Accesso a piedi sempre garantito. È questa la certezza emersa dall’incontro tra il sindaco di Otranto, Francesco Bruni, e i proprietari del terreno confinante con l’area.Una notizia che va oltre l’aspetto tecnico. Per tanti cittadini significa poter continuare a percorrere quel sentiero, fermarsi a guardare l’acqua color smeraldo, scattare una foto al tramonto, portare un amico a scoprire uno degli angoli più suggestivi del territorio.
Un impegno personale
Non è stato un semplice passaggio amministrativo. Il sindaco ha scelto di seguire direttamente il confronto, mettendoci presenza e responsabilità.Ha ascoltato le parti, chiarito i punti critici, ribadito un principio semplice ma fondamentale: quel luogo, pur ricadendo su proprietà private, appartiene nel cuore alla comunità.L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio — evitare chiusure, evitare tensioni, trovare una soluzione che garantisse continità e serenità. E il risultato è arrivato.
Dialogo invece dello scontro
La strada scelta dall’Amministrazione è stata quella del dialogo. Nessuna contrapposizione, nessun muro contro muro, ma la ricerca di un equilibrio tra diritti dei proprietari e interesse pubblico.Una mediazione che ha rafforzato il clima di fiducia e ha dimostrato come, anche su temi delicati, il confronto possa produrre soluzioni concrete.
Più sicurezza, stessa libertà
Parallelamente, il Comune ha definito un progetto di messa in sicurezza dell’area. Alcune zone particolarmente scoscese verranno delimitate per ridurre i rischi.L’idea è chiara: non

chiudere, ma proteggere. Non limitare, ma rendere più sicura la visita. La bellezza del luogo resterà intatta, ma con maggiore attenzione alla tutela delle persone e dell’ambiente.
Tutelare oggi per rispettare domani
Durante l’incontro è stato inoltre ribadito che qualsiasi utilizzo futuro dei terreni sarà compatibile con la destinazione agricola prevista dagli strumenti urbanistici. Nessuna trasformazione invasiva, nessuno stravolgimento del paesaggio.
Un luogo che racconta Otranto
Nato dalla trasformazione di un’ex area estrattiva, il laghetto è diventato negli anni un simbolo identitario. Il contrasto tra la terra rossa ricca di minerali e le acque verde smeraldo è ormai un’immagine che racconta Otranto dentro e fuori i confini cittadini.Garantire l’accesso pedonale significa custodire un’esperienza collettiva: fatta di natura, memoria, turismo e senso di appartenenza.E questa volta, più di ogni atto formale, è stato il dialogo umano a fare la differenza.
