Del 30 Marzo 2024 alle ore 05:10

Dal  debito comune per la produzione di vaccini all’indebitamento comune per acquisto di armi, da una Unione verde, digitalizzata e inclusiva, a una Unione che spende per armamenti.

Improvvidamente il rischio di guerra, che coinvolge l’Europa diventa sempre più concreto.

La tragedia della seconda guerra mondiale aveva generato la speranza, che fosse bandita per sempre dal tavolo delle decisioni degli stati la guerra.

Le dichiarazioni della tedesca Ursula von der Leyen su una UE, che deve armarsi di più e meglio, alla decisione della Germania se inviare i missili Taurus, che possono colpire al cuore la Russia e, Macron che vorrebbe soldati della UE in Ucraina.

Un pericoloso sbrego della democrazia e la retrocessione degli europei, a sudditi. Doveroso interrogarsi se queste dinamiche, che appaiono irrazionali e incoerenti con le finalità della costruzione dell’Unione ovvero di uno spazio di pace possa avere dei beneficiari.

Ebbene la risposta è si!

La guerra in Ucraina e a Gaza premia la Borsa di Milano e, in particolare aziende come Leonardo che ha triplicato il valore di borsa.

IL secondo investitore dopo gli Stati sono le banche, che hanno colto l’opportunità di business dalle armi e quindi dalle guerre.

La Ricerca commissionata da Finanza Etica e realizzata dalla tedesca Merian Research, specializzata, in problematiche sociali e ambientali ha identificato i soggetti privati che investono nel settore delle armi.

Sono 80 i miliardi investiti dalle banche europee nella produzione di armi.

La spesa complessiva del settore militare a livello globale nel 2023 è stata pari a 2070 miliardi di euro.

I nomi delle banche francesi, tedesche, svizzere ?

BNP PARIBAS, DEUTSCHE BANK, CREDIT AGRICOLE, UBS, SOCIETE GENERALE.

I maggiori investitori sono comunque Vanguard (92 miliardi), State Street (68 miliardi), BlackRock (67 miliardi), Capital Group (55 miliardi), Bank of America (45 miliardi), JPMorgan Chase (33 miliardi),Citigroup (28 miliardi), Wellington Management (27 miliardi),  (25 miliardi) Morgan Stanley  (24 miliardi) e WELLS FARGO

L’indice FTSE Mib è cresciuto del 30% dall’inizio della guerra.

Questo indice è molto importante per il mercato italiano, in quanto comprende le quotazioni delle prime 40 società con la maggiore liquidità di capitale, che operano all’interno dei più importanti comparti economici italiani.

Lo spread sceso a 131 punti base da quasi 145 di settembre 2022.

La guerra in Ucraina secondo alcune stime è già costata 25 miliardi di dollari.

Dai dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale il PIL della Russia crescerà quest’anno del 2,6%, stima raddoppiata rispetto a quella di ottobre scorso.

L’Italia ha speso fino adesso per la guerra in Ucraina 2,2 miliardi di euro.

Intanto gli USA registrano un debito di 33 mila miliardi di dollari pari al 132% del PIL e, usano la loro moneta come arma principale per conservare l’egemonia sul mondo.

Stampano dollari come è già successo più di mezzo secolo fa con la guerra in Vietnam e, questa fu la causa che costrinse Nixon, a dichiarare la incontrovertibilità del dollaro in oro.

Debito USA che aumenterà di 20 mila miliardi nei prossimi dieci anni. L’unica possibilità che hanno gli USA, se non vogliono aumentare le tasse è quella di stampare dollari per coprire questo debito mostre e incrementando gli scambi a livello globale.

Siamo a una nuova fase di dollarizzazione del Pianeta che ha come conseguenza, sottrazione di fette di mercato dell’euro e alti tassi di interesse che finanziano il debito USA?

In tale scenario di guerra, di fatto a Cina e Russia, la Unione Europea non rientra in una idea di Biden di disgregazione della UE?

La visita di Biden a Varsavia invece che a Bruxelles è un segnale ?

Un modo evidente per ribadire l’egemonia USA nel Mondo riaffermando, che solo il dollaro è valuta mondiale e quindi il prodotto a maggior valore che gli USA possono illimitatamente produrre e vendere al resto del mondo.

Questo rischiosissimo stato di belligeranza ha queste finalità come reale motivazione e che rappresentano un ostacolo sulla via della Pace ?

L’unico a difendere la Pace e chiedere contestualmente la cessazione della guerra resta il Papa.

L’articolo Chi guadagna con la guerra è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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