La direttrice regionale di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa, Heba Morayef, dichiara che in Libano “l’incubo per i civili è diventato ancora più terrificante, proprio poche ore dopo che il mondo aveva accolto con cautela il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e l’Iran“. E aggiunge:
I civili in Libano stanno già pagando un prezzo insopportabile, con bambini, operatori sanitari e giornalisti tra le vittime: gli ultimi attacchi aggravano questo devastante bilancio umano”.
E fa un appello, l’ennesimo: “Ribadiamo l’urgente necessità che Israele rispetti i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e garantisca la protezione dei civili. Israele ha una storia spaventosa di attacchi illegali in Libano e di una spietata indifferenza per la vita dei civili, alimentata dall’impunità di cui i funzionari israeliani ritengono di godere.”

Ma stavolta si va dritti al punto della questione. Infatti Heba afferma:

“Questi attacchi ci ricordano che gli Stati devono interrompere immediatamente il trasferimento di armi a Israele, dato il rischio concreto che vengano utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”.

Fatima, testimone degli attacchi appena sferrati, ha descritto le scene devastanti dopo che l’attentato ha colpito l’edificio di fronte a casa sua a Salim Salam, Beirut. «Era apocalittico, corpi a terra, sangue ovunque», ha raccontato ad Amnesty International. «Ho visto innumerevoli adulti e bambini feriti. Ho continuato a camminare, ma la scena era la stessa anche negli altri quartieri. Non sapevo dove andare. Ho camminato senza meta, cercando di arrivare il più lontano possibile. È stato un incubo».

Intanto, sul fronte interno, Netanyahu si trova in una situazione molto delicata. Le sue ultime dichiarazioni contraddicono apertamente le promesse fatte all’inizio della guerra, cioè rovesciare il sistema e trasformare l’Iran in un paese amico di Israele. Secondo quanto riportato dai media israeliani, Israele non avrebbe neanche partecipato ai negoziati per questo fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Ecco perché Netanyahu risulta politicamente danneggiato da tutto ciò. Il suo reale obiettivo è sconfiggere Hezbollah e disconnettere il Libano dall’Iran, perché ciò dimostrerebbe che è lui ad avere il controllo, che è lui a dettare legge, e che questa guerra continuerà.

Jodie Ginsberg, CEO del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), afferma che l’attacco con droni israeliani ha ucciso un altro giornalista operativo sul campo: Mohammed Wishah di Al Jazeera. Dichiara Ginsberg:

“È uno schema che abbiamo osservato costantemente dal 7 ottobre: più di 260 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi a Gaza dall’inizio della guerra. Ciò rende Israele il più grande assassino di giornalisti da quando il CPJ ha iniziato a documentare queste morti nel 1992. Ha ucciso più giornalisti di qualsiasi altro governo, di qualsiasi altra forza militare al mondo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.