L’Università di Oristano è una sede distaccata dei due principali atenei sardi di Sassari e Cagliari. Oltre alle materie legate al turismo, all’agricoltura anche iperspecialistica, alla tecnologia alimentare e qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, vanta una rinomata Scuola di specializzazione in beni archeologici che attira laureati da tutto il mondo.

La Scuola di specializzazione in beni archeologici, “Nesiotikà”, è il fiore all’occhiello dell’Università di Oristano (U.N.O.), organizzata e offerta dal Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università degli studi di Sassari, e offre competenze di elevato livello ai laureati.

L’obiettivo della Scuola di Specializzazione è la formazione di specialisti con un profilo professionale specifico nel settore della tutela, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio culturale e archeologico inerente l’archeologia delle isole del Mediterraneo e dell’Atlantico in tutte le dimensioni cronologiche (antichità, medioevo e post-medioevo).

La sua denominazione completa è, infatti, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Nesiotikà – Insulae Maris Nostri et Externi“, proprio a tracciare con maggiore evidenza gli ambiti geografici a cui si fa riferimento nel percorso formativo, ossia il Mediterraneo (le isole del Mare Nostro) e l’Atlantico della Penisola Iberica e del Marocco (i Mari esterni).

L’offerta didattica della Scuola è articolata in 4 curricula, dei quali uno prevede un doppio percorso:

  1. Archeologia Preistorica e Protostorica
  2. Archeologia Classica (percorso standard e percorso di archeologia subacquea)
  3. Archeologia Tardo-antica e Medievale
  4. Archeologia Orientale.

Quest’anno, a gennaio, si è diplomata a Oristano anche la dottoressa Asma Cherni, nata a Tunisi ove ha frequentato il liceo scientifico, e laureata a Sassari a seguito del corso di studi triennale in Belle Arti.

Asma è arrivata a Sassari nel 2018 con un progetto di formazione, grazie ad un accordo tra l’Università di Tunisi e l’Università di Sassari.

Dopo la laurea triennale in Belle Arti ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia Classica, e ha partecipato a numerose attività e tirocini di restauro, campagne di scavi archeologici, laboratori grafici e fotografici, e progetti di ricerca in Sardegna.

Asma è soltanto una fra i più recenti diplomati, e fra tutti coloro che hanno seguito i corsi di studio dell’Università di Oristano, provenendo dall’estero.

Però il legame tra l’Università di Oristano e la Tunisia, soprattutto in campo archeologico, è assai risalente nel tempo e ha prodotto legami molto forti tra gli atenei, i professori – ricordo in particolare le campagne di scavi e i gemellaggi in cui tanto ha creduto il professor Momo Zucca.

Con la guida della relatrice prof.ssa Elisabetta Garau, la dott.ssa Cherni ha presentato la tesi “I mosaici di Dioniso nell’Africa romana” conseguendo il voto di 110/110 e lode.

Il tema dei mosaici dell’Africa romana – che coincide grosso modo oggi con gli Stati del Maghreb – non poteva che essere caro a una ragazza tunisina, considerato l’enorme bacino di preziosissimi e intatti manufatti a tessera di marmo o pietra rimasto intatto in Tunisia e concentrato in alcuni musei (soprattutto il Bardo a Tunisi e il Museo archeologico della Medina a Sousse), o custodito ancora nei vari siti di scavo.

Le Università Tunisine (innanzitutto Sfax, Tunisi, Monastir, Sousse) sono dunque in Africa delle punte di diamante nel settore dell’archeologia, pertanto è un doppio punto d’onore quello che hanno conquistato le Università di Sassari e Oristano nell’accogliere in Italia una studentessa così meritevole.

Faccio ovviamente tanti auguri non solo ad Asma, ma a tutti i suoi colleghi studenti degli atenei che ha frequentato e che stanno continuando a formarla. Nella speranza che aumentino sempre di più gli scambi culturali e di studio fra l’Italia e la Tunisia, anche grazie ad Asma e alla sua storia e ai suoi successi.

 

 

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