A Galatina, nel cuore della provincia di Lecce, si è svolto l 7 marzo 2026 un incontro che segna un passaggio importante nel modo di comprendere e affrontare il fenomeno delle dipendenze. Il convegno promosso dalla sezione leccese dell’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco (AIISF) e da Fedaiisf, con la collaborazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce, non si è limitato a un confronto tra specialisti. È stato piuttosto uno spazio di riflessione condivisa, nel quale istituzioni, operatori sanitari, educatori e rappresentanti del territorio hanno costruito un dialogo orientato al futuro.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di svolta culturale: il superamento di una visione ormai obsoleta che per decenni ha interpretato la dipendenza come semplice fragilità morale o mancanza di volontà. Oggi la comunità scientifica la riconosce invece come una condizione complessa, frutto dell’interazione tra fattori biologici, psicologici, sociali e ambientali.

Questa evoluzione del pensiero scientifico non è soltanto un cambio di linguaggio, ma anche una trasformazione etica e sociale. Significa abbandonare stigma e giudizio per favorire un approccio basato su prevenzione, informazione corretta e presa in carico globale della persona.

Il ruolo delle istituzioni e l’allarme sulla precocità

Tra gli interventi istituzionali più significativi vi è stato quello del senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato, che ha richiamato l’attenzione su un fenomeno sempre più preoccupante: l’abbassamento dell’età in cui emergono i primi comportamenti a rischio.

Secondo Marti, il consumo di alcol e altre sostanze tra i giovanissimi sta assumendo caratteristiche di precocità inquietante, con casi che coinvolgono anche ragazzi di appena undici anni. Un segnale che rende indispensabile intervenire prima che il disagio si trasformi in dipendenza conclamata.

Il senatore ha ricordato alcune iniziative avviate a livello nazionale per rafforzare la prevenzione nelle scuole, tra cui un protocollo di collaborazione tra il Dipartimento Antidroga e i ministeri dell’Istruzione, della Salute e dell’Interno. Nel quadro del Decreto Scuola 2025 è inoltre previsto un finanziamento dedicato alla formazione degli insegnanti sui temi delle dipendenze e della prevenzione.

La rete territoriale come risposta al problema

Un altro elemento centrale emerso durante il convegno riguarda la necessità di costruire una rete stabile tra istituzioni e territorio. Il vicepresidente della Regione Puglia, Cristian Casili, ha sottolineato come il fenomeno delle dipendenze non possa essere affrontato da un solo soggetto.

Sanità pubblica, scuola, famiglie e amministrazioni locali devono operare come un sistema coordinato, capace di intervenire sia sul piano della prevenzione sia su quello della cura. Solo attraverso un approccio integrato è possibile individuare precocemente le situazioni di rischio e offrire percorsi di sostegno efficaci.

Un punto di vista condiviso anche dal sindaco di Galatina, il medico Fabio Vergine, che ha portato l’esperienza c

oncreta dell’amministrazione locale. Secondo il primo cittadino, i comuni possono svolgere un ruolo strategico nella creazione di spazi di ascolto e di supporto per giovani e famiglie, favorendo una cultura della prevenzione radicata nella comunità.

Il contributo della scienza: protezione, resilienza e prevenzione

Sul piano scientifico, l’incontro ha offerto contributi di grande rilievo. Tra questi, la relazione della dottoressa Paola Gabrieli, che ha analizzato il progressivo indebolimento dei cosiddetti “fattori di protezione”.

Con questa espressione si indicano quelle condizioni educative, relazionali e sociali — come la stabilità familiare, la qualità dei rapporti affettivi e l’accesso a modelli educativi positivi — che aiutano i giovani a sviluppare resilienza e capacità di affrontare situazioni di fragilità.

La riflessione è stata arricchita anche dagli interventi del dottor Scrimieri e della dottoressa Piccinno, che hanno approfondito il ruolo strategico della scuola come primo presidio educativo e come luogo privilegiato per la prevenzione primaria.

Informazione e cultura scientifica nelle scuole

Un contributo concreto al percorso di sensibilizzazione è stato annunciato dal presidente nazionale di Fedaiisf, Francesco Ferrari.

L’associazione promuoverà infatti la diffusione nelle scuole di materiale informativo contenente la sintesi dei lavori scientifici e delle riflessioni emerse durante il convegno. L’obiettivo è trasformare la conoscenza scientifica in uno strumento educativo accessibile ai giovani.

Il ruolo della medicina e dell’informazione sanitaria

Il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce, il dottor Donato De Maria, ha ricordato come la medicina contemporanea non possa limitarsi alla dimensione terapeutica.Il medico, oggi più che mai, svolge anche una funzione educativa e preventiva, soprattutto quando si affrontano fenomeni complessi come le dipendenze, che coinvolgono dimensioni biologiche, psicologiche e sociali.

Un giudizio positivo sull’iniziativa è arrivato anche dal commissario straordinario della ASL Lecce, l’avvocato Stefano Rossi, che ha sottolineato il ruolo degli informatori scientifici del farmaco nella diffusione di una corretta informazione sanitaria e nella promozione dell’appropriatezza terapeutica.

Un progetto che guarda al futuro

A concludere i lavori è stato il presidente della sezione leccese dell’Associazione Italiana Informatori Scientifici del Farmaco, il dottor Giuseppe De Paolis, che ha espresso l’auspicio che l’iniziativa rappresenti solo il primo passo di un percorso più ampio.

L’obiettivo è costruire un progetto territoriale permanente capace di mettere in rete sanità, scuola, istituzioni e associazioni, trasformando la prevenzione delle dipendenze in una responsabilità condivisa.

Secondo De Paolis, affrontare questa sfida richiede un cambio di paradigma: non intervenire soltanto quando il problema è già evidente, ma agire prima, rafforzando quei fattori educativi e sociali che aiutano i giovani a costruire identità solide e consapevoli.

Famiglia, relazioni, senso di appartenenza alla comunità e formazione rappresentano strumenti fondamentali per sviluppare resilienza e capacità di scelta.

Una responsabilità che riguarda l’intera società

Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la questione delle dipendenze non riguarda esclusivamente il sistema sanitario o la politica. Si tratta di una sfida educativa, culturale ed etica che coinvolge l’intera società.

Promuovere informazione scientifica, sostenere le famiglie e rafforzare i contesti educativi significa investire nel benessere delle nuove generazioni. In altre parole, significa costruire una comunità più consapevole, capace di proteggere i propri giovani e di accompagnarli verso un futuro più sano e responsabile. In questo percorso, prevenzione e conoscenza diventano non solo strumenti sanitari, ma veri e propri valori civili.

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