli obiettivi preposti.
*Intergovernmental Panel on Climate Change – Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico.
A water-durable construction material that also sequesters CO2 – Chemical Engineering
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