Curiosità – Gli occhi del cavallo

di Cav. Luigi Conforti,  Maitre Randonneur

Nello scorso articolo ho descritto alcune curiosità legate al nostro amico cavallo. Analizzando da solo alcuni aspetti mi sono chiesto: ‘Quanti cavalieri o presunti hanno almeno una minima conoscenza dei sensi di questo meraviglioso e complicato animale?’

Pertanto ho pensato che andare ad analizzare un po’ più da vicino i sensi del cavallo poteva diventare una cosa interessante e stimolante, sempre con l’obbiettivo di cercare di raggiungere una migliore conoscenza.

Analisi dell’occhio e della vista del cavallo

Gli occhi dei cavalli sono un apparato incredibilmente sofisticato e la natura li ha dotati di una anatomia che li proteggono, rendendoli adatti all’ambiente dove vivono.

È noto che il cavallo è un predato, quindi uno dei punti di forza del suo occhio consiste nell’essere dotato di una visione periferica. Infatti, essendo gli occhi del cavallo collocati lateralmente e molto distanti tra di loro hanno la possibilità di avere due tipi di vista distinti: binoculare e monoculare, ovvero l’occhio destro e l’occhio sinistro vedono due scenari e prospettive differenti e così inviano segnali ai due emisferi del cervello distinti.

La vista binoculare utilizza i due occhi in contemporanea per vedere frontalmente, copre un campo visivo di circa 70° ed è utile per riconoscere la profondità degli spazi e per mettere a fuoco, mentre la vista monoculare consiste nella modalità di vista con un solo occhio, con un campo visivo di circa 140° per ciascun occhio, quindi il cavallo riesce a vedere due cose nello stesso tempo, inviando informazioni simultanee al cervello.

Quando un cavallo scarta improvvisamente e noi ci chiediamo il motivo, spesso questo è dovuto dalla visione di cose diverse da destra a sinistra. Ad esempio, a destra ci siamo noi che cerchiamo di salire in sella, ma a sinistra un sacchetto di plastica vola via. Il comportamento è stato quindi influenzato dal fatto che il cervello non è riuscito a distinguere le due informazioni in contemporanea.

Quando un cavallo si spaventa di fronte ad un oggetto, dovremmo portarlo frontalmente a ciò che lo ha spaventato, cercando di attendere, farlo ‘ragionare’ e consentendogli di vedere meglio e più a fuoco l’oggetto della paura.

La scarsa acutezza della vista del cavallo

Ricordiamo che il cavallo non ha una vista molto acuta nella percezione dei dettagli, ma è molto sensibile ai movimenti, quindi gesti bruschi lo spaventano, tanto che a volte ad impaurirlo basta una semplice foglia che cade.

Gli occhi del cavallo sono tra i più grandi dei mammiferi terrestri, presentano dimensioni tra i 5 e i 6 cm, la pupilla è orizzontale e non rotonda, cosicchè il suo campo visivo ė rettangolare e piatto.

A differenza dell’uomo che ha una vista tricromatica, il cavallo non percepisce tutta la scala dei colori, infatti quella del cavallo è detta vista dicromatica, che distingue maggiormente le sfumature del verde e del grigio.

Vista e memoria visiva

Il nostro cavallo ha un’ottima memoria visiva, riesce a ricostruire mappe mentali anche con un solo passaggio in una località a lui sconosciuta, riesce a ricordare gli elementi dei luoghi e si rende immediatamente conto dei cambiamenti avvenuti.

L’elemento della memoria visiva è molto importante nella fase di doma, dove il cavallo associa e memorizza oggetti che possono essere positivi o negativi. Questo è un fattore al quale bisogna dare molta importanza, perché a volte una associazione negativa potrebbe diventare un problema difficile e lungo da cancellare.

Il tapetum lucidum e la membrana nittitante

I cavalli sono molto sensibili ai fasci di luce ed ai riflessi o cambi di luminosità, questo perché il cavallo è dotato di una struttura riflettente detta “tapetum lucidum” che gli permette di avere una visione notturna superiore anche del 50% rispetto a quella dell’uomo. I cambiamenti repentini di luminosità rendono la sua vista sfocata ed ecco spiegato perchè temono di passare da un luogo luminoso ad un luogo buio, come quando deve salire sul trailer.

Ogni occhio è protetto da una palpebra che lo aiuta a mantenere l’occhio umido e a proteggerlo da particelle estranee. I cavalli possiedono inoltre una terza palpebra detta “membrana nittitante” che ha la capacità di chiudersi parzialmente per proteggerlo da oggetti volanti.

Prevenzione e cura dell’occhio del cavallo

Come tutte le parti delicate anche gli occhi del cavallo possono soffrire di problemi oculari, come congiuntiviti, ulcere corneali, cataratte o uveiti. Per prevenire i problemi oculari bisogna prendersene cura saltuariamente tenendoli puliti e rimuovendo eventuali detriti o secrezioni, usando un panno pulito per ogni singolo occhio. Durante l’estate se lasciati all’aperto è bene utilizzare maschere per cavalli a protezione da insetti e polveri. Naturalmente è bene dedicare loro dei controlli veterinari regolari e prevedere una dieta bilanciata che comprenda vitamine e minerali.

Come per tutto ricordiamo che qualsiasi dubbio o problema è sempre meglio consultare un veterinario. L’occhio è un organo delicato che richiede adeguate cure.

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