Il nostro autore di oggi è de l ‘800, Iginio Tarchetti che prese il nome di Ugo in omaggio a Foscolo, cancellando Pietro, visse appena trent’anni colpito da una febbre tifoide (1839-1869).

Si dice che il romanzo Fosca, di questo scrittore poeta e giornalista italiano, sia ispirato ad un pezzo della sua vita quando, verso il mese di novembre del 1865, mentre si trovava a Parma, ove aveva incarichi militari, conobbe una certa Carolina (o forse Angiolina), parente di un suo superiore, malata di epilessia e prossima alla morte.

Pur non essendo bella, questa suscitò subito un’attrazione da parte dello scrittore, forse per i grandissimi occhi neri e le trecce color ebano.

Tarchetti stesso così la descrive: “Quell’infelice mi ama perdutamente… il medico mi disse che morrà fra sei o sette mesi, ciò mi lacera l’anima, vorrei consolarla e non ho il coraggio, vorrei abbellire d’una misera e fuggevole felicità i suoi ultimi giorni e v’ha la natura che mi respinge da lei”

L’autore viene descritto come un giovane alto all’incirca un metro e ottantaquattro, con volto ovale, il naso diritto, gli occhi azzurri.

Un bell’uomo, capace di provare e scatenare grandi passioni.

Tarchetti fu uno dei più importanti esponenti della Scapigliatura milanese

Anticonformista e tendente alla malinconia e alle fantasie macabre, ha lasciato diverse opere tra romanzi, racconti e poesie.

Si tratta in certi casi di opere di critica sociale, spesso supportanti tesi antimilitariste, altre volte di racconti che presentano un certo gusto per il macabro, l’abnorme e il patologico, frutto in particolare della lettura delle opere di Poe e Hoffmann.

Il suo capolavoro è però il romanzo che presentiamo oggi, Fosca, pubblicato postumo e terminato dall’amico Salvatore Farina.

La trama corrisponde a quello che abbiamo detto, Giorgio, il protagonista che parla in prima persona, parla dell’amore per due donne dai caratteri antitetici: Clara e Fosca.

I ricordi iniziano quando il giovane militare, in congedo per malattia, decide di abbandonare il suo odiato villaggio natio per recarsi a Milano, a far visita a un amico.

Qui Giorgio incontra Clara, una giovane donna ricca di bellezza e virtù con la quale intrattiene una tenera relazione amorosa (Clara è però sposata con un impiegato di un’amministrazione governativa).

L’idillio dura solo due mesi, quando Giorgio viene promosso capitano e destinato ad un nuovo incarico.

Di stanza in un piccolo villaggio, Giorgio è spesso ospite nella casa del colonnello, comandante della guarnigione. È proprio in questa casa che il giovane fa conoscenza con la cugina del colonnello, Fosca, descritta dal proprio medico come «la malattia personificata,

l’isterismo fatto donna, un miracolo vivente del sistema nervoso».

Fosca è una donna di rara bruttezza affetta da una grave malattia, ma allo stesso tempo dotata di un’acuta sensibilità e di una raffinata cultura: Giorgio presto inizia a subirne l’oscuro fascino, tanto da non riuscire ad evitarla e da essere costretto ad instaurare con la donna un morboso legame sentimentale.

Non completiamo la trama per dare spazio alla lettura. scrica da qui

Dal romanzo fu tratto nel 1981 il film di Ettore Scola Passione d’amore, con protagonisti Bernard Giraudeau (Giorgio), Valeria D’Obici (Fosca), Laura Antonelli (Clara), Massimo Girotti (Il colonnello).

LA RETE

Il primo incontro tra Fosca e Giorgio

[incorporato] https://www.youtube.com/watch?v=6mgGrpxzGWI[/incorporato]

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Il film completo