Tra i più grandi scrittori di sempre

Il libro di oggi è un capolavoro del novecento, del Premio Nobel per la Letteratura 1982 Gabriel Garcia Marquez (1927/2014)

L’avevamo conosciuto per l’altro libro il Generale nel suo labirinto.

La sua mente fu, negli ultimi anni, devastata demenza senile e non potè più scrivere.

Il fratello Jaime durante una conferenza, dichiarò che diveva parlare con Marquez tutti i giorni per aiutare a mantenere vivi alcuni dei suoi ricordi.

Già dal 1999 in una news si parlava di un ricovero del nostro autore, per il cancro linfatico.

Secondo suo fratello, la chemioterapia ha accelerato il processo di perdita di memoria. ci lascia,una vita di opere, saremo noi a ricordarci di lui.

Una forte ragione in più per togliere il libro dalla soffitta e parlare di “Cent’anni di solitudine”.

Il libro ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in 35 lingue. Stampato e ristampato ed eccolo qua.

Si parla spesso del realismo magico di Màrquez, lo notate tra le righe, è una sorta di atmosfera che rende la lettura attenta, vi straniate da ogni cosa e vi immergete nella storia.
Ci sono autori che spesso entrano in secca letteraria e scrivono storie che non emergono, quando scrive Cent’anni di solitudine ci fu il miracolo, la cultura ispano-americana che era stata fino a quel momento legata alla denuncia politica, soprattutto quella fine a se stessa, che guardava al folclore, alla testimonianza naturalistica e documentaristica, con il libro di questo colombiano condensa magicamente la pienezza dei valori di un intero continente.

L’opera segue la storia di una famiglia colombiana, i Buendía, per sei generazioni, in un immaginario villaggio sperduto tra le paludi, Macondo.

Dal fondatore del villaggio e capostipite della famiglia José Arcadio Buendía, si articolano eventi e personaggi che seguono itinerari circolari in un tempo “congelato” attraverso il quale numerose piccole vicende s’intrecciano, ma dove tutto resta sostanzialmente invariato attorno a quel fulcro centrale che è il villaggio e la vita che vi si conduce.

Un mondo di favola, dove lo stile del grande narratore vi immerge.

” …gli uomini della spedizione si sentirono oppressi dai loro ricordi più antichi in quel paradiso di umidità e di silenzio, anteriore al peccato originale, dove gli stivali affondavano in pozzi di oli fumanti ed i machetes facevano a pezzi gigli sanguinosi e salamandre dorate…”

Se fosse possibile, lo dico ai più giovani lettori, immaginate il villaggio inverosimile del popolo degli Hobbit, nel Signore degli Anelli di Sir John Ronald Reuel Tolkien, scrittore britannico, altro illustre, del quale si conosce di più il film tratto dal suo romanzo.

Richiamo l’ambientazione per agevolare la lettura del nostro libro. Buona lettura.

LA RETE

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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