La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta facendo tutto il possibile per mantenere vivi i difficili rapporti tra Stati Uniti ed Europa, con Washington che, sotto la presidenza di Donald Trump, ha perso fiducia nel Vecchio Continente. Così il Wall Street Journal valuta il ruolo di Meloni nell’alleanza transatlantica, sottolineando che la leader italiana “rimane fedele agli Stati Uniti”. Meloni, sottolinea il quotidiano, ha resistito alle proposte europee di ritorsione contro le minacce commerciali di Trump e ha chiesto che Stati Uniti ed Europa approfondiscano i loro legami, come dimostrato dalla sua decisione di aderire al Consiglio per la Pace di Gaza promosso da Trump, seppur in qualità di osservatrice. Nel frattempo, nonostante le minacce di Washington di dazi sulla questione della Groenlandia, le continue critiche sull’immigrazione e le pressioni sull’Ucraina, Meloni sostiene che l’Europa non ha altra scelta che mantenere la sua alleanza con gli Stati Uniti.
Funzionari italiani hanno dichiarato al Wall Street Journal che “non è facile cercare di attraversare un Oceano Atlantico in continua espansione” e che, finora, gli sforzi hanno prodotto scarsi risultati. Secondo il quotidiano, le imprese italiane stanno soffrendo a causa dei dazi imposti da Trump contro l’Europa. Alla fine dello scorso anno, Roma ha dovuto esercitare forti pressioni sulla Casa Bianca per evitare l’imposizione di dazi del 107% sulla pasta italiana. Trump ha anche suscitato indignazione in Italia e in Europa il mese scorso, minimizzando il contributo militare degli alleati della NATO in Afghanistan, dove 53 soldati italiani sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti. Secondo il quotidiano americano, l’attaccamento del primo ministro all’alleanza si basa sul calcolo che l’Italia non può permettersi il costo di un potenziale divorzio. L’economia del Paese “dipende dal mercato statunitense come sbocco per le esportazioni ed è particolarmente esposta alle guerre commerciali”. Le finanze pubbliche possono sostenere l’aumento della spesa per la difesa all’interno della NATO, ma si troverebbero in gravi difficoltà se l’Europa dovesse sostituire le garanzie militari statunitensi.
Dietro l’attaccamento di Meloni all’alleanza, secondo il quotidiano americano, “si cela il calcolo secondo cui l’Italia non può permettersi il costo di un divorzio. L’economia del Paese, in scarsa crescita, ha bisogno del mercato delle esportazioni statunitense ed è sensibile alle guerre commerciali. Le sue casse governative in difficoltà possono sostenere una maggiore spesa per la difesa all’interno della Nato, ma farebbero fatica se l’Europa dovesse sostituire le protezioni militari statunitensi”.
Tuttavia, alcune capitali europee ritengono che anche l’affinità ideologica tra Meloni e Trump sia un fattore significativo. In effetti, Fratelli d’Italia avrebbe “posizioni rigide su immigrazione, legge e ordine pubblico e critiche alle idee ‘woke’, sovrapponibili a quelle del movimento MAGA”, scrive il giornalista Marcus Walker. Tuttavia, conclude il Wall Street Journal, l’affinità ideologica ha i suoi limiti. I sondaggi mostrano che Trump è profondamente impopolare in Italia, come nella maggior parte d’Europa, ed è una figura divisiva anche tra gli elettori di destra di Meloni. Il primo ministro ci tiene a sottolineare che non è sempre d’accordo con lui e che, quando non lo è, glielo dice apertamente. Molti osservatori a Roma ritengono che Meloni abbia ormai perso ogni illusione su un ritorno a relazioni fluide con gli Stati Uniti e che il suo dialogo con Trump sia diventato pragmatico piuttosto che guidato dalla convinzione.
Ecco allora che in un simile contesto la partecipazione dell’Italia, anche se solo come semplici osservatori, fa parte proprio di questo progetto di essere il ponte tra Usa ed Ue, un ruolo che la stessa Von der Leyen e Merz sembrano riconoscerle.
