Oggi alle 16 alla Sala Zuccari del Senato, Francesco Filini, direttore del centro studi di Fdi, insieme ad illustri ospiti, presenterà un accurato dossier preparato per cercare di smontare le tante fake news che in questi quattro lunghi anni di guerra la Russia di Putin ha cercato di spacciare per verità.
D’altra parte come ha anche ribadito oggi al Foglio, Arianna Meloni, il sostegno del partito all’ Ucraina non è mai stato messo in discussione “Siamo convinti che supportare l’Ucraina significhi difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Europa intera, si tratta di proteggere valori e principi centrali non solo per noi ma per tutto l’occidente. Il cui rafforzamento, e la cui tutela delle radici, rappresentano il cuore della politica conservatrice. La difesa di un popolo aggredito contro ogni regola del diritto internazionale si inserisce coerentemente in questa missione”.
La sorella della premier ha anche ricordato un episodio curioso che riguarda uno delle persone più fidate della premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovan Battista Fazzolari, che testimonio come l’appoggio alla causa ucraina, non sia certo solo di facciata “Fu Giovanbattista Fazzolari -rivendica Arianna Meloni- a recarsi in Ucraina per dare un aiuto concreto alla popolazione. Nessun altro ha fatto lo stesso. Dal nostro insediamento, Giorgia Meloni è stata più volte in Ucraina. E proprio in occasione del quarto anniversario della guerra parteciperà a una nuova riunione dei Volenterosi. Il sostegno del nostro Governo non è mai mancato ma si è, anzi, intensificato. Neppure un mese fa abbiamo consegnato il primo lotto di caldaie industriali e di generatori elettrici per fornire un sostegno tangibile al popolo ucraino. Stiamo lavorando in modo serio. Con iniziative reali. E certo non potremmo dire lo stesso dell’opposizione che, se fosse al Governo, stenterebbe persino a trovare una posizione comune, viste le continue divergenze”.
Oggi quindi tutto questa verrà ribadito durante la presentazione del dossier “La Russia non sta vincendo la guerra in Ucraina”, che vuole fare chiarezza e puntare nuovamente i riflettori su un conflitto che riguarda la libertà di tutti noi e non solo quella del popolo ucraino. Nel documento, viene proposta un’analisi dettagliata, numeri alla mano, delle perdite russe sul campo, con tanto di tabelle e grafici. Altro che trionfo di Mosca, spiegano i vertici del partito di via della Scrofa: “Nel 2024 le forze russe hanno conquistato circa 3.604 km2 di territorio ucraino, ovvero circa lo 0,6% del Paese: un’area simile alla provincia di Viterbo”.
Gli ospiti sono di tutto rispetto, a cominciare proprio dal sottosegretario Fazzolari, affiancato dal presidente del Copasir, Lorenzo Guerini del Pd e dai giornalisti Federico Rampini del Corsera, e i direttori del Figlio, Claudio Cerasa e quello di Libero, Mario Sechi. “La vera differenza l’ha fatta lo spirito ucraino, mosso da una forte identità nazionale che in molti non si aspettavano”, si legge nel documento. “Gran parte del mondo dubitava del reale senso di appartenenza del popolo ucraino e considerava la sua un’identità indefinita. E’ un concetto facile da comprendere per noi italiani, destinatari della celebre frase del cancelliere austriaco von Metternich che nel 1847 recitava: ‘L’Italia è un’espressione geografica’”.
Il lavoro quindi vuole essere un importante strumento in grado di indebolire la tesi di quanti pensano che ormai la Russia abbia vinto la guerra, mentre le cose sul terreno sembrano dire tutt’altro. “Io penso che l’unica guerra che sta vincendo la Russia è quella della disinformazione. Mosca ha subìto una sconfitta storica in Ucraina e non si riprenderà più perché da che nel 2022 era una superpotenza ormai è ridotta a poco più di un Paese del Terzo mondo”, ha affermato u mese fa proprio Fazzolari, secondo cui il problema starebbe nel racconto mediatico del conflitto: “Se tutti fossimo più attenti a raccontare che cosa sta succedendo al fronte – aggiunge –, com’è veramente la situazione e come il sostegno occidentale è stato incredibilmente coeso faremmo una ottima cosa e metteremo un po’ più di pressione alla Russia invece di occuparci di raccontare che in Italia ci sono frotte di filorussi al governo”.
