L’economia da Scienza Sociale si è trasformata in tecnologia della crescita
È sotto gli occhi di tutti che, oramai da tempo, l’economia ha cessato di essere una scienza sociale, ed è diventata una “tecnologia della crescita”, dell’incremento senza sosta del PIL.
L’ossessione della crescita ha trasformato l’economia in un’ideologia del dominio.
Oggi siamo di fronte a una crisi senza pari; una crisi che per l’Europa è sia politica che economica; una crisi che vede il marcato riaffermarsi con sentimenti di egoismi nazionali. Certo, l’Europa esiste: con le sue istituzioni legislative, di governo e finanziarie. Il problema è che la più efficiente e potente istituzione pubblica europea, la BCE, ha marcati caratteri privatistici, essendo espressione delle Banche Nazionali dei singoli stati europei, a loro volta per lo più espressione delle banche private europee.
Questo aspetto viene ben riassunto dall’espressione “L’Europa delle Banche”: non c’è ombra di dubbio che oggi, la realtà economica meglio rappresentata e più operativa a livello europeo è il mondo della finanza.
In questo contesto la crisi economica finisce per favorire il clima di generale sfiducia, se non di aperta ostilità, nei confronti delle istituzioni europee; la finanza ha una dimensione internazionale che la rende estremamente potente; il mondo del sindacato e dell’imprenditoria, – cioè quella che chiamiamo l’economia reale – appaiono invece molto più deboli.
Maurizio Compagnone
Analista Geopolitico
