Il ritratto di Federico Umberto D’Amato, burocrate e gastronomo che, nell’ombra, ha plasmato la storia della Prima Repubblica- La magistratura l’ha ritenuto l’organizzatore della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (84 morti e 300 feriti)
Per trent’anni è stato l’uomo più informato e temuto d’Italia: Federico Umberto D’Amato, capo dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno, ha plasmato la storia del nostro Paese manovrando segreti, dossier e silenzi. Un potere invisibile, sullo sfondo di stragi, trame oscure e destini politici insabbiati. Ma dietro il burocrate ombroso si nascondeva un volto inaspettato: quello del gastronomo raffinato che ha lanciato nel 1978 la Guida dei Ristoranti d’Italia de L’Espresso, firmava ricette gourmet e allestiva cene tanto eleganti quanto segrete.
Nella produzione originale L’UOMO CHE SAPEVA TUTTO, in onda lunedì 23 febbraio alle 22 su Sky Crime e in streaming su NOW, si intrecciano archivi inediti, testimonianze esclusive e ricordi di chi lo ha conosciuto, per tracciare il ritratto di un uomo ambiguo e sfuggente. Onnipresente ma mai visibile, D’Amato aveva accesso illimitato ai segreti di chiunque: dai terroristi ai magistrati, dai cardinali ai capi di governo. Tra alta sorveglianza e alta cucina, emerge la storia di chi trasformò il controllo in potere assoluto. Testimonianze di Enzo Vizzari, Paolo Scotto, Edoardo Raspelli.
Tra l’altro, “L’uomo che sapeva tutto” nell’iter che la magistratura ha appena concluso con 5 ergastoli per la strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto 1980 (84 morti e 300 feriti) è stato individuato come l’organizzatore del terribile attentato.
Il documentario esplora cinquant’anni di storia della Repubblica Italiana, rivelando come D’Amato attraversasse istituzioni e sale da pranzo con la stessa maestria. Un viaggio tragicamente affascinante tra potere occulto e alta gastronomia, che rivela il ritratto di un personaggio complesso e uno spaccato della storia più nascosta del nostro Paese.
L’UOMO CHE SAPEVA TUTTO (1×78’), è prodotto da Ballandi e diretto da Francesco Di Giorgio per Hearst Networks Italia e sarà disponibile lunedì 23 febbraio alle 22su Sky Crime e in streaming solo su NOW.
RASPELLI HA GIRATO SUL SET DELL’ WHITE RABBIT DI ROMA
Tonnarelli (alla carbonara od all’amatriciana, alla cacio e pepe, alla gricia), fettuccine (al sugo od al ragù), pappardelle (al ragù bianco od alla genovese),trofie al sugo, gnocchi (al sugo od al ragù), ravioli limone pesto radicchio e noci…
Non era mica male la gastronomica partenza della prima scena del film. Edoardo Raspelli preferì i ravioli al pesto radicchio e noci e, sorseggiando un bicchiere di Falanghina malamente portato sul tavolo (come tutto il resto) da un cortese ma sconclusionato “cameriere”, cominciò la prima scena, il primo racconto, l’inizio del dramma, ore ed ore di registrazione sul set di un film di grande drammaticità, con un veloce intermezzo gastronomico con i ricchi cestini della produzione.
Il ritorno di Edoardo Raspelli “attore” si è svolto a Roma all’ “White Rabbit spirits & burgers” di via Spalato, curiosissima via di mezzo tra bar e pub, un posto giovanilistico e di successo ma scuro, buio, dal sotterraneo elegante ma “sordido” “ Luogo ideale-dice Edoardo Raspelli- per un film dell’orrore”.
Ma il film, meglio, il docufilm di cui uno dei protagonisti è proprio il “cronista della gastronomia” (25 minuti su un’ora e tre quarti che saranno proiettati) è davvero un film dell’orrore: dietro quelle inquadrature, dietro quelle parole, dietro quegli “interrogatori” c’era un momento straziante della storia italiana, c’erano 84 morti e 300 feriti. Era l’attentato alla stazione ferroviaria di Bologna, del 2 agosto 1980.
“L’uomo che sapeva tutto” è in stato realizzato da parte della celebre casa di produzione Ballandi di Roma (creata a suo tempo dall’indimenticato Bibi Ballandi) ed andrà in onda su Sky Crime.
E’ stato scritto da Marco Pisoni e Francesco di Giorgio e diretto sempre da quest’ultimo. La consulenza è stata di Giacomo Pacini, autore del libro edito da Einaudi “La spia intoccabile: Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati”.
Il film è dedicato proprio alla ricostruzione degli Anni di Piombo italiani ed a quella strage in cui un ruolo fondamentale l’ebbe proprio Federico Umberto D’Amato, ex capo dei servizi segreti italiani, curioso “collega” di Edoardo Raspelli.
Il poliziotto italo-marsigliese, infatti, assieme ad Edoardo Raspelli era stato tra i fondatori, nel 1978, della Guida ai Ristoranti dell’Espresso. Il famoso duo di critici gastronomici francesi, Henry Gault e Christian Millau, fecero qualche decina di recensioni, Edoardo Raspelli con i suoi collaboratori raccontava i ristoranti di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Sardegna. Federico Umberto D’Amato (che della Guida divenne addirittura anche il curatore) già allora sovrintendeva tutto il resto dell’Italia.
Federico Umberto D’Amato fu indicato nel 2020 dalla Procura Generale di Bologna come uno dei mandanti, organizzatori o finanziatori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, insieme a Licio Gelli, Umberto Ortolani e Mario Tedeschi: tutti nel frattempo morti.
Nel 2020 l’inchiesta della Procura generale di Bologna e le successive sentenze hanno concluso che Paolo Bellini (ex Avanguardia Nazionale), esecutore insieme agli ex NAR già condannati in precedenza, agì in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, individuati quali mandanti, finanziatori o organizzatori.
