L’Europa industriale tenta il colpo d’ala attraverso un patto di ferro tra le sue due principali potenze manifatturiere.Nella cornice del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, il Ministro Adolfo Urso e il suo omologo francese Sébastien Martin hanno siglato una Dichiarazione Congiunta che punta a riscrivere le regole della competitività continentale. Il documento, frutto del terzo Forum franco-italiano nell’ambito del Trattato del Quirinale, delinea una strategia d’urto per contrastare le pratiche commerciali scorrette dei Paesi terzi e garantire la sopravvivenza di settori pilastro come l’automotive e la siderurgia.

La notizia, scaturita dal vertice bilaterale e confermata dai documenti ufficiali del Mimit, pone le basi per un’autonomia strategica fondata su riforme immediate, massicci investimenti tecnologici e una nuova dottrina di protezione del mercato unico. Nella dichiarazione congiunta, Adolfo Urso e Sébastien Martin hanno sottolineato la necessità di rafforzare le catene del valore e le politiche di sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche, fondamentali per semiconduttori, batterie, tecnologie digitali e sistema di difesa, anche attraverso una revisione mirata dell’European Chips Act. È stato inoltre proposta l’introduzione di criteri “Made in Europe” nell’Industrial Accelerator Act, da applicare in modo selettivo ai settori industriali chiave e strategici, in linea con le capacità europee di approvvigionamento e produzione. I Ministri hanno esortato all’applicazione del principio in diversi settori come l’automotive, l’acciaio, il cemento e l’alluminio, nonché nelle tecnologie critiche.

Sul fronte del mercato interno, l’Italia e la Francia hanno richiamato l’esigenza di un’azione europea coordinata per rafforzare la vigilanza sul commercio elettronico, nonché dell’immissione e circolazione di prodotti non conformi nel mercato unico. I dati della Commissione europea, ha evidenziato Urso, evidenziano una crescita esponenziale dei pacchi di basso valore nell’Ue, con forti rischi per le nostre filiere, per la sicurezza dei consumatori e per la leale concorrenza.

La dichiarazione congiunta ribadisce inoltre la centralità del futuro Fondo europeo per la competitività e il rafforzamento del coordinamento sugli IPCEI, confermando l’impegno comune a sostenere le nuove tecnologie e le catene di valore strategiche per la transizione energetica e digitale, a beneficio delle PMI, delle start-up e dell’intero ecosistema europeo dell’innovazione.

L’automotive è stato identificato come il settore più esposto a pressioni senza precedenti, causate da una concorrenza sleale e da sovraccapacità produttive sovvenzionate all’estero. Italia e Francia chiedono un quadro normativo che non sia solo punitivo, ma che sostenga l’innovazione attraverso prezzi dell’energia competitivi e una drastica riduzione degli oneri amministrativi.

Il 2026 deve segnare il passaggio decisivo nel processo di riforma dell’Europa. ​​L’Italia e la Francia, paesi leader, hanno la responsabilità di tracciare insieme una linea chiara e di indicarla agli altri Stati membri, rafforzando ulteriormente la loro collaborazione, anche attraverso il pieno coinvolgimento della Germania. ​​Abbiamo bisogno di un’Europa più coerente e più competitiva. ​​Non c’è più tempo da perdere: dobbiamo agire immediatamente per salvare l’industria europea”, ha dichiarato il ministro Urso.

“Il Trattato del Quirinale impegna chiaramente la Francia e l’Italia a fare della coppia italo-francese un motore della riconquista industriale europea. ​​In un contesto di rottura geopolitica, l’Europa non ha più scelta: deve trasformarsi, proteggersi e investire per produrre. ​​Con il ministro Adolfo Urso, assumiamo una linea inequivocabile: dare la priorità assoluta alla competitività, semplificazione, ferma difesa del nostro mercato di fronte alle pratiche sleali, esplicita preferenza europea e massiccio sostegno finanziario ai nostri settori strategici. ​​L’Europa deve difendere i propri interessi, senza ingenuità e senza ritardi. ​​L’Italia e la Francia decidono di contribuire insieme ​”, ha dichiarato il ministro Martin. ​

Al termine del Forum, il ministro Urso e il ministro Martin si sono recati alla Smart Factory di Thales Alenia Space all’interno del Technopôle Roma Tiburtino. La visita ha offerto l’occasione di osservare da vicino le linee di produzione e i processi innovativi che caratterizzano la joint venture franco-italiana, evidenziando concretamente le sinergie tra i due paesi nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di sistemi spaziali di eccellenza a livello europeo.