Dalla commedia della Ellis sul femminismo al kolossal dantesco, con Euripide e Dostoevskij

Il calendario teatrale di febbraio a Roma offre un quadro molto articolato per linguaggi e registri espressivi. La programmazione spazia dalla commedia contemporanea alla rilettura dei classici, dal musical di grande impatto visivo al teatro di matrice letteraria.

 

Quattro produzioni, diverse per impostazione estetica e pubblico di riferimento, ma accomunate dall’attenzione ai temi dell’identità, delle dinamiche relazionali e del rapporto tra realtà e rappresentazione. Di seguito una panoramica, proposta in ordine di debutto.

 

Come sedurre un femminista – Sala Umberto (12–22 febbraio)

Alla Sala Umberto in scena la commedia della drammaturga britannica Samantha Ellis, con la regia di Susy Laude, in coppia con Dino Abbrescia. Figlia di rifugiati ebrei iracheni, Ellis sviluppa una scrittura attenta ai temi del femminismo, dell’identità culturale e della dimensione autobiografica, elementi ripresi anche in questo testo.

 

La vicenda ruota intorno all’incontro tra Kate, giornalista brillante ma disillusa, e Steve, conosciuto per caso durante una festa in maschera. La relazione che nasce tra i due diventa l’ingranaggio scenico per interrogarsi su aspettative romantiche, modelli educativi e stereotipi di genere e riflettere sui comportamenti di coppia.

 

L’impianto registico punta sul concetto di emancipazione reciproca. Il femminismo non è presentato come terreno di contrapposizione ideologica, ma come occasione di revisione dei ruoli appresi e delle dinamiche relazionali consolidate. Il percorso dei protagonisti si sviluppa tra incomprensioni, fragilità e momenti di crescita personale, in una struttura che alterna passaggi ironici a segmenti più intimi, senza forzature di tono.

 

Alma Poli e Diego Finazzi in “Le notti bianche”, adattamento dal racconto di Dostoevskij con regia di Stefano Cordella, allo Spazio Diamante (ph. U.S.)

Le notti bianche – Spazio Diamante (19–22 febbraio)

Dal 19 al 22 febbraio, lo Spazio Diamante ospita un adattamento di Fëdor Dostoevskij, realizzato dalle Manifatture Teatrali Milanesi, con la direzione e l’ideazione di Stefano Cordella e la drammaturgia di Elena C. Patacchini. Sul palco Alma Poli e Diego Finazzi.

 

Ispirato a “Le notti bianche”, un breve racconto giovanile del 1848, il lavoro si colloca nel solco delle trasposizioni teatrali dell’opera dostoevskiana, tradizionalmente letta come riflessione su sogno, solitudine e illusione d’amore.

 

La vicenda segue l’incontro tra il Sognatore e Nasten’ka nell’arco di quattro notti, con un impianto narrativo che si concentra sulla relazione tra i due personaggi e sullo scarto tra ciò che si desidera e ciò che si realizza.

 

“Elena” di Euripide, adattamento e regia di Nicasio Anzelmo, con Mariano Rigillo, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) – (ph. U.S.)

Elena – Teatro Arcobaleno (19 febbraio – 1° marzo)

Dal 19 febbraio, il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) presenta “Elena” di Euripide, con adattamento e regia di Nicasio Anzelmo, e un cast che comprende Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.

 

Tra le opere di Euripide, “Elena” si distingue per l’originalità della struttura e per il rovesciamento del mito. La figura della donna tradizionalmente considerata infedele viene reinterpretata come moglie fedele. Gli dèi, infatti, avrebbero creato un’immagine identica a lei ed è questo simulacro che Paride porta a Troia, mentre la vera Elena resta in Egitto, fedele al marito Menelao.

 

Il dramma si snoda quindi in un continuo gioco tra realtà e apparenza, responsabilità umane e intervento divino. La presenza di Rigillo, uno dei più grandi interpreti del teatro classico italiano, contribuisce a definire l’impianto dello spettacolo, mentre elementi ironici e quasi parodici,  come la famosa scena del riconoscimento tra Elena e Menelao, aiuta a delineare la natura “anomala” di questa tragedia, che si discosta dai modelli più tradizionali. Il finale, affidato al deus ex machina, ricompone la vicenda nel mito, ma lascia aperti interrogativi sulla verità e sulla percezione, temi ancora molto attuali.

 

La “Divina Commedia Opera Musical”, il kolossal teatrale diretto da Andrea Ortis con musiche di Marco Frisina (ph. U.S.)

La Divina Commedia Opera Musical – Teatro Brancaccio (dal 24 febbraio al 1° marzo)

Il kolossal teatrale prodotto da MIC International Company torna in Italia dopo la tournée internazionale del 2025. La regia è di Andrea Ortis, autore dei testi insieme a Gianmario Pagano, con musiche di Marco Frisina.

 

Ispirato alla “Divina Commedia”, lo spettacolo punta su un impianto visivo tecnologicamente strutturato, che combina scenografie digitali, coreografie acrobatiche, costumi suggestivi, proiezioni in 3D di ultima generazione e quadri in movimento, e che accompagna il viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso.

 

L’allestimento mira a rendere il poema dantesco accessibile anche a un pubblico non specialistico, con particolare attenzione alle fasce più giovani. I riconoscimenti ottenuti, tra cui la Medaglia d’oro della Società Dante Alighieri e Miglior Musical al Premio Persefone 2019-2020, hanno consolidato il posizionamento nel panorama del musical italiano contemporaneo, soprattutto per l’impatto scenografico e produttivo.

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