Il sistema contabile Accrual, noto anche come contabilità per competenza economica, vede l’Italia tra gli ultimi nella valutazione del livello di attuazione in Europa. Occorre investire anche e soprattutto nella formazione delle competenze.

Con il sistema contabile Accrual la contabilità non si limita a registrare i movimenti finanziari, (crediti, debiti, cassa) ma mira a ritrarre l’effettiva attività economica svolta da un’organizzazione, consentendo una lettura ed una visione più completa e realistica della propria situazione economico-patrimoniale, o meglio rappresenta un metodo di rilevazione contabile in cui i ricavi e i costi vengono registrati nel momento in cui maturano, indipendentemente dal momento in cui si verifica il relativo incasso o pagamento.

Nel dettaglio, il principio su cui si fonda tale sistema è il principio della competenza economica: i ricavi devono essere rilevati quando il bene o il servizio è effettivamente prodotto, erogato e quindi fornito, mentre i costi devono essere registrati nel periodo in cui sono stati sostenuti per generare quei ricavi. Sembra pertanto abbastanza semplice in quanto l’attenzione deve spostarsi dal momento del flusso monetario a quello della manifestazione economica dell’operazione, in realtà è quasi rivoluzionario.

Per garantire l’applicazione di tale principio, la contabilità Accrual utilizza diversi strumenti tecnici, cari ai contabili sin dalla formazione scolastica: in particolare ratei attivi e passivi, che rappresentano quote di ricavi o di costi maturati ma non ancora incassati o pagati, quindi i risconti attivi e passivi, che consentono di rinviare a esercizi successivi quote di costi o di ricavi già registrati (pagati o riscossi) ma di competenza futura. A tali strumenti occorre aggiungere le fatture da ricevere o da emettere e gli ammortamenti delle immobilizzazioni, attraverso questi ultimi il costo dei beni durevoli nel tempo, (non ad uso singolo) viene distribuito lungo tutto il loro ciclo di vita economica ammesso.

Analizzando la situazione italiana, la contabilità pubblica storicamente si è sviluppata secondo la logica finanziaria, basata sulla registrazione delle entrate, delle uscite e degli impegni di spesa. Un’impostazione che risponde principalmente all’esigenza di garantire il controllo della spesa pubblica, cioè della legittimità e della copertura finanziaria delle decisioni di spesa. Tuttavia, negli ultimi anni, si è affermata l’esigenza di integrare tale modello con una rappresentazione economico-patrimoniale delle attività pubbliche. Un primo passo significativo in questa direzione è stato compiuto con il Decreto Legislativo 118/2011, che ha introdotto, per le Regioni e gli enti locali, un sistema di contabilità economico-patrimoniale da affiancare alla contabilità finanziaria.

Occorre analizzare le motivazioni per cui il tema Accrual assume oggi particolare rilevanza, infatti, nel quadro delle politiche europee di governance economica, i programmi finanziari dell’Unione europea, come NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), richiedono sistemi di monitoraggio e rendicontazione della spesa pubblica estremamente rigorosi. Poiché la gestione di tali programmi non può basarsi esclusivamente sulla registrazione dei flussi di cassa, occorrono strumenti in grado di individuare quando e come i costi maturino nel corso dell’attuazione dei progetti.

Pertanto, il monitoraggio degli interventi del PNRR in Italia avviene attraverso la piattaforma REGIS, che consente di registrare le spese sostenute, o meglio i costi, con un collegamento specifico agli obiettivi e alle milestones previste dal piano. Inoltre la piattaforma permette di verificare la presenza della relativa documentazione giustificativa, da inserire opportunamente. In tal modo la logica della competenza economica rende possibile la valutazione, con maggiore precisione, dello stato di avanzamento dei progetti e la corrispondenza tra risorse utilizzate e risultati conseguiti.

In modo parallelo, l’Unione europea sta promuovendo un processo di armonizzazione (standardizzazione) dei sistemi contabili pubblici degli Stati membri attraverso lo sviluppo degli European Public Sector Accounting Standards (EPSAS), ispirati agli standard internazionali IPSAS*. L’obiettivo è favorire una maggiore comparabilità dei conti pubblici, migliorare la trasparenza delle informazioni finanziarie sull’uso dei fondi, controllare meglio programmi come il PNRR e consolidare il monitoraggio della sostenibilità delle finanze pubbliche, a livello europeo. In altra sede sarebbe  opportuno analizzare l’effettiva governance degli Standard Europei.

Tuttavia, nonostante tali progressi, nei paesi dell’Unione europea persistono ancora differenze significative nei sistemi contabili adottati. Alcuni Stati hanno già introdotto sistemi basati integralmente sulla competenza economica, mentre altri adottano modelli misti che coniugano la contabilità finanziaria con quella economico-patrimoniale. In diversi casi, inoltre, continuano a prevalere sistemi fondati principalmente sulla logica di cassa.

La relazione quinquennale della Commissione europea sulla contabilità pubblica, pubblicata il 5 dicembre 2025,  analizza il grado di evoluzione dei sistemi contabili degli Stati membri e il loro progressivo passaggio dalla contabilità di cassa alla contabilità per competenza. La relazione evidenzia come i sistemi contabili pubblici europei abbiano compiuto notevoli progressi rispetto alle prime valutazioni effettuate nel 2013, ma permane un livello di eterogeneità tra i diversi paesi.

Secondo le valutazioni il livello medio di maturità dei sistemi Accrual nell’Unione europea ha raggiunto circa il 66%, con l’obiettivo di arrivare al 78% entro il 2030. L’Italia si colloca attualmente sotto il 40%, ma le riforme avviate negli ultimi anni, in particolare quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dovrebbero consentire un significativo miglioramento del sistema contabile pubblico nel corso del prossimo decennio.

tabella Accruel dalla Relazione della Commissione UE

La Tabella presenta gli Stati membri suddivisi in tre gruppi in base al livello di maturità contabile misurato attraverso un indicatore dell’adozione della contabilità: se pari o superiore al 70% sono considerati come paesi che applicano sistemi di contabilità Accrual.

Osserviamo che, per l’Italia, il passaggio al nuovo sistema è stato rallentato da fattori istituzionali e culturali. La contabilità pubblica italiana è infatti fortemente influenzata dal diritto amministrativo e dal controllo della legittimità degli atti di spesa, svolto in particolare dalla Corte dei Conti. Il bilancio pubblico è stato tradizionalmente concepito come uno strumento di autorizzazione e controllo della spesa, non come un mezzo di analisi dei costi delle politiche pubbliche attuate da un ente. Il nuovo modello, invece, si avvicina e richiede maggiormente la logica gestionale e manageriale, diretta alla misurazione dei costi, delle performance e del valore del patrimonio pubblico.

L’importante processo di riforma avviato negli ultimi anni dall’Italia, per introdurre progressivamente tale nuovo sistema di contabilità nella Pubblica Amministrazione è strettamente connesso agli impegni assunti nell’ambito del PNRR. Il percorso di riforma già avviato con attività di studio e confronto internazionale, ha ricevuto un notevole impulso nel 2020 con l’istituzione di una struttura di governance dedicata presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2021 la riforma è stata quindi formalmente inserita nel PNRR come riforma abilitante. Con il coordinamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso la Ragioneria Generale dello Stato, è stata avviata la definizione di nuovi principi contabili pubblici, di un piano dei conti multidimensionale e di nuovi sistemi informativi contabili.

Una tappa fondamentale del percorso è rappresentata dalla Riforma 1.15 del PNRR, che introduce per tutte le amministrazioni pubbliche italiane un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale basato sul tale principio (Accrual, ispirato agli standard IPSAS) e coerente con la Direttiva europea 2011/85/UE. La riforma affianca alla tradizionale contabilità finanziaria una rappresentazione più completa del patrimonio pubblico, consentendo di monitorarne il valore e l’evoluzione nel tempo.

Il processo di attuazione prevede diverse fasi, tra cui la definizione del quadro concettuale e dei nuovi standard contabili , la formazione del personale delle amministrazioni pubbliche e l’avvio di una fase pilota con la predisposizione degli schemi del Conto Economico e dello Stato Patrimoniale. L’introduzione del nuovo sistema contabile avverrà progressivamente e dovrebbe entrare pienamente a regime a partire dal 2030.

Tuttavia la transizione è una sfida ardua con criticità inevitabili dovute alla necessità di censire e valorizzare l’intero patrimonio pubblico, all’integrazione dei sistemi informativi contabili molto eterogenei tra le diverse amministrazioni e non ultima al problema della formazione di un numero elevato di funzionari pubblici sulle nuove logiche contabili.

Non si tratta soltanto di un cambiamento di aspetti tecnici, ma di una trasformazione culturale nella gestione della contabilità pubblica, che richiederà un progressivo adattamento delle strutture amministrative e un forte investimento nella formazione delle competenze.

* IPSAS (International Public Sector Accounting Standards) un insieme di principi contabili internazionali sviluppati specificamente per il settore pubblico, promuovono l’adozione della contabilità per competenza economica (accrual accounting) nel settore pubblico. Il loro obiettivo è migliorare la qualità, la trasparenza e la comparabilità delle informazioni finanziarie prodotte dalle amministrazioni pubbliche a livello globale.

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