Peggiora il caro ombrellone in attesa di una sana concorrenza a vantaggio del consumatore

Rispetto al 2023 il posto in spiaggia costerà in media il 4% in più. Anche quest’anno Alassio in Liguria è la spiaggia più cara, per una settimana in prima fila si spendono 392€ , al secondo posto troviamo la Puglia con  Gallipoli che con 289 € a settimana supera addirittura  la Sardegna che per  Alghero richiede ben 239 €  per la prima fila. L’indagine di Altroconsumo,fatta per telefono a maggio di quest’anno, raccoglie le tariffe di 211 stabilimenti balneari italiani. Si sono richieste le tariffe per le prime quattro file per la settimana che va dal 4 al 10 agosto.In questi giorni si dibatte molto sulla questione delle concessioni balneari e sembra che ci sia chi voglia approfittare dell’ultima stagione disponibile per spolpare i vacanzieri, non solo con tariffe ma anche con clausole stravaganti. Qualcuno propone abbonamenti a mezza giornata o fantasiose disponibilità secondo fascia oraria come nelle più frequentate pizzerie del sabato sera o anche penalizzazioni per i ritardatari in aggiunta al rischio meteo pure con abbonamento già pagato. Un sistema di rilascio dei permessi per gli stabilimenti balneari privati deve essere riorganizzato in tempi stretti, attraverso nuovi bandi di gara per favorire l’abbassamento delle tariffe come è stato in passato per cellulari e aerei .  Nell’attesa che ciò avvenga a pagare sono i consumatori, perché questa situazione di stallo, con le concessioni che restano in mano agli stessi operatori, si ripercuote sul prezzo di lettini e ombrelloni, ogni anno più costosi ed elitari. È importante quindi arrivare presto a una riforma del settore “spiagge”, per questo Altroconsumo ha lanciato la petizione per avere spiagge aperte anche a nuovi proprietari e prezzi contenuti e alla portata di tutti.

Umberto Palazzo

Editorialista de Il Corriere Nazionale.net

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