Persino un bus da Bari organizzato dalla STARGATE Universal Service ADV per riunire le personalità della Capitale di Puglia per il viaggio, la comunità di Latiano (BR) è stata il fulcro di una domenica dedicata alla spiritualità nel suo senso più alto; ma facendo pure della ricorrenza del centenario della morte di un Santo, nato qui e legato a questa terra, un veicolo di promozione della identità culturale di questo luogo unico, ma poco conosciuto, nonostante vanti persino un appellativo di “Città de Musei” per le tante sedi espositive ospitate in palazzi storici.
Non certo a caso perciò l’intera mattinata dedicata a un’intensa e ben organizzata “Passeggiata Patrimoniale” con la partecipazione del Consiglio d’Europa Ufficio di Venezia. E cioè una serie di visite guidate a cominciare dalla “Casa del Santo” con, a piano terra, tanto di frantoio del ‘700 trasformato in una attrezzata e suggestiva sede per convegni, per poi andare in visita al nucleo centrale di questo diffuso “Polo Museale di Latiano”: la sorprendente raccolta di esposizioni a temi diversi, e alcune tra le più importanti del Sud, ospitate in un altro gioiello pressoché misconosciuto di questa Città, il grandioso ex Convento dei Domenicani del XVI secolo.
Una premessa che abbiamo sentito come doverosa come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta, ma anche per la sorprendente scoperta di una Latiano che, senza oggettivamente poter contare su quella bellezza di primo acchito che ha fatto la fortuna di molte più celebrate realtà pugliesi anche vicine, ci si è poi rivelata come una più che credibile meta sia per il ricercato “turismo slow”, che per quello “fuori porta”, per il tanto di genuino che ha da offrire ai suoi visitatori come luogo rimasto autentico…ma soprattutto è stata una conferma di quanto possano fare le amministrazioni, se puntassero sulla cultura, pensando a questa Città che ha saputo così bene valorizzare il suo patrimonio materiale e immateriale che non solo «è entrata di diritto e per più ragioni a far parte delle aree di tutela protette dall’UNESCO» ma che adesso può addirittura fregiarsi del titolo di “Città della Carità”, grazie alla recente santificazione, il 19 ottobre dell’anno scorso, del suo concittadino più illustre quale «Messaggero di Pace» grazie all’illuminata visione di Papa Leone XIV..
Tornando alla cronaca, una celebrazione, questa che si è tenuta domenica scorsa a Latiano in occasione del centenario della morte di un suo figlio ancorché «il fondatore del Santuario Mariano e quindi della nuova Pompei», il Santo Bartolo Longo, cui non potevamo certo mancare. E non certo soltanto perché vedeva come momento clou dell’intero evento, dopo una visita nello splendido Monastero cistercense di Maria SS. di Cotrino, la presenza del nostro editorialista di punta e vanto delle nostre testate quale ospite principale. Atteso protagonista culturale della giornata, infatti, è stato lo scrittore e archeologo Pierfranco Bruni, figura di spicco del Ministero della Cultura e già componente della Commissione UNESCO.
Con il titolo “Il Linguaggio della Spiritualità nella Fede e nel Carisma: Bartolo Longo e la Via Mariana”, Bruni ha tenuto una vera e propria imperdibile lectio magistralis attraverso un viaggio nella storia che, affrontando da par suo il “Linguaggio della Spiritualità”, ha offerto una lettura moderna e a 360 gradi del carisma di Bartolo Longo e della “Via Mariana”, riuscendo così a fare di questa ricorrenza un ponte tra una profonda riflessione antropologica e la devozione mariana.
Un vero e proprio parterre de rois quello raccoltosi a seguito di questa iniziativa resa possibile principalmente dalla collaborazione tra UNESCO, Associazione APS Santuario Santa Maria di Cotrino e il Comune di Latiano, ma in una sinergia a più voci con numerose istituzioni culturali e istituzionali – impossibile citarle tutte – e che ha visto perciò la presenza di rappresentanti di enti e amministrazioni di città come Benevento, Bisceglie, Francavilla Fontana, Massafra, Mesagne, Oria e Pompei. Nessuna esagerazione, dunque, a parlare di questo appuntamento come un evento di portata nazionale che ha persino registrato la partecipazione, visto il tema fortemente cristiano e che rientrava nei Percorsi nel Patrimonio identitario della Puglia ANNO XVI, di esponenti della Accademia delle Culture e delle Scienze Internazionali. emanazione Confraternita Poveri Cavalieri di Cristo di San Bernardo di Chiaravalle e anche di quelli dell’Ordine dei Cavalieri della Nave e di San Nicola di Bari.
Nulla lasciato al caso, inno alla bandiera e lettura dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO e financo un’esecuzione di “Arie Sacre” affidate alla nota voce del M° tenore Gianni Mazzone con al piano il M° Angelarosa Graziani, a coordinare la giornata e moderare l’incontro finale la PHR Pina Catino, Presidente del Club UNESCO di Bisceglie con al tavolo dei relatori, oltre al già menzionato prof. Bruni, i due padroni di casa, e cioè Padre Antonio Semeraro, Rettore e Priore del Monastero Maria SS. Di Cotrino e il Sindaco di Latiano, e coorganizzatore dell’evento, avv. Cosimo Maiorano.
Impossibile a questo punto, e scusandoci a priori di qualche involontaria omissione, non citare anche gli altri partecipanti a questo momento conclusivo per i loro contributi al convegno e i saluti istituzionali: il dr. Enzo Fortunato (Europa Benedettina e Archeoclub d’Italia APS sede di Bisceglie); il prof. Cosimo Galasso (Pro Loco Latiano); l’Ammiraglio Luigi Leotta (SIPBC); l’avv. Nicola Lobosco (Assisi Pax International); la dott. Antonietta Pignatelli Palladino (scrittrice e SRI member); la dott. Mariangela Petruzzelli (giornalista e autrice tv, Presidente Associazione “Miss Cheff ”); la ND Mariella Ragnini de Sirianna (Stargate Universal Service Bari); l’arch. Pierpaolo Sinigaglia (Pro Loco Bisceglie) e il geom. Giuseppe Spirito (organizzazione e logistica del convegno).
Una giornata memorabile sotto ogni punto di vista dedicata a Bartolo Longo (che ricordiamolo fu anche proposto per un Nobel per la Pace nel 1903) impossibile non intravedere pure, in questo passaggio dalla Beatificazione alla Canonizzazione di questo grande pugliese, anche un filo rosso che unisce la Storia recente con quella attuale… e le collega agli sforzi disperati per la Pace della Chiesa di un inascoltato Papa Francesco, e ora reiterati da Leone XIV a fronte degli evidenti fallimenti della politica mondiale, ancora incapace di trovare un accordo credibile e che continua, imperterrita, a giocare la sua cinica partita al Risiko globale incurante delle sorti dell’umanità.
Un impietoso paragone con un passato neppure tanto lontano che ci riporta necessariamente al ricordo di una “Europa Felix” fino a 4 anni fa, e in pace da 33 anni grazie al Vaticano e a quel capolavoro geopolitico firmato dal Papa e Santo Karol Wojtyla (v. per tutti “Grumo: Messa Solenne per il Cardinale della Pace” o anche solo “La Storia ignorata. La Pace possibile. Le colpe di Bari e di tutti”) ma reso possibile da un altro immenso pugliese e invisibile “Artifex Pacis” sul campo e al servizio di 4 Papi: il Cardinale Francesco Colasuonno che, praticamente sconosciuto ai più, ancora aspetta un giusto riconoscimento dalla Storia e dalla Chiesa per la sua vita spesa al servizio della Pace.
Enrico Tedeschi

