Un incontro multidisciplinare tra scuola, famiglie e volontariato

Trepuzzi – Venerdì 13 marzo 2025, la cittadina salentina ha ospitato “DSA: Nuovi Scenari”, un convegno pubblico dedicato ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) che ha visto la partecipazione di professionisti, docenti, famiglie e rappresentanti del volontariato. L’evento, svoltosi in Via Calvario 11, è stato promosso dal CSV Brindisi-Lecce Volontariato nel Salento, in collaborazione con l’associazione Mani Solidali e il Forum delle Famiglie, e ha rappresentato un momento di approfondimento sul tema dell’inclusione scolastica e del sostegno alle famiglie.

Apertura dei lavori: l’importanza della collaborazione sociale

Anna Capodieci, portavoce di Mani Solidali, ha introdotto l’incontro sottolineando il valore della collaborazione tra scuola, associazioni e comunità:«Parlare di disturbi specifici dell’apprendimento significa parlare di diritti, opportunità e inclusione reale. Le famiglie affrontano spesso percorsi complessi e il sostegno della comunità diventa fondamentale».Il presidente del CSV, Luigi Conte, ha evidenziato il ruolo strategico del terzo settore come ponte tra istituzioni, famiglie e scuola:«Il volontariato può valorizzare talenti e stili di apprendimento diversi, contribuendo a un sistema educativo capace di accogliere tutti gli studenti senza lasciarne indietro nessuno».

Approfondimenti specialistici: didattica, neuroscienze e diagnosi precoce

Il cuore del convegno ha visto interventi di alto profilo scientifico e pedagogico. La pedagogista Anna Sava, esperta in psicopatologia dell’apprendimento, ha rimarcato che la scuola inclusiva non si limita all’applicazione di strumenti normativi, ma deve costruire ambienti capaci di valorizzare le differenze e promuovere il benessere emotivo degli studenti.La neuropsichiatra infantile Loredana Gennaro ha approfondito l’importanza della diagnosi precoce, evidenziando come interventi tempestivi possano migliorare significativamente l’esperienza scolastica e la motivazione dei ragazzi con DSA:«Prevenire significa coinvolgere non solo le famiglie, ma l’intero sistema scolastico, con strumenti e strategie condivise».

 

Il dibattito con famiglie e operatori scolastici

Uno dei momenti più partecipati è stato il confronto con il pubblico, con interventi del pediatra Dott. Longo, di docenti e operatori della comunicazione. Tra le riflessioni emerse, un tema chiave ha suscitato particolare interesse:come mai alcuni studenti con DSA, cambiando scuola o istituto, riescono a migliorare notevolmente i risultati, arrivando a medie dell’8 o del 9? La risposta individuata nel dibattito è stata unanime: occorre rafforzare la formazione obbligatoria dei docenti sui DSA e garantire un’applicazione uniforme degli strumenti di inclusione.

Sfide e prospettive per il sistema educativo

L’incontro ha messo in luce l’urgenza di una visione coordinata a livello nazionale: se ogni scuola applica il proprio Piano Didattico Personalizzato (PDP), manca spesso un filo conduttore condiviso tra istituzioni, professionisti e famiglie. La creazione di reti educative territoriali può favorire strategie comuni e più efficaci per sostenere gli studenti con DSA.

Verso una comunità educante consapevole

La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra relatori e partecipanti, confermando il forte interesse della comunità per l’inclusione educativa e la formazione dei docenti. A tutti i partecipanti è stato rilasciato un attestato di partecipazione, simbolo del valore formativo dell’iniziativa.L’esperienza di Trepuzzi dimostra che il confronto tra scuola, volontariato e professionisti rappresenta uno strumento concreto per costruire una comunità educante capace di affrontare le sfide dell’inclusione scolastica e valorizzare le differenze come risorsa.

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