Cosa accadrà poco dopo le elezioni europee quando ci saranno le elezioni regionali, prima in Emilia-Romagna e poi in Veneto?

Autore: Nicola Perrone

ROMA – Ormai manca poco, tra 24 giorni sapremo i risultati delle elezioni europee. E dalle urne, oltre a conoscere i nomi dei nuovi eurodeputati, sapremo anche quanti voti hanno preso i singoli partiti, il ‘peso’ politico che potranno giocarsi nei prossimi anni. Tutti i sondaggi danno Fratelli d’Italia della premier Giorgia Meloni al primo posto, seguita a distanza dal Pd della segretaria Elly Schlein. Nel Centrodestra lo ‘scontro’ più acceso è tra la Lega di Salvini e Forza Italia di Antonio Tajani. La Lega oggi è il secondo partito della coalizione ma Forza Italia, che in molti davano per spacciata dopo la morte del Presidente Berlusconi, grazie all’azione tenace di Tajani è riuscito ad occupare lo spazio della ‘politica responsabile e tranquilla’, una strategia che li vede in netta ripresa. Molti sondaggisti già danno per certo il sorpasso collocando Forza Italia attorno al 10-12 per cento rispetto alla Lega piazzata attorno all’otto per cento.

Lasciando stare il Centrosinistra largo e meno largo, diviso e con le diverse tribù in perenne lotta, che per questo non toccherà palla, è interessante capire che cosa accadrà poco dopo quando ci saranno le elezioni regionali, prima in Emilia-Romagna e poi in Veneto. Non è un segreto che Giorgia Meloni, anche con i suoi alleati, ha messo in chiaro che il primo partito italiano a livello di Governatori è di molto sottodimensionato. Il Piemonte che assai probabilmente resterà a Forza Italia, la Lega in Lombardia e il  Veneto, ora con il leghista Zaia in scadenza che necessariamente dovrà andare a Fratelli d’Italia. In Veneto, a scadenza naturale, si voterà nel 2025 ma già è partita la campagna elettorale regionale con i diversi posizionamenti. Ascoltando alcune fonti trasversali del Centrodestra, al momento il candidato ‘giusto’ per Fratelli d’Italia ha i connotati di Matteo Zoppas, nuovo presidente dell’Ice nominato dal ministro Adolfo Urso nato a Padova. Ma è in Emilia-Romagna, terra da sempre governata dalla sinistra e dal Centrosinistra, che Giorgia Meloni ha messo gli occhi. Perché portare a casa quella regione da sola vale 10. Non solo vittoria politica ma pure storica. L’attuale Presidente della Regione e del Pd, Stefano Bonaccini, ha deciso di candidarsi al Parlamento europeo. Quindi in Emilia-Romagna a fine novembre si voterà per eleggere il nuovo governo regionale. In casa Dem è già guerra, al momento fonti interne ripetono sempre e solo due nomi: Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e green economy, con un passato di battaglia con i metalmeccanici della Fiom Cgil; Michele De Pascale, giovane e scalpitante sindaco Dem di Ravenna. Giorgia Meloni e i suoi Fratelli non possono sbagliare, il nome dovrà essere di peso, di valenza nazionale e fuori dagli schemi provinciali di partito. Se ne sta già discutendo, al momento il nome sussurrato da fonte attendibile desta sorpresa: Emma Marcegaglia, oggi a capo della holding di famiglia con tre stabilimenti in Romagna, già presidente nazionale di Confindustria. E comunque al momento è questa l’area di ricerca del nome di peso che stavolta potrebbe per davvero cambiare colore all’Emilia-Romagna.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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