SENZA LA VERIFICA DELLA SICUREZZA, LO STABILIMENTO VA FERMATO

Un’altra morte annunciata  – L’ennesima vittima nello stabilimento ex Ilva di Taranto non è una fatalità ma il risultato prevedibile di un sistema senza manutenzione, senza controlli e senza una vera politica industriale.

Per DemoS – Democrazia Solidale la sicurezza sul lavoro è ormai l’emergenza assoluta: se non esistono condizioni certe e verificabili di tutela per i lavoratori, la produzione deve essere immediatamente sospesa. La vita viene prima di ogni logica industriale

Un’altra vittima all’ex Ilva. Non una fatalità. Non un caso. L’ennesima conseguenza prevedibile di un sistema che continua a produrre morte.

La dinamica, tragicamente simile a quella che pochi mesi fa aveva già provocato una vittima, cancella ogni alibi. Qui non c’è il caso: c’è una responsabilità precisa, strutturale, che si ripete perché nulla viene cambiato.

Le morti e gli incidenti non sono eventi isolati. Sono il risultato oggettivo e inevitabile di una gestione senza programmazione, senza manutenzione, senza controlli.

I recenti episodi dimostrano che lavorare nello stabilimento è un rischio per la propria vita. E se la questione ambientale resta drammatica e irrisolta da anni, oggi la sicurezza sul lavoro diventa l’emergenza assoluta e non più rinviabile. Non possiamo più tollerare che in uno stabilimento già al centro di gravi criticità ambientali si continui a morire di lavoro. La tutela della vita viene prima di ogni logica industriale.

L’accertamento delle condizioni di sicurezza deve essere immediato e prioritario. Non è più accettabile aspettare risposte o interventi mai realizzati. L’assenza di sicurezza rende il rischio quotidiano, concreto e inaccettabile. Continuare a produrre in queste condizioni non è solo irresponsabile: è intollerabile.

La recente sentenza del tribunale di Milano, che giudica insufficienti le prescrizioni dell’ultima AIA, conferma ciò che è ormai evidente: non ci sono le condizioni né per garantire sicurezza né per garantire sostenibilità.

Questo disastro è figlio di scelte precise e la magistratura è costretta a intervenire. Ma non può essere questa la normalità: non si può governare rincorrendo le sentenze.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: morti, salari ridotti, una città soffocata dall’inquinamento.

Demos – Democrazia Solidale esprime profondo cordoglio alla famiglia del lavoratore e ribadisce il proprio impegno per un modello di sviluppo che coniughi lavoro, ambiente e sicurezza, nel rispetto della vita e della dignità del lavoro.
Non è un’emergenza improvvisa. È una responsabilità.

E quando le conseguenze sono prevedibili, non si chiamano più incidenti.
Senza sicurezza, non c’è lavoro.
E in assenza di condizioni certe e verificabili di sicurezza, lo stabilimento deve essere fermato. Subito.

ALESSANDRA LORUSSO – Segretaria provinciale Demo.S Taranto SAVERIO TODARO – Segretario cittadino Demo.S Taranto

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