Mediocredito Centrale, Bdm Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa siglato tra la Struttura di Missione ZES e l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) che mira a facilitare l’accesso al credito per le imprese che investono all’interno della ZES Unica per il Mezzogiorno.
L’accordo rappresenta un passo concreto verso il rafforzamento del tessuto produttivo del Sud Italia, favorendo condizioni finanziarie più competitive e strumenti di sostegno calibrati sulle esigenze delle
aziende che intendono realizzare i loro progetti in queste aree. Lo
comunica una nota.
Con l’adesione al protocollo, si legge, le banche del gruppo Mediocredito Centrale si impegnano a supportare la crescita e gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno e nelle Regioni Marche e
Umbria, attraverso l’offerta di strumenti finanziari innovativi e servizi di consulenza specializzata, avvalendosi anche di una consolidata esperienza nella promozione di sinergie tra agevolazione
pubbliche e credito bancario. L’obiettivo ? accompagnare le aziende presenti nelle aree della ZES Unica lungo tutte le fasi del ciclo di investimento, dalla pianificazione strategica alla realizzazione dei
progetti, favorendo processi di innovazione, digitalizzazione e transizione sostenibile. Nel dettaglio, un’attenzione speciale sarà dedicata alle realtà che operano in settori strategici come, ad esempio, l’agroalimentare e l’agroindustria, il turismo, l’Ict, l’automotive, il Made in Italy di qualità, il biotech, l’aerospazio.
Attraverso l’iniziativa, conclude la nota, il gruppo Mcc intende dare il proprio contributo al rafforzamento della competitività del sistema imprenditoriale dei territori interessati dal Protocollo, promuovendo occupazione qualificata, attrazione di nuovi capitali, sviluppo sostenibile e potenziamento della competitività. Allo stesso tempo, attraverso l’intesa e la collaborazione tra sistema bancario e
istituzioni, sarà possibile generare valore duraturo per il territorio e le comunità locali.
Intanto bisogna registrare anche nei primi due mesi del 2026 una straordinaria risposta delle imprese del mezzogiorno a questa misura creata dall’ex ministro degli affari europei, Raffaele Fitto, volato lo scorso anno a Bruxelles per ricoprire la carica di vicepresidente esecutivo della Ue e guidata dall’avvocato Giosy Romano. Sono state superate da poco le 1000 autorizzazioni uniche con un incremento superiore al 250% rispetto al biennio 2022-2023, quando il sistema era frammentato in otto Zes regionali. Gli investimenti autorizzati ammontano a circa 6 miliardi di euro, mentre le ricadute occupazionali stimate superano le 17.800 unità.
La ZES Unica interviene su due leve: la semplificazione amministrativa e il sostegno fiscale agli investimenti. Il perno del nuovo assetto è l’Autorizzazione Unica, una procedura interamente digitalizzata che può concludersi in circa trenta giorni e che sostituisce fino a 35 titoli abilitativi necessari alla realizzazione di un progetto produttivo, potendo valere anche come variante urbanistica. A questo si affianca il credito d’imposta per gli investimenti produttivi, con aliquote differenziate in base alla dimensione d’impresa e fino al 35% per le piccole imprese.
