Filippo Zucchetti è un talentuoso cantautore di Perugia, che ha da poco pubblicato il singolo “Cielo Elettrico”. In questa intervista esclusiva rilasciata al Corriere Nazionale, l’artista svela i segreti dietro la creazione di questo brano carico di emozioni e significati profondi. Zucchetti ha raggiunto importanti traguardi, come la finale al Tour Music Fest nella categoria Autori, confermando il valore delle sue creazioni.
C’è un messaggio che vorresti trasmettere con “Cielo Elettrico”?

Innanzitutto un saluto a tutti Voi di Corriere Nazionale. Mentre alcuni dei miei brani contengono messaggi specifici, con “Cielo Elettrico” non c’era un’intenzione diretta in tal senso. Volevo piuttosto catturare frammenti di vita vissuta e popolarli con immagini, ricordi, oggetti, sensazioni e persone, dando forza attraverso il suono delle parole, la loro capacità di energizzare unita alla musica. Tuttavia, il brano trasmette un messaggio sulla fragilità umana, evidenziando come questa sia una costante nel corso degli anni, e come spesso cerchiamo di nasconderla dietro maschere di falsa perfezione, soprattutto nei social, che invece ci rendono più empatici, poiché tutti abbiamo le nostre fragilità. Inoltre, ci sono piccoli messaggi nascosti nel testo, come nella frase “noi siamo i figli della pubblicità”, che riflette la confusione di identità causata dal bombardamento pubblicitario che sperimentiamo, generando crisi identitarie e bisogni indotti.

A tuo parere qual è la situazione ideale per ascoltare questo brano?

Per prima cosa vi dico come non ascoltarlo: dal telefono!

E questo non vale solo per “Cielo Elettrico” ma per tutta la musica!

Con la diffusione della musica in streaming, si è persa molta della qualità audio dei vinili e dei CD, e la compressione MP3 riduce ulteriormente la qualità del suono. Ascoltare la musica in auto è il mio modo preferito, poiché durante l’ascolto mi scorrono immagini reali della vita, e questo brano in particolare è strutturato come scene di vita, rendendo l’auto con un buon impianto l’ideale per apprezzarlo.

 Qual è il tipo di strumentazione a cui non potresti mai rinunciare?

Per quanto riguarda la creazione dei brani utilizzo principalmente la chitarra elettrica con, a seconda del momento, un suono crunch, con media distorsione o molto distorto (un pedale Fuzz). Amo questo tipo di suono (che non a caso cito ben due volte nel testo del brano: “Gli accordi sventrati della musica Grunge” e “C’era un suono elettrico distorto e magnifico”).

Mi crea una vibrazione interna molto intensa che mi dona energia creativa.

Utilizzo anche le chitarre acustiche, in particolare per arpeggi con le dita. Infine sto imparando a suonare il pianoforte e già sento che anche da questo bellissimo strumento usciranno nuove canzoni.

In generale comunque la creazione per me non necessità di chissà quale strumentazione complessa anzi, a volte ho scritto melodie suonando una chitarra elettrica senza nemmeno attaccarla all’amplificatore! Quindi semplicità estrema!

Cosa puoi raccontarci sulla scena musicale della tua città e come ti inserisci all’interno di essa? 

Sono un autore di melodie e testi che da poco produce ed interpreta le proprie canzoni. Per me l’importante è scrivere canzoni ed è questo che mi appassiona. Non sono una persona che vive la scena musicale, la posso osservare, ma dall’esterno. Nella mia città (Perugia) ogni anno si svolge un festival di musica Jazz famoso in tutto il mondo: Umbria Jazz. Un momento molto importante per la musica che raccoglie musicisti da ogni parte del globo con concerti di tutti i tipi (non solo jazz, anzi). 

Com’è stato arrivare in finale al Tour Music Fest nella categoria Autori?

È stato emozionante, confermando che il mio lavoro ha un senso, oltre a stimolarmi a continuare. Al di là del punteggio massimo ottenuto, ciò che più mi ha gratificato è stata la recensione del testo che venne definito: “un opera letteraria dallo stile unico”. Questa frase ha una valenza importantissima poiché riconosce il valore intrinseco del testo come opera letteraria, e conferma la mia ricerca di uno stile unico nelle mie creazioni e in quelle degli altri.. 

Concludiamo chiedendoti: qual è il tuo più grande sogno artistico? 

Scrivere canzoni e continuare a farlo.

Questo è ciò che amo fare profondamente, è una necessità e a volte quasi un’urgenza. Scrivere canzoni mi dà un senso di appagamento e armonia senza pari, ed è un atto purissimo e quasi sacro per me.

 

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