Dopo Spagna, Irlanda e Norvegia, il Parlamento sloveno voterà martedì 4 giugno per il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. “È un messaggio di pace. Crediamo che sia giunto il momento per il mondo intero di unire gli sforzi verso una soluzione a due Stati che porterà la pace in Medio Oriente”, ha sottolineato il primo ministro liberale Robert Golob. Tuttavia, il governo aveva già trasmesso il decreto al Parlamento per l’approvazione, accelerando la procedura che originariamente avrebbe dovuto concludersi entro la metà di giugno. Un annuncio che non piace a Israele, che vede in questo un “premio” assegnato a Hamas nel mezzo della guerra nella Striscia di Gaza.  

Slovenia: il Parlamento voterà per riconoscere lo Stato di Palestina

Dovrebbe trattarsi dunque, di una semplice formalità: basta la maggioranza semplice per approvare il testo. Da notare che la coalizione di centrosinistra al potere detiene 51 seggi su 90 in Parlamento. D’altronde, quasi il 60% degli sloveni è favorevole al riconoscimento di uno Stato palestinese, mentre il 20% si oppone, secondo un sondaggio realizzato in aprile su un campione di 600 cittadini e pubblicato da un quotidiano locale. Mentre la Spagna e Irlanda, entrambi membri dell’UE, così come la Norvegia hanno riconosciuto ufficialmente martedì lo Stato di Palestina con l’obiettivo, secondo i tre paesi, di procedere verso la pace in Medio Oriente. La Svezia lo ha riconosciuto nel 2015. Anche il presidente francese Emmanuel Macron si è detto favorevole al riconoscimento della Palestina come Stato: “Non c’è nessun tabù per la Francia, sono pronto a riconoscere uno Stato palestinese (…) ma ritengo che questo riconoscimento debba arrivare al momento opportuno. Non lo farò in modo emotivo”, ha spiegato insieme al cancelliere tedesco Olaf Scholz durante la sua visita ufficiale in Germania. Tuttavia, è’ una questione che dà origine anche a profonde divergenze all’interno dell’UE. La Germania, che difende anche la soluzione a due Stati, ritiene che tale riconoscimento debba essere il risultato di negoziati diretti tra le parti in conflitto. Includendo Spagna, Irlanda e Norvegia, lo Stato di Palestina è ora riconosciuto da 145 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite, secondo i dati forniti dall’Autorità Palestinese. La maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale e del Nord America, Australia, Giappone e persino Corea del Sud sono assenti da questo elenco.

 

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