Del 23 Marzo 2024 alle ore 19:11

di Antonino Giannone 
Buona Pasqua, con questa poche e semplici parole, ci saluteremo, con Amici e conoscenti, tra pochi giorni. Ma nell’era dell’Intelligenza Artificiale proviamo a ricordare a noi stessi e a chi rivolgiamo queste parole, il significato etimologico e storico della parola Pasqua. 
A me sembra che, in questi ultimi decenni, noi che ci professiamo cattolici laici, a Pasqua, siamo in tanti che non presentiamo più il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo: Via – Verità – Vita.
Infatti, ormai molti di noi, a mio avviso e, non da solo, abbiamo dimenticato le virtù etiche come il Coraggio e la Trasparenza nel dire le cose con il loro nome, ma preferiamo uniformarci agli standard del linguaggio politically correct e del pensiero debole.
A Pasqua e a Natale gli Auguri sono generici e veloci come fanno tutti, a voce con cellulari, con sms, chat, tweet, whats up che hanno fatto dimenticare il significato di queste ricorrenze alle generazioni dei più adulti, ma soprattutto non e’ stata spiegata alle giovani generazioni Zeta e Alpha. In pratica, non si fa più alcun richiamo alle origini, alla profondità del significato della parola Pasqua!
Pochi richiami sulla genesi storica: la decima piaga d’Egitto e il passaggio del Mar Rosso da parte del popolo degli Ebrei verso la terra promessa.
Nove piaghe non bastarono a convincere il Faraone d’Egitto a lasciare andare il popolo degli Ebrei, ridotto in schiavitù. Fu così che Dio si risolse a scagliare una decima piaga, la più tremenda: la morte dei primogeniti maschi d’Egitto.
Ogni famiglia ebrea avrebbe dovuto sacrificare un agnello, e col sangue segnare gli stipiti e l’architrave della porta. Dio, inviò un vento, sceso sull’Egitto per uccidere il primogenito maschio di ogni famiglia, ma che avrebbe riconosciuto, da quei segni sull’architrave, la presenza di figli di Ebrei e sarebbe passato oltre.
Fu così che la volontà del Faraone fu piegata, e gli Ebrei potettero partire, abbandonando l’Egitto passando oltre il Mar Rosso.
Questo fu il famoso Esodo.
Alcuni cenni sulla Pasqua ebraica che festeggia la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù dell’Egitto. L’origine della Pasqua, secondo il Nuovo Testamento, risale alla crocifissione di Gesù, episodio che coincide con la vigilia della celebrazione di quella ebraica.
La Pasqua cristiana si pose sul tracciato della Pasqua giudaica, ma trasformandola profondamente. L’etimologia fu interpretata affine a pathein, soffrire, per avvicinare la celebrazione alla Passione di Cristo. Ne nacque la festa più importante di questa religione: Gesù Cristo, agnello di Dio, che prende su di sé la colpa dell’uomo e vince, per tutti, la morte. Dunque per noi Cristiani Pasqua è la Resurrezione di Gesù Cristo, figlio di Dio, incarnatosi uomo che sconfigge la Morte e cancella il Peccato originale che pesava sull’umanità dai tempi di Adamo ed Eva.
Secondo i Vangeli, tre giorni dopo la sua morte in croce, il Cristo risorge vittorioso.
Dunque, la domenica di Pasqua è  il giorno della Resurrezione di Gesù dai morti che è il fondamento della fede cristiana e che dà la Speranza della Vita eterna in modo estensivo a tutta l’Umanità, secondo la Promessa fatta da Gesù stesso: ecco dunque che la Pasqua è la novità, il mistero centrale della storia dell’uomo.
Nel terzo Millennio dopo Cristo, in modo estensivo per tutti, la Pasqua è anche chiamata la festa della speranza dai credenti, ma anche dai non credenti.
Scusate queste precisazioni, da laico, che un Sacerdote potrebbe veramente presentare in modo più approfondito, ma ho sentito di farle con considerazioni e riferimenti storici che sono alla portata di tutti sulle piattaforme di Internet, e perché ci tengo a fare, a modo mio, a Voi che mi leggete i miei Auguri di Buona Pasqua, in Jesu et Maria.
Antonino Giannone
Presidente Ass.ne Umanesimo ed Etica per la Società Digitale (www.umanesimodigitale.eu)
Membro di Comitati Tecnico/Scientifici: A.N.I.M. (Associazione Nazionale Italiani nel Mondo,
Civilta dell’Amore- ENTD- Eurilink University Press- UCID. 

L’articolo Buona Pasqua: gli Auguri al tempo dell’Intelligenza Artificiale, tweet, chat,sms,  whats up.  è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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