di Carmen Marinacci

La capitale della Thailandia ha quasi 12 milioni di abitanti distribuiti su quasi 1500 kmq  di territorio; capite bene che se avrete programmato questa tappa nel vostro tour thailandese, occorre prevedere una sosta di più giorni per scoprirla fino in fondo.

Appena sbarcati quello in cui vi imbatterete sarà lo scorrere frenetico delle macchine, il rumore dei motori, l’afa dello smog e del caldo umido; ma proseguendo nella scoperta, questo biglietto da visita  sarà presto cestinato. Vi  basterà girare l’angolo delle innumerevoli strade per imbattervi in luoghi dove il tempo sembra si sia fermato, respirando l’atavica venerazione della propria tradizione e del proprio orgoglio religioso. Templi aurei in un il caos rimane fuori. C’è solo silenzio ed elevazione, con cui irrimediabilmente entrerete in simbiosi. Questa condizione di continuo adattamento allo scenario urbano, rappresenta il tratto distintivo di questa città, la sua incoerenza attrattiva. Caos ed equilibrio. Rumore e silenzio. Luci e crepuscolo. Progresso e tradizione.

Una cosa è certa. Sono tante le sfaccettature di questa città, tanto che salutarla con la  consapevolezza di averla scoperta del tutto non sarà mai appagata. Perciò i must see che vi elencherò sono solo una minima parte di ciò che vi attende.

Partiamo dalla storia, e perché gli sia stato attribuito l’appellativo di città degli angeli. In realtà, il nome originale che nel 1782 il re Rama I diede alla capitale del suo regno era composto da 43 sillabe , poi allungato di altre 21 sillabe, tutto riassunto dai thailandesi in “Krung Thep”, appunto, la città degli angeli.

Il vostro viaggio non potrà che iniziare con il visitare la miriade di templi cosparsi per la città. Fate attenzione: per entrare nei luoghi sacri in Thailandia è necessario indossare un abbigliamento adeguato e rispettoso: magliette con maniche che coprono le spalle, e pantaloni preferibilmente sotto il ginocchio. Andateci preparati per evitare sia il rischio di precludervi la visita, sia di indossare qualcosa rimediato all’ultimo secondo che possa rendervi ancora più “calda” la permanenza, viste le temperature non sempre gradevoli.

Prima tappa: Wat Pho, il tempio del grande Buddha sdraiato.

Wat in thailandese significa tempio e questo è il più antico della città, fondato nel XVII secolo. E’ la statua più grande raffigurante il Buddha, con i suoi 45 metri di lunghezza, e rappresenta il momento in cui il monaco raggiunge il Nirvana. Sarà difficile scattare una foto che lo possa immortalare nella sua interezza, ma “circumnavigandolo” rimarrete piacevolmente sorpresi dall’elemento finale: i suoi piedi sono decorati da un armonico motivo in madreperla: sono le 108 lakshana, cioè quegli elementi che lo distinguono dagli esseri mortali.

Questo tempio vi lascerà anche un altro regalo. Su un lato del tempio scorgerete le 108 urne della fortuna: con un’offerta di venti bhat acquisterete un sacchetto di monete che dovrete inserire nelle urne poste di fronte alla statua, nessuna esclusa. Vi siete appena aggiudicati la sua benedizione! Anche se non si è buddhisti, non fa mai male provarci!

Si trova nel quartiere di Rattanakosin, vicino a Palazzo Reale.

Grande Palazzo Reale e Wat Phra Kaeo, il tempio del Buddha di smeraldo

Prima o dopo la vostra visita al Wat Pho, dovrete percorrere poche centinaia di metri per raggiungere il Grande Palazzo Reale e l’appellativo “grande” non è usato a caso. In passato era adibito a residenza reale, ed oggi viene utilizzato principalmente per ospitare eventi ufficiali ed istituzionali. Solo alcune aree sono accessibili al pubblico, ma sono sufficienti per lasciarvi estasiati dall’opulenza e lo stile regale che si respirano in questo complesso di edifici. Tra questi è d’obbligo citare il Wat Phra Kaeo, il tempio più sacro della Thailandia, che custodisce in una sala immensa la piccola statua del Buddha di smeraldo:  con i suoi scarsi sessanta centimetri di altezza, detiene il primato di raffigurazione più venerata dai thailandesi.

Anche qui è richiesto un dress code adeguato.

Il Wat Arun

Rispetto ai due edifici precedenti, il Wat Arun si trova dall’altra parte del fiume Chao Phraya e per raggiungerlo occorre prendere il battello. Spesso utilizzato come principale attrattiva della Thailandia, posso assicurarvi che l’aspettativa è appagata in maniera stupefacente. Visibile da diversi punti della città, date le sue dimensioni,  l’elemento che si staglierà ai vostri occhi, è la sua torre centrale (prang) alta 81 metri, con cui viene rievocato il monte Meru, la montagna sacra della mitologia buddista e induista. Il centrale è circondato da altri quattro prang minori, e man mano che vi avvicinerete per scorgerne i dettagli, vi accorgerete della minuzia con cui queste strutture mastodontiche siano state dettagliatamente ricoperte: ceramiche piccolissime, geometriche ma sinuose, decorate con motivi floreali, interrotte da strati di demoni e figure mitologiche.

Gli altri quartieri di Bangkok

L’anima poliedrica di Bangkok è percepibile anche attraverso i diversi lineamenti dei quartieri racchiusi dalla capitale. Infatti se fino ad ora abbiamo tastato lo spirito tradizionale di questa città, con i suoi templi, la sua spiritualità e la sua storia, concentrato nei quartieri di Rattanakosin e Thonburi, spostandoci di isolato veniamo catapultati in una di quelle abilità peculiari di questo popolo, i mercati e lo shopping sfrenato.

Se volete imbattervi in un’altra tipica cultura orientale, fate un salto al quartiere di Chinatown. E’ un micromondo brulicante di negozi e street food tipicamente cinesi, affollatissimo e caotico. L’impresa potrà essere alleviata dalla visita al Wat Tramit, il tempio del Buddha d’Oro, la statua d’oro massiccio più grande al mondo!

Se siete degli shopping addicted non potete esimervi dal fare un salto al quartiere di Siam Square. Sarete circondati da centri commerciali di 7 piani, dove troverete merci di qualsiasi tipo e per tutte le tasche, tra cui l’MBK e il Central Word, il centro commerciale più grade della Thailandia!

Se la vostra visita a Bangkok ricade nel fine settimana e volete vivere l’esperienza di passeggiare tra bancarelle straripanti di abbigliamento, accessori, cibo e chi sa quant’altro, dovete assolutamente fare un salto (che sarà molto lungo) al mercato di Chatuchack nella parte nord di Bangkok, con le sue 15 mila bancarelle! Inevitabile perderne qualcuna!

A proposito di mercati, oramai conosciuto a livello planetario, (ne avrete visto migliaia di immagini sul web), è il mercato galleggiante di  Damnoen Saduak. Purtroppo la sua fama lo ha reso una meta da turismo di massa, facendone perdere l’autenticità, gestito ad hoc per richiamare orde di turisti. Però è pur sempre una realtà unica nel suo genere e solo per questo ne merita un salto.

Prima di concludere il mio e vostro tour in Thailandia non posso che consigliarvi una tappa fuori città. A circa un’ora da Bangkok potrete immergervi in uno dei luoghi più magici ed unici di tutto il paese e direi anche a livello planetario. Si tratta del parco archeologico di Ayutthaya, dichiarato Patrimonio UNESCO. Si tratta di un sito archeologico formato dai resti dell’antica capitale, disseminato di tantissimi templi, tra cui il meraviglioso Wat Mahathat, unico per una riproduzione del volto del Buddha intagliata in un albero.

Il cibo

La parola d’ordine è street food. Non ci sarà angolo da voi esplorato che non vedrà un carretto, una tenda o un locale che non vi proponga il loro magnifico cibo da strada. L’odore di spezie e di fumi di padelle saltanti vi accompagnerà per tutto il viaggio.

Ovviamente sarà d’obbligo assaggiare il Pad Thai, noodles saltati con verdure, germogli di soia, uova e, qualora preferiate, gamberetti, tutto condito con lime e granella di nocciole! 2 minuti ed il piatto è pronto. Costo? Dai 50 centesimi ai 2 euro. La copiosa offerta culinaria spazia dalle zuppe, ai curry, all’immancabile cibo fritto. Dovuta menzione soprattutto per chi è vegetariano come la sottoscritta: tra i banchetti non mancherà la frutta (e che frutta!), che viene tagliata al momento e resa anch’essa cibo da strada: mini ananas, dragon fruit, passion fruit, mango…dolcissima e gradevolissima soprattutto per rinfrescarsi durante le afose passeggiate. 

Come spostarsi a Bangkok

Considerata l’estensione della città, per quanto siate prestanti camminatori, per spostarvi da una parte all’altra vi occorrerà far ricorso ai mezzi pubblici. Ma non temete, qui sono efficientissimi e davvero economici. A parte il tipico tuk tuk (taxi a tre ruote) che potrà proporvi una tariffa da turista, ci sono taxi, sia convenzionali che affiliati al portale Grab (il loro Uber per intenderci), autobus, skytrain, metro, traghetti e battelli. Vi consiglio di provarli tutti: anche queste possono essere occasioni per immergervi appieno nelle relazioni con gli abitanti del posto, soprattutto quando dall’altra parte troverete uomini e donne, minuti, umili, che con gentilezza (questa sconosciuta!) vi daranno il loro benvenuto nella magica città degli angeli. 

 

 

 

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