Di Giulia Specchio
Enrico Olivieri, A soli 23 anni, con soli 500.000 lire (250€ di oggi) sul conto corrente, ha deciso di aprire il suo salone, in un piccolo paesino pugliese: Avetrana.
Oggi Enrico Olivieri è stato presente al Campionato Nazionale, svoltosi l’8 e 9 febbraio alla Fiera del Levante di Bari ed un trainer presso il Demetra Hair Academy di Aradeo. Una crescita costruita negli anni di sacrificio, formazione continua e scelte controcorrente nei momenti più difficili.
Campionato FIAM: il ruolo di giudice di onore
Prima di arrivare al Campionato FIAM come giudice di onore, Enrico Olivieri racconta il percorso che lo ha portato fin lì:
“Innanzitutto, facciamo un passo indietro. Io per due anni sono stato in un gruppo molto affiatato e molto umile, dove siamo cresciuti insieme e loro mi hanno aiutato a crescere su questo punto di vista.
Come sono arrivato al Campionato Italiano?
Ho iniziato ad avere una collaborazione con una scuola la Demetra Hair Academy che lo dirige la signora Antonella Musardo, nonché direttrice dell’area femminile nazionale della Fiam. Collaborando con lei, stimatissima collega, siamo arrivati a portare a questo campionato ben 11 gareggianti e sono stato chiamato per l’appunto a poter fare da giudice in questo campionato italiano.”
Essere giudice, soprattutto alla prima esperienza, non è stato semplice:
“Guarda, per me era la prima volta. Quindi, avevo un’emozione unica stare lì, dentro quel: io lo chiamo “ring”. Perché c’era gente molto preparata e competitors molto preparati e per un attimo mi sono sentito un po’ in difficoltà. Però poi una volta entrato nel ring, insieme ai colleghi giurati è stato molto più semplice giudicare. Anche se il livello era molto alto, lo devo ammettere giudicare è stato molto difficile, ma bello ed emozionante.”
Il sogno nel cassetto e la gavetta
Il percorso di Olivieri nasce da una vocazione precoce. Racconta che già all’età di sei anni i suoi genitori sapevano che avrebbe fatto il parrucchiere. A nove anni iniziò a lavorare presso il salone dello zio e dai 14 ai 23 anni lavorò in un altro salone prima di aprire il proprio.
Si tratta della classica gavetta della “vecchia scuola”, prima che la legge italiana fissasse a 16 anni l’età minima per iniziare a lavorare, a condizione di aver concluso il periodo di istruzione obbligatoria.
“Quello che si poteva fare un tempo, dove non c’era come adesso l’attesa dei 16 anni per iniziare un lavoro…”
L’apertura del salone: una scelta di coraggio
Quando apre il salone a 23 anni, con soli 500.000 lire sul conto corrente, Olivieri racconta di essersi “catapultato nel buio”.
“Partiamo dall’inizio, io ho aperto il salone quando ero molto piccolo, ero giovanissimo, avevo 23 anni. Quindi, diciamo è stato un catapultarsi nel buio perché comunque non sapevi dove andavi e se riuscivi a lavorare o meno. Quando ho aperto, iniziai ad avere un po’ di clientela e riuscivo a lavorare bene. Questo era un sogno che avevo da quando ero piccolo.”
La riflessione durante la pandemia e la svolta
Nei primi anni l’attività procede, ma Olivieri percepisce di essere “stazionario” rispetto ad altri colleghi più avanti professionalmente. Durante i mesi di chiusura per la pandemia arriva la riflessione decisiva.
“Devo dire che fino al 2019, prima che iniziasse il Covid-19 ero stazionario, non riuscivo a fare quel passo in più. Non riuscivo; e ho iniziato a farmi delle domande specialmente quando siamo stati fermi nel periodo Covid… Perché non riesco a crescere? Perché vedo altri miei colleghi più avanti di me?”
E allora ho iniziato a pensare a tutto quello che potevo fare. In primis appena abbiamo riaperto dopo il covid ho pensato di introdurre nella mia attività un’App per gli appuntamenti, anziché essere cartaceo, le persone potevano tranquillamente prenotarsi in autonomia ed è stato un primo passo molto importante.”
L’altro passo molto importante per il miglioramento professionale è stato quello insieme ad un suo stimatissimo collega: Giovanni Piccione.
Si misero in contatto con il collega Jesus Azuje, che dal Sud America, arrivò in Salento, per fargli un corso di aggiornamento:
“Ho trovato in un collega un alleato in questo mio percorso, un collega molto stimato Giovanni Piccione, il quale mi contattò per cercare di fare un corso con un Sud Americano molto bravo e molto in gamba; che oltre ad insegnarci la tecnica del razor fade, ci insegnò anche l’hair tattoo freestyle con pigmentazione.
Così, chiamammo il collega Jesus Azuaje, venne nella mia attività e in quella del mio collega Giovanni con cui lavorammo per una settimana intera dalla mattina alla sera. E’ stata davvero una bellissima esperienza .”
Il rinnovo del salone nel periodo di crisi
Terminata la pandemia, mentre molti parlavano di crisi, Olivieri decide di rinnovare completamente il suo salone.
“Ho iniziato a pensare un po’ più in grande e allora ho detto: adesso rifacciamo l’attività nuova e così ho rifatto il mio salone nel periodo peggiore in cui potessi farlo.
Ed io no, questa molla siamo noi a doverla farla scattare in positivo, noi dobbiamo togliere e fare quel salto. Non piangerci addosso, ma provare a dare di più.
E nel periodo peggiore che potessi avere ho deciso di rifare il salone nuovo; dopo aver fatto questo ho iniziato ad avere dei riscontri positivi anche dai miei colleghi che erano entusiasti dei lavori che facevo.”
Una scelta controcorrente che porta riscontri positivi e nuovi riconoscimenti professionali.
12-13 aprile: trainer presso il Demetra Hai Academy
Il 12 e 13 aprile ad Aradeo, presso il Demetra Hair Academy di Antonella Musardo, si terrà il corso in hair freestyle tattoo con pigmentazione dove Enrico Olivieri sarà il trainer.
“Abbiamo deciso di fare questo corso dove io sarò il trainer, dove la prima giornata si svolgerà con un razor fade… e la seconda giornata sarà dedicata agli hair tattoo freestyle con pigmentazione.”
Obiettivi futuri?
“Un’anteprima non ve la posso dare. Ci sono nuovi obiettivi, nuove strategie e nuove cose da fare. Al momento non vi dico che cosa ci sarà in futuro, ma questo è solo l’inizio di una escalation.”
Mai sentirsi arrivati
Il settore dei barbieri è altamente competitivo, ma vediamo che se c’è passione si possono ottenere grandi risultati, ma non solo, bisogna anche essere modesti, come lo afferma la dichiarazione di Olivieri:
“Io credo che comunque ci sia sempre qualcuno che è a un passo più avanti di te. Bisogna avere sempre questa umiltà dentro con la di migliorarsi sempre.”
