Del 4 Febbraio 2024 alle ore 13:09

(Sarcasticamente rivolto ai potenti e ai prepotenti)

V’è una tendenza nell’uomo, che è quella di innalzare lo spirito ad alte dimensioni o affossarlo nelle più basse profondità dell’animo umano e, ciò, si può ostacolare solo con la ricerca del significato.

 Oggi, riflettiamo sulla parola Umiltà.

 Vediamo in estrema sintesi come la maggior parte dei Vocabolari di italiano, archivino il termine Umiltà:

Sentimento e conseguente comportamento improntato alla consapevolezza dei proprî limiti…”

Quindi, la parola umiltà potremmo usarla per descrivere noi stessi agli altri, solo per un eccesso di modestia, ma non potremmo mai permettere ad altri di chiamarci Umili.

Quando diciamo ad una persona: complimenti, ti devo elogiare perché sei una persona umile…

…dobbiamo pur sapere che, la persona destinataria di quella aggettivazione, potrebbe anche offendersi poiché, l’umiltà, è una condizione sottomessa, giammai una virtù. Anzi.

Perché, l’umiltà, oltretutto, si scontra fragorosamente con la Dignità.

Non permetto a nessuno di toccare la mia Dignità. A costo della mia stessa vita

La umiltà, è una delle invenzioni dei potenti (ed anche dei prepotenti), che per edulcorare la condizione di un individuo, misera e disagiata, affinché egli non si ribelli alle ingiustizie sociali, la fanno passare intellettualmente come una virtù.

In realtà, l’Individuo che si dichiari umile, riconosce, così, la superiorità dei potenti e dei prepotenti e, di conseguenza, la sua sottomessa inferiorità.

Volete un prova di ciò che sostengo?

Quando un Potente (o un Prepotente) maltratti un cittadino che non possa e/o non sappia difendersi, si dice di chi ha abusato del “Prossimo”: “Lo ha umiliato”. Quindi lo ha offeso. Perché lo ha sottomesso.

E, qui, scatta il doppiopesismo.

Di contro, si dice al poveraccio di turno per confortarlo: “…non ti preoccupare, perché quando morirai, la Tua umiltà ti porterà direttamente in Paradiso”.

Questa frase, mette in condizione il disagiato di consolarsi perché, “lassù”, il Paradiso, è degli umili e degli ultimi.

E così, “l’umile”, non reagirà contro i prepotenti della Terra, per non perdere anche la unica “chance” ultraterrena che gli rimane.

Avete compreso perché chi gestisce il potere, riesce a sottomettere il popolo?

E si, perché, poi, se l’umile dovesse reagire contro il Potente ed il Prepotente di turno, con una bella bastonata sul groppone di chi sfotta il suo stato, Dio lo punirà perché, il disagiato, si, è vero, che è umile, ma è anche violento.

Quindi, alcuna pietà per l’ultimo che è pure violento.

Dalle parti nostre si dice: “cornuto, vattuto (picchiato) e cacciato di casa”

Molto spesso si suole dire ad un poveraccio in sofferenza sociale: Consolati, anche San Francesco era una persona umile.

E no. Non ci sto.

C’è una enorme differenza tra San Francesco ed una persona socialmente umile.

San Francesco era un uomo ricco, bello, potente, guerriero insomma non gli mancava nulla.

Decise ad un certo punto della sua vita, comunque dopo aver ricevuto in battaglia una palla di ferro in testa che lo mandò in coma (quantomeno così raccontano alcune cronache che riportano episodi di quel tempo, e non so quanto attendibili), di spogliarsi di tutti i suoi averi e di predicare l’umiltà. Quindi, si è trattato di una scelta di vita, e giammai di uno stato sociale.

Quindi, una cosa è che un individuo ricco e bello rinunci a tutto ciò che ha, ed un’altra è che un individuo povero e senza beni, rinunci al nulla, causa del suo stato.

Insomma, voglio ricordare ciò che disse il Giudice Davigo, nel corso di una trasmissione Tivvù a proposito delle Suore di Clausura (magari anche in maniera religiosamente discutibile): “Provate a mandarle in discoteca per due/tre giorni, e poi vedrete”…

Dal canto mio (ripeto, col dovuto distinguo e con il dovuto rispetto verso le scelte di pura vocazione religiosa), sostengo però al pari: provate a regalare un biglietto da un milione di euro della lotteria ad un individuo notoriamente descritto come un “Umile”, e poi vedrete…

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica

L’articolo Per ricordare il senso dell’umiltà è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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