Stop alle analisi, serve agire

LECCE – Il tempo delle valutazioni è finito: il Salento deve passare dalle parole ai fatti. La costa, tra le più preziose d’Italia per bellezza paesaggistica e attrattività turistica, è sempre più sotto pressione e richiede interventi concreti e coordinati. 9 marzo2026, nella sala conferenze della Camera di Commercio di Lecce in viale Gallipoli, il convegno “S.O.S. Erosione Costiera: è giunta l’ora di sfatare qualche mito”, promosso da Confimprese Italia, ha segnato un momento cruciale: la proposta di istituire una Cabina di Regia permanente, capace di gestire in maniera strutturale la tutela del litorale.

Difendere la costa significa difendere il futuro

Fin dall’apertura del convegno, il messaggio emerso è stato chiaro: salvaguardare le spiagge significa proteggere l’identità, l’economia e le prospettive del territorio. La costa salentina non è solo uno straordinario patrimonio naturale, ma costituisce anche il cuore dell’attrattività turistica e un motore fondamentale per l’economia locale.In questo contesto, Mauro Della Valle ha delineato una nuova visione del ruolo degli operatori balneari: non più semplici concessionari di spazi demaniali, ma veri e propri custodi del litorale. Gli imprenditori del settore vengono così chiamati a partecipare attivamente alla tutela e valorizzazione dell’ambiente costiero, assumendo un ruolo centrale nella strategia di difesa delle spiagge e degli ecosistemi marini, insieme a istituzioni e mondo della ricerca.Una visione condivisa anche da Emanuela Vitali, che ha ricordato come l’erosione costiera non sia solo un problema ambientale, ma rappresenti una minaccia concreta per il sistema turistico ed economico del Salento. La progressiva riduzione degli arenili, ha sottolineato, rischia di compromettere l’attrattività del territorio e l’equilibrio di un comparto che costituisce uno dei principali pilastri di sviluppo dell’intera area.

Sindaci e amministrazioni: servono strategie condivise

Tra gli interventi più significativi c’è stato quello del sindaco di Otranto, Francesco Bruni, responsabile per le province di Lecce e Brindisi nell’ambito del Contratto di Sviluppo territoriale.Bruni ha richiamato istituzioni e cittadini a un cambio di approccio:«Non possiamo più permetterci interventi sporadici o frammentati. La difesa della costa deve diventare una strategia strutturale, coordinata e permanente. Se perdiamo le nostre spiagge, perdiamo una parte fondamentale dell’economia del Salento e della sua identità».Il sindaco ha inoltre sottolineato l’importanza di una programmazione sovracomunale, in grado di preservare l’equilibrio complessivo dell’intero sistema costiero.

La Regione Puglia: programmazione e risorse

Presente all’incontro anche il consigliere regionale Stefano Minerva, che ha ribadito il ruolo centrale della Regione nella tutela delle coste pugliesi.Secondo Minerva, l’erosione costiera è ormai una emergenza strutturale, che richiede il passaggio da interventi emergenziali a una pianificazione scientifica e duratura.«La Regione ha il dovere di sostenere i territori con strumenti concreti, fondi mirati e una visione strategica che integri ambiente, turismo e sviluppo sostenibile», ha dichiarato.Ha inoltre sottolineato l’importanza di collaborazione tra università, enti locali e imprese per costruire politiche costiere efficaci.

Comune di Lecce: competenze integrate e procedure snelle

A rappresentare il Comune di Lecce è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Roberto Giordano, delegato della senatrice e sindaco Adriana Poli Bortone.Giordano ha evidenziato il ruolo strategico delle amministrazioni locali nella difesa del territorio:«La tutela della costa salentina non può più essere affrontata con interventi isolati o emergenziali. Serve una programmazione strutturata che integri competenze tecniche, pianificazione urbanistica e tutela ambientale. Solo così possiamo garantire interventi efficaci e duraturi».Ha inoltre richiamato la necessità di snellire le procedure amministrative, così da rendere più rapidi i lavori di difesa costiera rispetto alla velocità dei fenomeni erosivi.

La scienza al servizio del mare

Il convegno ha affrontato anche il cuore tecnico della questione. Il professor Roberto Tomasicchio dell’Università del Salento ha spiegato come barriere soffolte e ripascimenti, se progettati correttamente, possano rappresentare strumenti efficaci contro l’erosione.L’ingegnere Ivan Federico, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ha illustrato i modelli previsionali sull’innalzamento del livello del mare e sull’aumento dell’intensità delle mareggiate.Gli esperti Paolo Stefanelli, Giuseppe Bortone e Roberto Lorenzi hanno inoltre evidenziato la necessità di snellire le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per accelerare gli interventi.

Paesaggio e responsabilità collettiva

A chiudere i lavori è stato Marcello Seclì, presidente della sezione locale di Italia Nostra, che ha ribadito come difendere la costa significhi rispettare il paesaggio:«La vera tutela del mare non si limita agli interventi tecnici contro l’erosione. Significa anche avere il coraggio di rimuovere ciò che non ha nulla a che fare con il mare e con il paesaggio costiero».Un richiamo forte alla responsabilità collettiva e alla necessità di uno sviluppo turistico compatibile con l’ambiente.

Una sfida condivisa

L’incontro del 9 marzo segna un passo decisivo: il Salento sceglie di non subire più l’erosione costiera, ma di affrontarla con competenza scientifica, responsabilità politica e partecipazione civile.Proteggere le spiagge significa proteggere paesaggio, economia e futuro, con una visione strategica che coinvolge tutti: istituzioni, imprese, cittadini e mondo della ricerca. La salvaguardia del litorale è ora una sfida collettiva, essenziale per il futuro del Salento.

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