“Ci risiamo. Noi li arrestiamo per rimpatriarli, i soliti giudici ideologizzati li liberano con la scusa della protezione internazionale. E così tornano in libertà quattro criminali clandestini già condannati per reati gravissimi: stupri (anche su minori), violenze e lesioni, furti e rapine, minacce e resistenza.
C’è un pezzo di magistratura che non vuole il bene dell’Italia.” Cosi il capo delegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza ha commentato l’ennesima decisione discutibile da parte della Corte di Appello di Roma, che ha ordinato il rilascio di 4 clandestini, chiusi nel centro di Gadijer in Albania, in attesa di essere rimpatriati. I 4 erano stati appunto trasferiti nei centri di accoglienza in Albania in attesa del rimpatrio, dopo che erano stati giudicati colpevoli di diversi reati commessi negli anni, che comprendono violenza sessuale, spaccio, furto resistenza a pubblico ufficiale e omicidio. Insomma si tratta di recidivi che mai si sono integrati nel nostro paese e il cui unico scopo nella vita era quello di delinquere. Ahmed Aittorka, marocchino di 33 anni, è stato condannato nel 2023 per violenza sessuale e nel 2024 per furto aggravato. Nella lista dei reati a carico compaiono anche l’ingresso e soggiorno illegale e danneggiamento e ricettazione. Aittorka si trovava nel Cpr di Torino quando il 24 gennaio scorso è stato trasferito in quello di Gjader. È marocchino anche Abdelkrim Chaine, 66 anni, la cui fedina penale parla di una condanna a due anni di reclusione per il reato di violenza sessuale su un minore di 14 anni. Fino al 20 febbraio si trovava nel Cpr di Trapani, quando è stato preso e trasferito in Albania in attesa di essere rimandato nelle patrie galere marocchine. Anche lui, però, dovrà tornare in Italia a seguito della presentazione dell’istanza di protezione internazionale. Mohames Errami, marocchino pure lui, 27 anni, è stato condannato per il reato di rapina impropria. Senza contare la resistenza a pubblico ufficiale; lesioni personali; tentato furto in abitazione; immigrazione clandestina; invasione di terreni o edifici; resistenza a un pubblico ufficiale; immigrazione clandestina; violenzao minaccia a pubblico ufficiale. Errami si trovava nel Cpr di Caltanissetta quando il 20 febbraio è stato trasferito a Gjader. Tornerà pure lui: protezione internazionale.
Il quarto e ultimo che rientrerà all’Albania è Mehdi El Antany, 22enne sempre
marocchino. Anche qui il curriculum criminale è di tutto rispetto. Nel 2022 è stato
condannato per omicidio doloso (era minorenne). Ora il serio rischio è che questi individui tornino a fare quello che hanno sempre fatto e che è l’unica cosa che sanno fare ovvero delinquere. E pensare che l’Europa, ha da poco approvato a larga maggioranza la lista di paesi sicuri verso i quali è possibile rimpatriare clandestini. Ma evidentemente anche questo fatto non è servito a togliere alla magistratura l’alibi per fermare la politica di controllo alla immigrazione clandestina.. Alcuni Stati Ue si sono già mossi e non sono tutti governati dalla destra. La Germania aveva reintrodotto i controlli alle frontiere con il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz. Poi ha stipulato un’intesa con i talebani, per rispedire in Afghanistan gli immigrati che commettono reati. E la Danimarca della socialdemocratica Mette Frederiksen intende espellere gli immigrati condannati a pene superiori a un anno. Per non parlare della Gran Bretagna di Keir Starmer che più volte ha detto di volersi ispirare proprio al governo italiano in tema di contrasto alla immigrazione clandestina. Ma in Italia evidentemente la polemica politica strumentale entra anche nel merito della amministrazione della giustizia. Ed è per questo che la maggioranza insiste sulla necessità di votare si al referendum, per come dice l’ultimo slogan della campagna per il si “liberare la giustizia della politica.
