di Gregorio SCRIBANO
C’è una distanza sempre più ampia tra il racconto di Palazzo Chigi e la vita reale degli italiani.
Il governo Meloni continua a rivendicare successi, ma la stragrande maggioranza dei suoi elettori si ritrova oggi più povera, più insicura e più preoccupata di ieri.
I salari non tengono il passo con l’inflazione. Le pensioni perdono potere d’acquisto. Le bollette mordono. Le tasse restano. Curarsi costa sempre di più perché il Servizio sanitario nazionale è allo stremo. Intanto cresce l’insicurezza, mentre il futuro si fa opaco: l’età pensionabile viene spinta sempre più avanti, fino a diventare un miraggio, e il territorio cede sotto piogge che trovano un Paese fragile e impreparato.
Sul piano politico, la premier sa di camminare su un terreno scivoloso. Il referendum sulla riforma della giustizia incombe come una resa dei conti: un eventuale flop non sarebbe solo una sconfitta politica, ma potrebbe aprire una crisi di governo e incrinare la maggioranza parlamentare.
A destra, inoltre, il fronte non è più compatto. L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega e la nascita di Futuro Nazionale segnalano una frattura profonda. C’è uno spazio che si apre alla destra della destra, pronto a raccogliere il malcontento di chi si sente tradito da promesse non mantenute.
Neppure la politica estera aiuta. Il legame rivendicato con Donald Trump, tra autoritarismo, scandali, tensioni internazionali e minacce di nuovi dazi contro l’Europa, si sta trasformando in un problema. Gli italiani non hanno particolare simpatia per l’ex presidente americano, e quell’allineamento rischia di diventare un boomerang anche per Giorgia Meloni.
Di fronte a tutto questo, il governo non risponde con ciò che servirebbe davvero: stipendi più alti, pensioni dignitose, sanità pubblica funzionante, sicurezza, trasporti efficienti, politiche sociali credibili. Risponde invece con l’unica arma che sembra padroneggiare: il vittimismo.
I nemici cambiano, la narrazione resta. C’è sempre qualcuno che ostacola, boicotta, complotta. Una strategia utile a tenere unita la propria base e a guadagnare tempo. Ma il tempo, per milioni di italiani, è già scaduto.
Si possono occupare le prime pagine con polemiche e accuse. Ma se la vita delle persone peggiora, nessun racconto regge a lungo. E quando il divario tra propaganda e realtà diventa troppo evidente, il conto arriva. Sempre.
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:
