Dicono del film

 Nell’immagine di Aida, un film sconvolgente e luminoso

(Ghazarian Christine, productrice et professeur de cinéma la Fémis, Paris)

Un affresco di grande umanità. L’autore, come la sua magnifica protagonista, 

si confrontano alle loro origini rendendo universale una storia di trasmissione familiare.

(Viviana Andriani, Attachée de presse et productrice, Paris)

In “La chanson d’Aida” troviamo la poesia e la grazia di un certo Truffaut, la curiosità, l’empatia e la complicità di Varda ed il potere del cinema diretto, un’esperienza creativa e trasformativa per chi viene filmato, per chi filma e per chi guarda.

(Silvestra Mariniello, prof. d’Histoire du cinéma et directrice des études cinématographiques de l’université de Montréal)

La canzone di Aida è il frutto di oltre venti anni di conoscenza, frequentazione, presenza, durante i quali Princigalli entra nelle dimore altrui e nelle loro vite, che a lui si raccontano. Nel film, grazie al film, nessuno è escluso. Tutti possono parlare e poi ripensarci. Quindi crescere.

(Viva Paci, prof. de Théories du cinéma et responsable du laboratoire en pratiques documentaires de l’École des Médias de l’Université du Québec à Montréal)

Sinossi

Nel 2002 ho girato il mio primo film in una famiglia di rom rumeni che viveva in un campo di baracche alla periferia di Bari. Vent’anni dopo, questa famiglia vive ancora in una baracca. La coppia che all’epoca era la protagonista del film, è ora in corsa alle elezioni comunali per il centro-sinistra.  La loro figlia, Aida, nel 2002 era un’adolescente sorridente,  innamorata di Di Caprio e che sognava di diventare una modella e una cantante. Oggi è madre e moglie. Soffre di depressione. Vuole divorziare e per questo è in conflitto con la sua famiglia. Ha anche avuto problemi con la legge dopo essere stata arrestata per furto. Questo film è soprattutto la storia della sua lotta per l’emancipazione, l’indipendenza e una nuova vita fuori dal campo.

Il film mostra diverse immagini del passato, molte delle quali mai viste prima e girate anche negli anni 2008 e 2014. Sono presenti anche delle animazioni poetiche per illustrare meglio l’immaginazione dei protagonisti.

Nota: “La canzone di Aida” è un primo lungometraggio del regista. Il film è dedicato alla memoria di Franco Cassano, sociologo e deputato, che fu direttore della tesi di laurea di Princigalli e supervisore del suo primo documentario che fu girato nel 2002 in questa stessa comunità di rom rumeni.

CON IL SOSTEGNO DI

Conseil des arts et des lettres du Québec

Conseil des arts du Canada

Aide au cinéma indépendant de l’ONF (Office National du Film du Canada)

SCAM France

SCAM Canada

Programme doc à risque de PRIM

INCA – CGIL

Teca del Mediterraneo del Consiglio della Regione Puglia

e 230 donatori privati

 

CON IL PATROCINIO DI

Apulia Film Commission

Comune di Bari

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.