Fiuggi capitale culturale? I fatti iniziano a dirlo davvero
Fiuggi ( Frosinone) – Qualcosa sta cambiando a Fiuggi. E non è solo l’aria termale, da sempre marchio identitario della città. È un fermento diverso, più profondo, che passa per le poltrone rosse del Teatro Comunale di Fiuggi, in piazza Trento e Trieste, ormai sempre più spesso occupate fino all’ultimo posto disponibile.
L’ennesimo sold-out, questa volta per Luca Ward, non è soltanto una buona notizia di cronaca culturale. È un segnale. “Il talento di essere tutti e nessuno” ha portato in scena non solo un attore, ma una voce che ha attraversato cinema, teatro e doppiaggio, capace di evocare mondi con un timbro diventato iconico per generazioni di spettatori. Ward non si limita a recitare: accompagna il pubblico in un viaggio personale, quasi confidenziale, tra arte e vita vissuta. E il pubblico ha risposto, ancora una volta, con il tutto esaurito.
Il sindaco Alioska Baccarini parla di un “primato mai raggiunto prima”. Può sembrare enfasi istituzionale, ma i numeri – e soprattutto l’entusiasmo – raccontano che qualcosa di concreto sta accadendo. La stagione teatrale, costruita in sinergia con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio, sta trasformando un cartellone in un progetto culturale strutturato. Non eventi isolati, ma una programmazione coerente, riconoscibile, partecipata.
E qui sta il punto più interessante: Fiuggi non si limita a ospitare spettacoli. Sta creando abitudine alla cultura. Che è cosa diversa. Il sold-out non è soltanto una questione di biglietti venduti; è la fotografia di una comunità che sceglie di uscire di casa per ascoltare, riflettere, emozionarsi insieme.
In una provincia spesso costretta a inseguire le grandi città sul terreno dell’offerta culturale, vedere una realtà come Fiuggi ritagliarsi uno spazio tra le stagioni più seguite della provincia di Frosinone e dell’intero Lazio non è un dettaglio secondario. È una piccola rivoluzione silenziosa.
Certo, la sfida sarà la continuità. L’entusiasmo va alimentato, il pubblico va rispettato con qualità costante, le collaborazioni vanno rafforzate. Ma la strada intrapresa sembra quella giusta: cultura come investimento, non come ornamento.
E forse è proprio questo il vero successo. Non il singolo spettacolo, pur riuscitissimo. Ma l’idea che anche una città di dimensioni contenute possa diventare un punto di riferimento, se crede nella forza del teatro come spazio di comunità.
A giudicare dagli applausi di domenica, Fiuggi ci crede. E il pubblico anche.

