dI Canio Trione
BARI – Tra le conseguenze della guerra c’è l’aumento del prezzo dell’energia; era nelle previsioni di cotanti strateghi? era voluto? Si è pensato a qualcosa per mitigarlo? O fa parte di una strategia più ampia? La “transizione” verde serviva proprio a questo? Lo sapevano a Bruxelles che prima o poi vi sarebbe stata una cosa simile? Non vi sono risposte e non ve ne saranno per molto tempo. Sia l’Ucraina, sia Gaza, sia l’Iran vedono coinvolti da un lato produttori ed esportatori di petrolio e dall’altro finanzieri-tecnocratici…sarà un caso? o l’era del petrolio volge al termine per volontà di oscuri centri di potere alternativi?
L’aumento del prezzo dell’energia per noi italiani e, per i meridionali in ispecie, è stata una botta bella grossa. Non servono statistiche per evidenziare una cosa di pubblico dominio così diffusa. Verso quale equilibrio energetico ed economico si va?
Certamente non sembra che questo sia un rincaro che possa fermarsi. La guerra potrebbe esaurirai presto ma non lo crediamo e, in ogni caso, il dopo non sarà uguale al prima; servono anni per ripristinare un commercio che, sembra, nessuno vuole veramente ripristinare.
Però qualcuno si è ricordato che noi italiani siamo secondi produttori europei di petrolio e quindi non solo non lo comperiamo ma addirittura lo “concediamo” a prezzi da saldo ad operatori stranieri. Come se questo non fosse abbastanza suicida calcoliamo il prezzo alla pompa della benzina sul prezzo internazionale del petrolio e dei raffinati come se non ne producessimo neanche un barile. Come mai? perché è così da sempre! lo ha deciso la nostra compagnia petrolifera di bandiera e così fanno TUTTE le compagnie petrolifere. Questione di bilancio ci diranno; detta in soldoni per guadagnare anche sul petrolio nostrano tanto quanto guadagnano su quello estero che CI vendono come fosse comperato in Africa o America e come non fosse IL NOSTRO ma IL LORO!!!! Mattei cui si intitola un programma di opere pubbliche africane, si è immolato per avere energia a buon prezzo per noi italiani ma adesso che si dovrebbe concretamente realizzare questo non accade!
Ma anche l’elettricità è la stessa cosa! Noi meridionali non solo offriamo (non all’Italia ma alle compagnie petrolifere di tutto il mondo) senza contropartita il nostro petrolio ma anche l’energia elettrica che è il ricavato del nostro proverbiale sole e vento. Però il prezzo dell’energia elettrica che paghiamo sale se sale il prezzo del gas! Siamo esportatori netti di energia verde che NON CI PAGANO e quella parte che consumiamo la paghiamo come fosse di provenienza fossile!!! Ma siamo matti? I meridionalisti dove sono? Le associazioni dei consumatori non se ne sono accorte? I partiti che cosa rappresentano se non i nostri interessi? In caso di guerra così vicina a noi, (sia geograficamente, sia economicamente visto l’effetto quasi automatico sui nostri portafogli) possiamo riprenderci i nostri giacimenti o si deve fare una guerra anche per riappropriarcene?
Sono cose che da queste colonne abbiamo denunciato da anni ma adesso i nodi stanno venendo al pettine.
Canio Trione
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