Non tutte le favole sportive nascono all’improvviso. Alcune si costruiscono con pazienza, stagione dopo stagione, lontano dai clamori. È il caso della Roma Vis Nova Pallanuoto, una società che ha fatto della programmazione e del settore giovanile la propria forza, tornando a occupare un posto stabile tra le grandi della pallanuoto italiana.
La Vis Nova raccoglie l’eredità di una tradizione storica della pallanuoto romana e la reinterpreta in chiave moderna. Colori, simboli e identità restano intatti, ma cambia il metodo: investimenti mirati, crescita interna e una visione tecnica condivisa.
Il risultato è di una squadra che non vive di exploit isolati, ma di continuità. La promozione in Serie A1 non è un punto d’arrivo, bensì l’inizio di una nuova fase: quella della maturità sportiva. Il salto nella massima serie certifica la maturità della squadra. L’esperienza di Calcaterra in panchina ha dato ordine e personalità a un gruppo che non vive di exploit, ma di continuità.
A guidare il gruppo c’è il mister Alessandro Calcaterra, uno dei nomi più prestigiosi della pallanuoto italiana. Ex campione olimpico e colonna del Settebello, Calcaterra ha portato a Roma mentalità vincente, disciplina tattica e attenzione alla crescita individuale. Il suo contributo va oltre lo schema: è un lavoro culturale, che unisce giovani e veterani in un sistema riconoscibile.
Intervista a Mattia Di Corato 
All’interno della squadra spicca Mattia Di Corato, difensore, arrivato in punta di piedi tre stagioni fa e diventato un  leader tecnico ed emotivo della squadra. Non ama i riflettori, ma quando parla lo fa sempre con un senso di responsabilità che traspare anche nelle mezze frasi: il riferimento continuo al “gruppo”, alla “crescita settimanale” e alla necessità di “non guardare troppo avanti” rispecchia perfettamente lo spirito del club. Tra allenamenti massacranti, tattica e momenti decisivi sotto porta, il suo percorso è la fotografia di cosa significhi vivere la pallanuoto con dedizione totale.Di seguito le parole del giovane difensore:
Come la giudichi la stagione che stai vivendo con la vis Roma? Qual’è il ruolo che stai ricoprendo?

Certamente. Quest’anno c’è stato sicuramente un salto di qualità rispetto alla scorsa stagione, che per me era la prima in Serie A1. Essendo giovane, all’inizio non è stato semplice, ma con il tempo sono riuscito a conquistare sempre più spazio e minutaggio. Quest’anno, invece, sono partito molto bene: nelle prime partite ho iniziato subito a segnare e questo mi ha dato grande fiducia e consapevolezza dei miei mezzi. Da lì in poi credo di aver iniziato a esprimermi al meglio. Arrivati a questo punto della stagione, con 15 partite giocate e 25 gol segnati, posso dire di essere soddisfatto e di considerare la stagione finora molto positiva.

Mi descrivi le sensazioni che hai provato a indossare la maglia azzurra nei quarti di finale contro gli Stati Uniti nel mondiale under 18 in Argentina?

E’ stato un onore poter rappresentare l’Italia in un mondiale seppur a livello giovanile e giocare partite importanti  come quella di Buenos Aires, contro gli Stati Uniti. È stata una partita fondamentale perché la vittoria per 14 a 10 ci ha garantito il passaggio alle semifinali. Le sensazioni che ho provato in gara sono state tante: prima l’ansia del pre-gara, poi l’adrenalina di giocare e infine la gioia di aver battuto una delle squadre più forti al mondo.

Come lo descriveresti il tuo rapporto con mister Calcaterra e dove ti ha migliorato?

Sicuramente all’inizio il nostro è stato un rapporto complicato. Io arrivavo da una realtà completamente diversa e lui è una persona molto conosciuta, con un carattere forte e piuttosto esigente. Per me, che ero ancora un ragazzo appena arrivato a Roma, trovarmi ad essere allenato da lui non è stato semplice. Inoltre, all’inizio non ci conoscevamo, quindi c’è voluto del tempo per capirci.

Con il passare dei mesi, però, il nostro rapporto è migliorato. Abbiamo iniziato ad avere più confidenza e lui ha inziato a darmi sempre più fiducia in campo. Oggi, almeno dal mio punto di vista, il nostro rapporto è molto positivo: sento che crede in me come giocatore e questo per me conta tantissimo.

Sono davvero molto soddisfatto del percorso che abbiamo fatto insieme. Il fatto che abbia partecipato a quattro Olimpiadi resta qualcosa di straordinario. La sua esperienza è un valore enorme: i suoi consigli sono preziosi e mi aiutano a crescere e a migliorarmi ogni giorno. A volte, come allenatore, può essere duro ed esigente, ma proprio per il giocatore che è stato e per la mentalità che ha oggi rappresenta un grande punto di forza, sia per me sia per tutta la squadra.

Che obiettivi ti poni con la Vis Roma, dove potete arrivare quest’anno in campionato?

Quest’anno la squadra ha subito un cambiamento per l’infortunio di un giocatore straniero. Nonostante ciò, con l’organico attuale e il decimo posto in classifica, si può puntare più in alto. Il campionato inizia sabato e le aspettative sono migliori rispetto all’anno scorso. La squadra l’anno scorso è arrivata settima e può fare di più. L’obiettivo è chiudere almeno entro il sesto posto.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni in acqua e fuori e dalla piscina?

 L’anno prossimo mi trasferirò in America per studiare. Ho ricevuto una borsa di studio completa da un college grazie alla pallanuoto, un’opportunità di cui sono davvero orgoglioso.

Fuori dall’acqua, il mio obiettivo principale è conseguire una laurea. Al momento sono molto interessato all’ingegneria e mi piacerebbe diventare ingegnere, anche se devo ancora decidere con precisione quale facoltà scegliere.

Dentro l’acqua, invece, voglio continuare ad allenarmi e competere ad altissimo livello. Il mio obiettivo è crescere il più possibile nei prossimi quattro anni negli Stati Uniti, sia come atleta sia come persona. Se tra quattro anni dovessi tornare in Italia, il mio sogno più grande sarebbe quello di fare un ulteriore salto di qualità nella pallanuoto e riuscire a partecipare alle Olimpiadi con la Nazionale.

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