Del 23 Marzo 2024 alle ore 16:03

Città e natura sono un insieme ordinato e dinamico: caos e cosmos. Nella polis, Hestia è la dea del focolare e degli spazi privati, Hermes è la socialità. Phalòs è attraversato da dinamiche caotiche e topologiche che creano omphalos: archetipi della polis e della casa, vivenze non fondate sull’epistemica ma sull’ontopoietica. Un paradigma dell’Essere nel caososmos e una decostruzione della physis si ha con nuovi modelli della teoria delle catastrofi, oltre Thom: il diadema, la sfera ombelicale, la sfera metaedrica, la diafarfalla, la tetradiafarfalla, la anfitetradiafarfalla, le anfittradiafarfalle. La farfallacuspide inventa il nuovo, il metaedro conserva le vestigia, la tetrafarfallacuspide dispiega socialità individuali e collettive. Modelli di supercorde fullereniche, superstringhe e singolarità danno vita a un sistema intelligente con simultaneità operative. In particolare: c’è un apeiron tra la topologia e le supercorde di Veneziano: la cronospazialità immaginaria di Hawking: un chaosmos d’interpretanza catastrofica.

La città ed il mondo dell’abitare, come la natura sono un’insieme ordinato ed elemento dinamico: caos e cosmos: elementi che intervengono a turbare equilibri preesistenti per creare eventi nuovi in continua progettazione: una costruzione e decostruzione della physis oscillante tra pratica ontologica, ermeneutica ed epistemica.

Il fullerene, la città e il caosmos

Realtà subatomiche e nanotecnologie consentono nuovi materiali subatomici quali il fullerene ed una nuova modalità di intendere progettazione e l’abitare, non più fondati sulla conoscenza epistemica o ermeneutica: un’interpretazione ontopoietica: nuovo paradigma di concepire l’Essere stesso nelle sue trasformazioni nel caoscosmos che interagisce con la Natura e l’uomo e si relaziona con le catastrofi dopo Thom.

Hestia e polis: spazi privati e spazi pubblici

Nella polis la dea del focolare, è Hestia che è al centro degli spazi privati della casa invece Hermes, è epicentro della socialità pubblica. Hestia, da “histoi” pilastri di legno, è metafora statica dello spazio abitativo, “histos” è telaio versale in salienza, simbolia tecnologica della spazialità produttiva. Hestia quale primigenia creazione mitologica della spazialità cheotica, sintesi dell’abitabilltà e dell’attività produttiva.

Phalòs e omphalos: la natura e l’uomo: le catastrofi dopo Thom Phalòs”, “essia”, quale essenza immutabile o “osia”, quale mobilità, movimento cangiante. Phalò” comunicanti e generanti “omphalos” della spazialità pre-post-produttiva ed “omphalos” della comunanza dinamica della polis. Phalò”: instabilità d’una struttura stabile, invariante rispetto ad uno spazio prefissato, ma attraversata da dinamiche caotiche e cheotiche (χέω, versare, avente direzionalità) topologie fluttuanti recreanti attanze spaziali: “omphalos”

Lo spazio della polis e la casa

L’”omphalos” dello spazio abitativo-produttivo e dello spazio della polis è l’archetipo che sintetizza l’economia con la spazialità urbana e della casa. Ha anche la valenza pregnante di modello topologico del media-room ove l’indeterminatezza spaziale, annuncia la spazialità della nuova renaissance. L’”omphalos” della megalopoli assumerà una figura di regolazione ad ombelico nell’interno del quale la scienza e la tecnologia fluttuante ricreeranno dinamicità spaziali caotiche e cheotiche, eutopiche, distopiche.

La Natura e l’uomo trovano nella spazialità dell’”omphalos” una nuova formalizzazione delle catastrofi ombelicali Alcune ricerche di Plescia  hanno introdotto delle metodologie per la generazione di modelli topologici dotati di complessità superiori alle catastrofi Renè Thom, medaglia Fields per la matematica: Le singolarità del processo sono dispiegate dalla spirale catastrofica che ampliano precedenti ricerche.

I nuovi modelli oltre Thom  el’Hi-Tech-space.

Il modello assunto è archetipale, sintagmatico, qualitativo. Si tratta della costruzione di metaedri, modelli topologici complessi clonati da un centro organizzatore e della costruzione di struttura costituita da più poliedri: il diadema, la sfera ombelicale, la sfera metaedrica, la farfallacuspide, la tetrafarfallacuspide, la collana. In particolare la farfalla-cuspide è rappresentazione topologica dell’alterità sociale quale desideranza spaziale che inventa il nuovo: è pregna di eventi.

Il dispiegamento della dialogia

Col dispiegamento della dialogia farfalla-cuspide: si è ottenuto un ombelico parabolico ove la prevalenza della socialità renderà tangibile la differenza e la recreanza mentre l’ellittico interno al parabolico sarà la rappresentazione topologica dell’alterità sociale emergente quale desideranza spaziale attante verso futuri universi.

Nella singolarità implosa della tetradiacuspide sorgerà l’anfitetradiacuspide. La singolarità del metaedro conserva il passato solo come vestigia, strutture creodali. Dall’altra parte, dalla tetradiacuspide potrà sorgere anche l’anfitetrafarfallacuspide. la tetrafarfallacuspide, la socialità individuale-collettiva, i media di produzione

Da una delle sezioni a parabola delimitanti la tetrafarfallacuspide s’epigenera una singolarità ombelicale parabolica, sintesi archetipica di configurazioni morfogenetiche elaboranti gli stimoli esterni, secondo la propria topologia fluttuante, dispieganti attanzialità creative della socialità individuale e collettiva.

La tetrafarfallacuspide esprime la dialogia tra intelligenza della socialità espressa in desideranza spaziale interagente con la spazialità dei media di produzione.

Catastrofi volanti e modelli generati dalla farfalla

Il dispiegamento ombelicale, contenente le catastrofi cuspidali, appare come l’archetipo delle catastrofi volanti: idonee a rappresentare forme complesse e variegate. Introduciamo le superfici catastrofiche, in un altro lavoro chiamate sfere metaedriche: siamo interessati a modelli generati dalla farfalla: la diafarfalla, la tetradiafarfalla, la anfitetradiafarfalla, la anfittradiafarfalle.

L’archetipo

Un archetipo è prodotto dall’interagire tra cuspide-media e farfalla-socialità: l’onda dell’apparenza della desideranza induce cambiamenti ma è preda del riemergente: è l’archetipo rappresentato dall’ombelico iperbolico: questi sono nuovi modelli e configurazioni della teoria delle catastrofi dopo Thom:

Le teorie di Kaluza-Klein: la diafarfalla e l’anfitetradifarfalle

L’uso della teoria delle catastrofi permette di giungere, in un modo più semplice, allo stesso risultato delle teoria di Kaluza-Klein. Sostituiamo connessioni lineari tra le sfere con superfici catastrofiche ombelicali: si tratta di costruire connessioni, attraverso le tracce delle anfitetradifarfalle sulla sfera metaedrica, fra i metaedri stessi ed uno o più ombelichi.

Le work-station

Il paraboloide configurato dalla diafarfalla, emette una catastrofe ombelicale. Ogni sfera densamente catastrofica esprime una singolarità produttiva: una work-station, più work-stations rappresentano una factory, o una stringa di work-stations è un’unità produttiva diffusa nello spazio. Di conseguenza ogni work-station o space-lab è collegato attraverso un flusso di comunicazioni, di merci materiali o immateriali.

Le comunicazioni materiali ed immateriali

Le comunicazioni materiali sono identificate in un ombelico ellittico, le comunicazioni immateriali in un ombelico iperbolico, ove esiste la compresenza di materialità ed immaterialità in un ombelico parabolico secondo un’interpretazione dell’autore del testo. Pertanto, questa nuova configurazione sostituisce il reticolo di Kaluza.

Il modello topologico di Stephen Hawking ed i Black-Hole

Stephen Hawking ha capovolto la visione del Black-Hole: ha disvelato nella spazialità relativistica l’ipospazio soggiacente che è una “superentità” della topologia fluttuante. Si eventua un chiasma ipospaziale: l’isteresi del chiasma virtuale potrà essere numerizzata attraverso la cuspide topologica ed è possibile inscrivere quel paradigma descritto coi numeri immaginari in varietà topologiche o in trivarietà.

I Black-Hole come singolarità 

Di conseguenza, la bivarietà virtuale immaginaria si inabissa nell’ipospazio d’un toro topologico attraversando una stringa cosmica formata da una bivarietà topologica. Mentre la doppia bivarietà toroidale si disvela quale singolarità virtuale del chiasma topologico tale da far apparire i Black-Hole singolarità uniche.

Le singolarità dello spazio-tempo e le cronotopie della relatività quantistica

Le parti stabili del Black-Hole s’immaginano instabili, per l’indeterminatezza di Heisenberg: non si potrà sapere, con precisione, lo status degli eventi interni al Black Hole. D’altra parte getti quantici instabili e virtuali, se simmetrici, creeranno un campo gravimagnetico implosivo e se asimmetrici, un campo di fissione esplosivo genesi della materia o antimateria: singolarità dello spazio-tempo, cronotopie della relatività quantistica.

Il chaosmos: è infinito, infinitesimo

Esiste una discrasia o un “apeiron” tra la regione della topologia fluttuante o di Planck e la cronospazialità immaginaria di Hawking, tra Wheeler e la teoria delle supercorde di Veneziano: tra la dimensione 10-35 e la 10-18, ove si calcola l’unificazione di tutte le interazioni fondamentali, esiste una mondità, un cosmo, un chaos, meglio: un chaosmos si guardi a tal proposito il video “da zero a infinito: la lunghezza di Planck”. Forse non regna l’instabilità fluttuante del tempo e della spazialità, ove il principio di indeterminatezza si svela quale principio ermeneutico o d’interpretanza catastrofica.

La varietà topologica

Si potrà classificare una varietà topologica che disveli un’area, ove fluttuino singolarità metastabili, interpretabili con una nuova ermeneutica quantistica. C’è un chiasma di interagenza tra le mondità: la stabile o cronotopica immaginaria, la instabile, fluttuante e chaotica, la metastabile e metamorfica od ontologica: lì le singolarità si eventuano in trivarietà a densità assoluta o relativa.

La morfogenesi chaosmica

Quando gli eventi virtuali trovano una morfogenesi chaosmica in sé, la loro metastabilità si disvelerà in una trivarietà: genesi di eventuale materia, o energia, o antimateria. La morfogenesi subquarkica è l’evento metastabile che genera più interessere: se si desidera interpretare la sua morfologia dinamica superficiale, l’ermeneutica coinciderà con le teorie delle supercorde o delle membrane, ove le dimensioni energetiche sono eventuabili con la supersimmetria quantistica o graviquantica.

La ontologia quantica

Invece, se si immergesse la sonda nell’intimità chaosmica della varietà, per consentire una simmetria con gli eventi graviquantici, si disvelerà la mondità della ontologia quantica. La trivarietà nella sua spazialità topologica, è abitata dall’orbita di un superquark, o gluone, o leptone, nel toroide. La loro morfologia sarà super simmetrica ai graviquark o fotogluoni, ma con incastri infinitesimi ed infiniti dalla dimensione 10-18 fino alla topologia fluttuante del 10-35: varietà supersimmetriche immaginarie supergravitazionali.

Queste ultime si eventuano nel nucleo della trivarietà del subquark, o subgluone declinabili con un ermeneutica quantica in: morfoquarks, o archiquarks chaosmici: ove sarà previsibile ed interpretabile l’essenza morfologica e topologica.

La dimensione chaosmica ed immaginaria di Gödel

Là si disvelerà l’essere chaosmico degli arkquarks: essenze immaginarie della cronotopia supersimmetrica delle trivarietà metastabili, nella dimensione chaosmica ed immaginaria delle ricerche di Gödel. Le singolarità morfogeniche disvelano modelli di arquarks orbitanti intorno ad eccentrici ontoquarks: si danno quale fondatezza degli eventi virtuali ed immaginari metastabili, interpretabili quali prodromi delle superstringhe, o supergravità, supercorde, o membrane unificanti le interagenze fondamentali.

L’alterità chaosmica e le singolarità

Oppure potranno essere la morfogenesi degli eventi disvelati nelle dimensioni dell’alterità chaosmica: buchi neri, sinergie delle cronotopie, solitoni virtuali, tempo immaginario originario, metastabilità topologica della regione fluttuante di Planck. Quelle singolarità metastabili chaosmiche, potranno essere dei vari attrattori quantistici o attanti quantici.

Gli arkquarks possono essere attrattori quantistici, prossimi alla teoria della supergravità o superstringhe, o supercorde, o supermembrane supersimmetriche. Oppure alle teorie della grande unificazione delle interazioni fondamentali la cui morfologia sarà interpretabile con l’ermeneutica quantistica: la morfogenesi topologica può essere passibile d’interpretanza con l’ontologia quantica. Si è in presenza d’una ermeneutica quantistica, utile per creare il sintagma delle interagenze fondamentali.

Progetto per la costruzione di fibre al fullerene e brevetti con tecnica laser

La struttura fullerenica può dare alla luce superstringhe in fibra e supercorde di fibre attraverso la sperimentazione e la costruzione fibre al fullerene o al diamante sferico, supercorde, supervarietà al fullerene. E’ possibile articolare le molecole sferiche, simili al diamante ma sferico, per progettare e costruire buckytube o buckyfiber.

La formula per costruire le fibre con molecole sferiche, derivante dalla grafite, è di immaginare una composizione supersimmetrica con la quantistica, utile per lasciarsi attraversare da una singolarità di raggio laser. Le sfere molecolari fullereniche consentono di criptare sé stesse per supersimmetria o criptare archetipi e singolarità isologiche e topologiche.

Le supercorde fullereniche e le singolarità

Le supersfere fullereniche formano delle cuspidali supercorde laserizzate di conseguenza, la singolarità, genesi delle supercorde fullereniche, avvolta da una gabbia di Faraday, tetracuspidale, cripta una varietà topologica al fullerene cuspidale. Pertanto il sistema funzionerà come se fosse una microstruttura o microimpianto al fullerene.

Per le varietà cuspidali topologiche è necessaria una gabbia di Faraday capace di creare singolarità increspate in un toroide topologico o in una trivarietà a tricuspide attraverso la sublimazione laser. In altre parole si è in presenza di una flessibilità intelligente grazie alle supercorde criptate nel vuoto della tetracuspide, singolarità cuspidale delle supercorde fullereniche che, in interazione con la superstringa e le singolarità cuspidali, daranno alla luce al primo sistema intelligente di fibre capace di compiere simultaneità operative.

In termini epistemici: si è in presenza di una tecnè con-fusiva dei tre hardware: il pc, il laser, le fibre.

L’articolo La natura e l’uomo è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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